Parco eolico di Nulvi, il pm chiede 6 rinvii a giudizio

Svolta nell’inchiesta avviata a Sassari due anni fa. La prima udienza già fissata per il 25 ottobre. La società che ha realizzato il parco, la Fri-El, è coinvolta nello scandalo P3. Sarebbero state commesse irregolarità sul piano ambientale e amministrativo

    di Daniela Scano SASSARI. Opere realizzate senza preventiva valutazione di impatto ambientale. Ma non solo, aerogeneratori piazzati senza rispettare le prescritte distanze da strade e terreni. E poi: concessioni edilizie varate in difformità della legge regionale 3 del 2004 e una società, la Fri-El Anglona, subentrata «in corsa» alla Fri-El Spa che nel 2003 aveva la titolarità dei progetti e delle licenze.

    Il pubblico ministero Michele Incani ha chiesto sei rinvii a giudizio nell'ambito della inchiesta sul parco eolico di Nulvi e di Tergu. Il 25 ottobre si presenteranno davanti al giudice dell'udienza preliminare Maria Teresa Lupinu un amministratore e un tecnico comunale, un imprenditore e tre tecnici.

    Apre la serie degli imputati Josef Gostner, 50 anni, di Bolzano, legale rappresentante della Fri-El Anglona e titolare con i fratelli Ernst e Thomas (che non sono coinvolti nella inchiesta) della società capofila Fri-El autorizzata alla costruzione del parco eolico. Seguono Francesco Mulargia, 72 anni, nato a Osilo ma residente a Tergu dove è stato sindaco fino alle ultime amministrative; e Gavino Domenico Manconi, 62 anni, capo ufficio tecnico del Comune di Nulvi. Tre i tecnici coinvolti nell'inchiesta: i fratelli Giuseppe e Carlo Luciano, rispettivamente di 47 e 43 anni, entrambi residenti a Nulvi e Francesco Mossa, 39 anni, residente a Macomer. I fratelli Luciano e Francesco Mossa sono chiamati in causa nella loro veste di direttori dei lavori di realizzazione del parco eolico. Nei giorni scorsi il decreto di fissazione della udienza è stato notificato agli avvocati difensori Luigi Esposito, Paolo Fais, Nicola Satta, Pasqualino Federici e Micaela Bianchi.

    Arriva quindi alla fase della udienza preliminare l'inchiesta sulle presunte irregolarità commesse tra il 2004 e il 2005 dagli uffici tecnici dei comuni di Tergu e Nulvi. Il lavoro della magistratura è supportato dalla documentazione raccolta dai carabinieri del nucleo Tutela del paesaggio, dagli uffici della Regione che si occupano di paesaggio e dalla soprintendenza ai Beni archeologici.

    Secondo il pm, che contesta a tutti gli imputati la contravvenzione prevista dall'articolo 44 del Testo unico in materia di edilizia, il parco eolico sarebbe stato realizzato «in assenza di permesso a costruire» in quanto le concessioni edilizie non sono state precedute dalla prescritta valutazione di impatto ambientale. Il pm ha ricordato le norme, sia nazionale sia regionale, che assoggettano le pale eoliche «alle procedure di Via ovunque localizzati». Un altro scivolone riguarderebbe la mancata procedura di Via prescritta, nel 2004, da una legge regionale con riferimento alle opere già autorizzate in difetto di valutazione di impatto ambientale «anche se - è scritto nella richiesta di rinvio a giudizio - avviate alla data di entrata in vigore e che non avessero determinato una modificazione irreversibile dello stato dei luoghi». La norma congelava tutti i progetti e le concessioni fino alla approvazione del piano paesaggistico.

    Inoltre, sempre secondo la Procura, le pale eoliche e i cavidotti sarebbero stati installati in luoghi non corrispondenti a quelli indicati nei progetti allegati alle richieste di concessioni edilizie. Il magistrato ritiene che la realizzazione degli impianti, per di più nelle vicinanze di strade e terreni privati, «ha determinato una irreversibile modifica con conseguente danno ambientale». L'ex sindaco di Tergu e il capo dell'ufficio tecnico del Comune di Nulvi saranno chiamati a difendersi anche dall'accusa di abuso d'ufficio. Mulargia e Manconi avrebbero, secondo l'ipotesi accusatoria, procurato un ingiusto vantaggio alla Fri-El rilasciando concessioni in violazione di legge e, nel caso delle pale installate nel territorio di Tergu, «senza che fossero stati preventivamente indicati il corretto posizionamento, l'esatto numero e le caratteristiche delle opere».
    04 settembre 2010

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