Portovesme. Camion radioattivi, aperte due inchieste

Indagano la magistratura e l’Arpas. Dopo l’allarme sono stati controllati altri 14 automezzi.  I sindacati: «Visto? Abbiamo fatto bene a far installare alla società il portale radiometrico»

    di Erminio Ariu PORTOVESME. Sulle settanta tonnellate di fumi d’acciaieria radioattivi provenienti dall’Alfa Acciai di San Polo e destinate allo stabilimento Portovesme Srl sono state aperte due inchieste: una dalla magistratura che ha ricevuto sabato mattina i rapporti delle ispezioni dei carabinieri del Noe di Cagliari; l’altra dall’Arpas per gli aspetti di natura ambientale e sanitaria.

    I tre Tir contenenti il carico radioattivo, destinato ad alimentare i forni Waeltz della Portovesme Srl, sono stati intanto parcheggiati in una zona appartata dello stabilimento. Il portale radiometrico della fabbrica che produce piombo e zinco venerdì sera è impazzito improvvisamente quando la prima motrice ha superato la barra del portale di controllo installato sei anni fa per garantire alla Portovesme Srl materie prime non radioattive. Quando la prima motrice è entrata a velocità moderata nell’area di controllo, il videoterminale ha mostrato un grafico con traiettorie anomale ed è subito scattato l’allarme.

    Per maggior cautela, i tecnici hanno imposto al conducente del mezzo un’ulteriore verifica. Sono così apparsi valori radioattivi superiori ai limiti imposti dalla legge. I tecnici hanno proceduto allora a una verifica manuale con un contatore geiger ed è arrivata un’ulteriore conferma: il grafico ha fornito picchi ben oltre valori accettabili. Anche i cassoni blindati degli altri due mezzi pesanti provenienti da San Polo sono stati verificati e il contatore geiger è impazzito nuovamente. È così scattata una serie di controlli a catena e tra Genova e Cagliari sono stati sottoposti a controlli radiometrici altri 14 camion con fumi di acciaieria destinati a Portovesme. I controlli sono risultati tutti negativi.

    Giallo su come le 70 tonnellate di fumi d’acciaieria pressate nei container siamo riuscite a passare ai controlli dei porti di Genova e di Cagliari. «Questo è un accertamento che spetta alla magistratura - ha spiegato Giorgio Tore, direttore dell’Arpas del Sulcis Iglesiente -. Per quanto ci riguarda, questa mattina interverremo nuovamente, alla presenza di tecnici di Alfa Acciai, per un’ulteriore verifica dell’attendibilità degli accertamenti effettuati dal nostro ente, in presenza dei Noe di Cagliari e della Portovesme Srl».

    I vertici di Alfa Acciai hanno confermato che i loro portali radiometrici non hanno riscontrato anomalie e la difformità dei valori, secondo gli industriali bresciani, potrebbero derivare da una diversa taratura delle apparecchiature. Per quanto riguarda la sostanza radioattiva rilevata, si parla di Cesio 137.

    «In un primo momento - hanno detto Tore Cappai (Cgil), Enzo Lai (Cisl) e Tonino Melis (Uil) della Rsu - eravamo preoccupati, ma l’efficienza delle apparecchiature installate all’ingresso della fabbrica ci ha rasserenato perché è stato dimostrato che i carichi sospetti vengono identificati e fermati. Questa mattina ci sarà un incontro con i vertici aziendali. Ci preme sottolineare che anche in questa occasione la trasparenza dei comportamenti tutela la fabbrica e la sua attività. Possiamo ritenerci soddisfatti per aver chiesto all’azienda, in tempi non sospetti, l’installazione del portale radiometrico, a garanzia di tutti, ancor prima che partisse la campagna di utilizzo dei fumi di acciaieria».

    A Portoscuso intanto c’è fermento e gli abitanti chiedono che sia fatta chiarezza. «Ora - sollecita il consigliere provinciale Angelo Cremone - è indispensabile accertare se nelle discariche di Guroneddu e di Genn ’e Luas siano stati depositati scarti di lavorazione contaminati dalla radioattività. È vero che il portale radiometrico è stato sistemato sei anni fa, ma ora ci chiediamo se in passato dalla penisola sono stati spediti camion di fumi di acciaieria contaminati da sostanze radioattive. Occorre, costi quel che costi, fare carotaggi in profondità».

    Sull’allarme radioattività è intervenuta anche il consigliere regionale dei Rossomori Claudia Zuncheddu. «Abbiamo appreso con grande preoccupazione - ha detto - che tre camion carichi di scorie radioattive partiti da Brescia, dopo aver viaggiato per mezza Italia sono stati bloccati prima che il materiale venisse avviato alla produzione. Che il polo industriale del Sulcis sia al centro di traffici illegali di rifiuti altamente tossici, non è una novità: la stessa contaminazione delle falde è stata accertata dai carabinieri del Noe. I tempi d’intervento sulla tutela della salute in Sardegna sono lenti e nessuno indaga a fondo sulle conseguenze per la vita dei cittadini».
    31 gennaio 2011

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