L'onda nera colpisce altre spiagge, cresce l'allarme nelle coste galluresi

Dopo le perdite di olio combustibile dall’E.On di Porto Torres, il catrame si estende più a est contaminando le coste galluresi. Da un vertice a Sassari, mentre la Procura continua le indagini, arriva un monito: «Vietato abbassare la guardia». Preoccupati per il calo delle vendite i pescatori

    di Pinuccio Saba SASSARI. «L'emergenza ambientale non è finita, vietato abbassare la guardia». Parole profetiche, quelle pronunciate durante il vertice che si è tenuto ieri in Provincia, a Sassari. Un vertice al quale partecipato gli amministratori di Castelsardo, Porto Torres, Sassari, Sorso e Stintino.

    All'incontro, che si è protratto sino al primo pomeriggio, erano presenti i tecnici della Capitaneria di Porto Torres, dell'assessorato regionale all'Ambiente, di Arpas, Ispra e Parco dell'Asinara. La principale preoccupazione è che, «se non si risolverà del tutto il problema, i danni rischiano di essere seri, sia ambientali sia economici». Si teme «il colpo tremendo che subirà l'industria turistica se non si procederà alla svelta evitando che la cattiva pubblicità prodotta dall'incidente dirotti i flussi turistici».

    E se il segretario regionale pd Silvio Lai parla di «situazione angosciante», l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale fornirà presto informazioni sull'indagine richiesta dal ministero. Anche se Luigi Alcaro, responsabile del servizo Emergenza in mare proprio dell'Ispra, ha rilevato: «L'impressione è che le quantità non siano notevoli, ma va posta un'attenzione elevata sul fatto che il prodotto, essendo molto pesante, è potenzialmente pericoloso per l'ambiente marino».

    E.On ha garantito tempi rapidissimi per i piani di «caratterizzazione» dell'area coinvolta. Nel frattempo il tavolo di coordinamento permanente, che si riunirà ancora a breve, ha chiesto di essere costantemente aggiornato.

    Negli ultimi giorni, intanto, l'attenzione si è spostata nei fondali marini. Con un «rov», o telecamera filoguidata, è stato controllato un primo tratto di costa, fino a cinquanta metri dalla spiaggia, senza trovare traccia della sostanza inquinante.

    Una buona notizia, quindi. Anche se ci sono timori per le mutate condizioni meteomarine, e per il cambio della direzione del vento. Le correnti, infatti, potrebbero riportare a galla parte del materiale inquinante eventualmente affondato e trasportarlo verso altre coste finora risparmiate dalla mare nera. E a due passi da Porto Torres ci sono Stintino, le sue spiagge e il paradiso del parco nazionale dell'Asinara.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    22 gennaio 2011

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