Marea nera, si lotta per salvare il paradiso di Capo Testa

Zollette di catrame tra i granelli d'argento. Rocce candide macchiate dai veleni dell'olio combustibile. La costa gallurese da Capo Testa a Monte Russu, tra i comuni di Santa Teresa ed Aglientu, prova a difendersi dall'inquinamento. Il pericoloso nemico arriva dal mare

SANTA TERESA. Cullato dalle onde, l'olio combustibile fuoriuscito dall'impianto E.On di Porto Torres, approda sui lidi sotto forma di palle di catrame. Si lotta per salvare il paradiso di Capo Testa, da alcuni anni dichiarato sito di interesse comunitario. Scogliere di granito scolpite dal maestrale che contemplano un mare da cartolina. Alle forze dell'ordine si uniscono i volontari. Tute, guanti e mascherine per cancellare le macchie nere che avvelenano la Gallura.

Da ieri la stazione marittima è il quartier generale delle operazioni di bonifica. Istituita una unità di crisi coordinata dalla Provincia attraverso la Protezione civile. I sindaci di Santa Teresa, Stefano Pisciottu e di Aglientu, Gabriela Battino, seguono sul campo l'evolversi della emergenza. Una settantina le persone impegnate nelle operazioni di bonifica e monitoraggio, a mare e a terra. 8 gli uomini della E.On, la multinazionale proprietaria dello stabilimento di Fiume Santo.

Oggi la società manderà i rinforzi. Altre 25 unità. Per il sindaco uno sforzo apprezzabile, ma ancora insufficiente. In prima linea la Guardia Costiera della Maddalena guidata dal comandante Fabio Poletto, la Protezione Civile, il Corpo Forestale, gli agenti della Polizia locale di Santa Teresa e Aglientu. E tanti volontari, membri del Wwf, studenti. Pronti a sporcarsi le mani per proteggere il loro paradiso. A fine serata si fa la conta delle zollette di catrame raccolte sui litorali dalle sei squadre al lavoro. Alcune centinaia di chili.

Questa mattina alle prime luci del giorno scatterà una nuova operazione di monitoraggio di tutto il litorale. Alle 9,30 riprenderanno i lavori di pulizia. «La situazione è più o meno quella di ieri - spiega il primo cittadino, Stefano Pisciottu -. La buona notizia è che non c'è traccia della macchia oleosa al largo della costa. Il materiale spiaggiato, questi grumi bituminosi con un diametro tra i 3 e i 5 centimetri, vengono raccolti dalle squadre.

Molti sono volontari, a cui abbiamo fornito un minimo di attrezzatura, tute, guanti e maschere. La raccolta del materiale bituminoso è più complicata sugli scogli. La situazione è grave perché si tratta di inquinamento in una zona altamente sensibile. Ma non drammatica. L'emergenza è sotto controllo. Il coordinamento delle operazioni di bonifica, a mare e a terra, sta funzionando in modo positivo. Vedo che c'è una grande attenzione da parte di tutti.


La ditta E.On ha garantito che finita la fase di emergenza provvederà a una ripulitura più approfondita. Le nostre coste ritorneranno come prima». L'emergenza durerà ancora qualche giorno. Una corsa contro il tempo e le previsioni meteo. Fra qualche giorno è previsto un peggioramento.

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