"La Sardegna? Paradiso ancora sconosciuto e Paolo Fresu è geniale"

Ornella Vanoni, la signora della canzone italiana, in concerto a Lanusei

    di Fabio Canessa Ornella Vanoni, la signora della canzone italiana, voce e classe straordinaria, arriva a Lanusei (sabato alle 21 al Teatro Tonio Dei) per un concerto basato sui brani contenuti nel suo ultimo doppio disco «Ornella Vanoni live al Blue Note».

    Un album tratto dalle serate live al Blue Note di Milano in cui la cantante presenta alcune interpretazioni di noti brani di amici cantautori (come «Alta marea» di Venditti o «Non abbiam bisogno di parole» di Ron), alcuni pezzi jazz (come «My funny Valentine») ed alcuni suoi brani di successo.

    - Signora Vanoni, come sta?
    «Io bene. Lei meglio di me: vive in Sardegna».

    - Ama molto l'isola?
    «Moltissimo. L'ho conosciuta cinquant'anni fa quando non c'era niente e allora l'ho visitata sopra, dentro, sotto. Non c'erano nemmeno pali della luce, era un paradiso».

    - È un po' cambiata.
    «Però l'interno è sempre bello. C'è gente che viene da anni con la barca da trenta metri è non ha mai visto un nuraghe».

    - Tra i sardi ha anche degli amici. Come Paolo Fresu.
    «Ah, Paolo Fresu! Lo conosco bene. Lo amo e stimo moltissimo. Quest'anno farà cinquanta serata per i suoi cinquant'anni nei punti più belli della Sardegna. Mi pare un'idea geniale, straordinaria. A una serata parteciperò anche io».

    - Come l'ha conosciuto?
    «L'ho conosciuto tanti anni fa, non mi ricordo più quando, al Tangram. C'era scritto sul giornale: stasera al Tangram un trio fantastico tra i quali brilla una tromba italiana. Io cercavo una tromba disperatamente perché mi piace molto. E là è arrivato uno con la coda, vestito male che suonava seduto. Ma dove lo prende il fiato mi domandavo. La timidezza lo teneva giù. Adesso non è più timido, si veste bene, è molto carino, spiritoso e suona in piedi».

    - Un altro artista che conosce bene ha appena vinto Sanremo: Roberto Vecchioni.
    «Sono molto contenta della sua vittoria. È un amico, un talento. E poi sono contenta per una canzone esplicita, chiara, con un ritornello che tiene dentro questa frase "Chiamami sempre amore" che è positiva».

    - Nell'ultimo album del cantautore è presente anche un brano nel quale duetta con lei.
    «Sì, "Dentro gli occhi". L'avevamo già fatto molti anni fa. Lui mi ha chiesto di rifarlo e ho accettato volentieri».

    - Ma il Festival l'ha guardato, le è piaciuto?
    «Sì, ogni anno si guarda Sanremo. Ci sono delle cose che mi sono piaciute, altre che non mi sono piaciute. Nell'insieme se la sono cavata. Io dico che le donne belle, vanno sempre bene, fanno una cornice interessante, però se non c'erano i due comici, Luca e Paolo, era difficile andare avanti».

    - Sempre a proposito di televisione. Qualche settimana fa ha partecipato a una puntata di «Amici». Qual è il suo pensiero sui talent show?
    «Sa cosa penso io? Che ci sono troppi cantanti in Italia e il paese è piccolo. E appena vengono fuori i ragazzi del talent show, quelli che ce la fanno, alcuni bravi veramente, riempiono gli spazi. Troppi cantanti in confronto alla misura del paese. Non è il Brasile dove i miei amici brasiliani potrebbero suonare tutte le sere in tre posti diversi».

    - Il concerto di sabato si basa sull'ultimo album, «Live al Blue Note». C'è al suo interno una canzone alla quale è particolarmente affezionata?
    «A me piace molto "Alta marea", la trovo straordinaria. E poi musicalmente il pezzo di Zucchero ("Dune mosse", ndr) che credo di aver fatto molto bene».

    - Dopo tanti anni di carriera si diverte ancora sul palcoscenico?
    «Adesso quando salgo sul palco sono felice. Mi diverto di più rispetto un tempo. Tanti anni fa, invece, morivo dalla paura, non mi potevo divertire».
    24 febbraio 2011

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