«Forza e dolcezza per la felicità»

La ricetta choc tra provocazioni e certezze nel libro di una giornalista

    di Monica De Murtas «Sposare un uomo, che appartiene irrimediabilmente a un altro mondo, e vivere con lui, è una sfida che si può affrontare solo se ognuno fa la sua parte. L'uomo deve incarnare la guida, la regola, l'autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell'emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell'accoglienza e del servizio».

    Costanza Miriano, giornalista della redazione nazionale Tg3, sintetizza così, nella terza di copertina del volume dal titolo «Sposati e sottomettiti» il suo sentito elogio dell'obbedienza delle donne ai propri mariti.

    Il libro, pubblicato da Vallecchi, arriva come un tornado sull'Italia delle polemiche sulla mercificazione del corpo femminile, sul Rubygate, i bunga bunga e l'Otto marzo. Con conseguente pagina intera sul «Fatto Quotidiano» e intervista alle «Invasioni barbariche» e dibattiti a non finire.

    Con una scrittura ironica e veloce Costanza Miriano nella sua «pratica estrema per donne senza paura», come chiarisce il sottotitolo, parla di amore e famiglia sostenendo con ferrea convinzione la dottrina cristiana del matrimonio senza perdere d'occhio l'ultima borsa di Dior.

    Cattolica, quarantenne, madre di quattro figli Miriano si definisce sottomessa al marito: «Sono anche rappresentante di classe - dice - ed esperta in multitasking, in grado cioè contemporaneamente di: allattare un pupo, correggere (male) un compito e bruciare uno sformato».

    - Lei crede davvero che una donna per realizzarsi ed essere felice, debba sposarsi e sottomettersi al marito?
    «Assolutamente sì, la mia non vuole essere una provocazione. Credo davvero che sia una delle vie per raggiungere la felicità. Io credo fermamente che sia ora che le donne imparino l'obbedienza leale e generosa al proprio uomo».

    - Eppure il termine sottomissione fa venire in mente donne relegate al ruolo di schiave, segregate in casa, costrette a fare figli. Donne senza diritto di voto, donne alle quale è preclusa la possibilità di studiare, l'autonomia economica, l'autorità di decidere sull'educazione dei figli. Penso a donne abusate, violentate infibulate. Sbaglio?
    «"Spose siate sottomesse ai vostri mariti": è l'invito di San Paolo nella Lettera agli Efesini. Sottomesse nel significato di stare sotto, sostenere, sorreggere, perché sotto si mette chi è più solido e resistente, perché è chi sta sotto che regge il mondo. Le donne hanno alcuni talenti che gli uomini non posseggono e viceversa. Noi siamo più brave nel tessere relazioni, nel prenderci cura delle persone. Gli uomini invece sono quasi sempre molto più lucidi più razionali».

    - Insomma più che sottomettersi le donne dovrebbero imparare forse a riappropriarsi del loro ruolo nella famiglia?
    «Sì, ma senza banalizzare, non stiamo parlando di chi lava i piatti o di chi fa la spesa. Quello che le donne devono recuperare è la loro vocazione all'accoglienza alla dolcezza, e l'uomo la sua vocazione al comando. Io credo che le conquiste fatte dal femminismo siano importantissime, sacrosante, ma dico che ad un certo punto il femminismo ha preso una deriva. Le donne hanno adottato la stessa logica maschile del dominio. In un'ottica depurata invece dal dominio stare sotto ha un valore neutro».

    - La donna sottomessa non rischia di diventare ancora più fragile, più debole, indifesa nei confronti della cultura maschilista, in una società dove il corpo femminile è sempre più mercificato?
    «La sottomissione di cui parlo io è quella all'uomo che si sceglie per la vita. Non credo, invece, che un escort sia una donna sottomessa credo che sia una donna che ha fatto una scelta. Le donne hanno lottato anche per la libertà di poter gestire il loro corpo. Ci sono escort che prendono settemila euro a prestazione proprio sottomesse non mi sembrano».

    - In che modo quotidianamente si sottomette a suo marito?
    «Dalle piccole cose a quelle più importanti. Non indosso un vestito se non gli piace. Non invito gente a casa se lui è stanco. Lo lascio decidere sulla scelta del luogo dove passare le vacanze. In generale gli lascio sempre l'ultima parola su tutto».

    - E questa cosa le riesce facile?
    «Beh non sempre. Si figuri che mio marito voleva che intitolassi il libro "Da che pulpito!". A volte non è semplice, ma posso garantire che funziona, eliminare il conflitto in famiglia e conquistare l'uomo con la dolcezza è la ricetta della felicità».
    08 marzo 2011

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