Traghetti e aerei pieni fanno tirare un sospiro di sollievo alle strutture ricettive
di Luca Rojch
Auto in coda nel porto dell'Isola Bianca
OLBIA. L'industria delle vacanze respirerà a settembre. L'invasione di agosto ha dato ossigeno a una stagione complicata e in tutta l'isola le prenotazioni last minute per il prossimo mese fanno sorridere gli operatori. La crisi, in ogni caso, ha sigillato i portafogli dei turisti.
Gli affari d'oro sono per chi porta i turisti. All'Isola Bianca continua la ressa in banchina. Tutti in fila. Ogni giorno partono 35mila persone. È il controesodo. Ma anche i traghetti che arrivano registrano il tutto esaurito. Con 20mila turisti che mettono piede nell'isola per cominciare le loro vacanze. Comincia l'altra stagione, a cui la grande depressione regala tanto fascino.
Le tariffe crollano, e l'assalto dei vacanzieri continua. Ma la grande giostra durerà appena qualche settimana. A sentire chi vive in prima linea la guerra delle vacanze, il 2010 resta una stagione in chiaroscuro, difficile da interpretare. Anche al Costa Smeralda il traffico è da ora di punta. Ogni giorno partono 9mila passeggeri, ne arrivano almeno 6mila. Segno che c'è un ricambio dei vacanzieri volanti. Non solo controesodo, ma anche segnali di vita in bassa stagione.
«I dati sono in linea con il 2009 e le previsioni fatte all'inizio dell'anno - spiega il business manager Geasar, Lele Ciaravola - Chiuderemo agosto con 300mila presenze. Anche per settembre abbiamo buone prospettive. Ora bisogna vedere se saranno confermate. Sapevamo dall'inizio che sarebbe stato un anno particolare. Il nostro obbiettivo era non perdere quote di mercato e di traffico. Le nuove linee hanno dato buoni risultati. Aspettiamo di capire cosa accadrà nelle prossime settimane per avere il quadro definitivo. Dai primi dati si conferma la tendenza di una forte concentrazione della stagione nei primi 20 giorni di agosto».
La crisi ha avuto come effetto collaterale la concentrazione delle presenze di vacanzieri ad agosto. Settembre dà segni di vitalità se si guardano gli arrivi in porto e aeroporto, ma le strutture ricettive non sembrano avere grandi benefici. Dopo il 15 settembre il grande luna park Sardegna si spegne. Hotel chiusi, i villaggi vacanze si trasformano in villaggi fantasma. La stagione lunga resta un miraggio. I dati sugli arrivi in questi giorni danno nuova speranza a chi vive di turismo, ma nessuno si sbilancia dopo un'estate sull'altalena. Giugno disastroso, luglio positivo e agosto in linea con il 2009. Agli alberghi i vacanzieri sembrano preferire i bed&breakfast e le seconde case. «Per noi è stato un anno di galleggiamento - spiega Gian Mario Pileri, vice presidente della Federazione italiana degli agenti di viaggio - Siamo rimasti in linea con lo scorso anno. Ma il 2009 è stato un disastro totale. Non c'è molto da esultare. Non avevo dubbi che le due settimane a cavallo di Ferragosto avrebbero portato tanti turisti in Sardegna. Le difficoltà sono legate al prima e al dopo. Settembre dà qualche speranza. Ci sono segnali timidi di presenze. Ma dal 15 comincia la serrata di tutte le attività. Dal 28 è quasi tutto chiuso. Per gli hotel la prova della verità è ora. Porto e aeroporto fanno grandi numeri. Arrivano tanti turisti, ma chi crede che si fermino tutti in Gallura è uno sprovveduto. Olbia è una porta di ingresso. Tantissimi turisti poi si spostano in altre parti della Sardegna».
24 agosto 2010