Quotidiani locali

Budoni scommette sulla qualità

Presentato il progetto ideale di sviluppo del paese

 BUDONI. Un'edificazione più qualitativa che quantitativa, con un occhio di riguardo all'aspetto ambientale. È il progetto di sviluppo pensato per Budoni. Scelte importanti attendono il Comune, alla prese col Piano urbanistico comunale.  Gli strumenti di pianificazione del territorio, Puc e Pul, e progetti di sviluppo, sono stati al centro di un partecipato convegno che ha riunito al teatro "Parodi" oltre 350 cittadini. «Occorre pianificare tenendo presenti i dati di crescita e ragionando su un'edificazione più qualitativa che quantitativa - ha detto il sindaco Pietro Brundu -. Questo convegno arricchisce il Piano mettendo in risalto l'aspetto ambientale, non solo in termini di tutela ma reddituali». L'assessore all'urbanistica Luciano Pittorra ha evidenziato come il Puc, ormai in via di definizione, tenga conto di settori fondamentali per lo sviluppo, come l'agricoltura, l'ambiente e i servizi al turismo. «Un Piano che - ha sottolineato - non avendo grandi volumetrie a disposizione, inverte la tendenza con un'edilizia di qualità e la riqualificazione delle frazioni». Al docente universitario Carlo Marcetti, il compito di fotografare il territorio: dall'alta crescita demografica, circa 900 residenti ogni anno, alla presenza alberghiera cresciuta fino al 2008 ma che poi ha subito una battuta di arresto, dall'importanza del porto di Porto Ottiolu, al reddito delle famiglie, sempre positivo negli ultimi anni. Da lui, è arrivata un'esortazione: «investire nel settore agricolo e dei servizi, e rivolgere maggiore attenzione alla cultura e alla scolarizzazione». A parlare del Puc, Giampaolo Gamberini, responsabile dell'equipe di Piano, che ha illustrato le novità, come la proposta di riqualificazione di Ottiolu e dell'area del porto, di Tanaunella e Budoni centro, e la possibilità di creare un parco marino costiero in una zona classificata G2. «Sul calcolo volumetrico - ha detto - hanno pesato molto le seconde case, che hanno completamente modificato l'assetto insediativo».  Raimondo Azara, studioso di problematiche agricole, ha dato indicazioni su possibili scenari di sviluppo delle zone agricole anche in rapporto al mercato turistico e allo sviluppo dell'area artigianale per la trasformazione dei prodotti.  Infine, Gianni Meloni, studioso delle zone costiere, ha proposto il progetto dell'Università del parco marino costiero, iniziativa che porterebbe posti di lavoro e tutela. A chiudere i lavori, coordinati da Manlio Cossu, Giampiero Lavena dell'assessorato regionale alla Programmazione, che ha sottolineato come la progettualità nel territorio potrà essere valorizzata grazie ai pacchetti integrati e alle norme che agevolano il credito.(t.s.)

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