di Nadia Cossu
La protesta dei pastori a Elmas
SASSARI. Una manifestazione libera ma blindata: i pastori potranno sfogare pubblicamente amarezza e rabbia ma il disagio per chi in quel corteo sarà solo spettatore dovrà essere limitato. Occupare un aeroporto quale il Costa Smeralda di Olbia - per giunta il 13 agosto - qualche problema inevitabilmente lo creerà. Ne sono consapevoli i pastori, che hanno organizzato la mobilitazione in uno dei centri più nevralgici dal punto di vista del traffico, e altrettanto consapevoli ne sono polizia e carabinieri che domani presidieranno in forze lo scalo gallurese.
È tutto pronto, insomma, per la nuova protesta del mondo delle campagne. Il palcoscenico, anche stavolta, sarà eccellente.
Dopo l’aeroporto di Elmas e la Carlo Felice, il terzo round della pacifica battaglia i pastori lo combatteranno nelle strade di Olbia. Per la precisione, il movimento capeggiato da Felice Floris farà una prima tappa nel salone parrocchiale della chiesa della Sacra Famiglia, in via Roma. «A Olbia c’è una comunità di pastori numerosa - spiega Floris - molti abitano in quella zona e il parroco ha gentilmente accolto la richiesta di essere ospitati nel salone». Un primo incontro per guardarsi un po’ in faccia, salutarsi, dirsi le ultime novità e partire in marcia verso la rotonda di fronte al cimitero, direzione aeroporto Costa Smeralda, scalo vip compreso.
Durante l’incontro sarà illustrato il nuovo manifesto nel quale l’Mps scrive, tra l’altro: «Tutto quello che pastori e agricoltori producono vale sempre meno, mentre aumentano in maniera ingiustificata i costi di produzione. Situazione che sta distruggendo ovunque in Sardegna decine di aziende, mentre la giunta regionale continua a fare promesse che ormai non incantano nessuno, senza adottare le misure urgenti contenute nella piattaforma presentata dal Movimento». Chiare accuse di «inerzia», quelle lanciate da Floris e dai suoi “seguaci”: «I pastori non ne possono più. Stato e Regione, dopo averci incoraggiato a investire nell’ammodernamento delle aziende, non tutelano le produzioni agricole e zootecniche in sede europea e ora gli allevatori sono carichi di debiti e ogni giorno rischiano il fallimento».
Il movimento si sta allargando, i comitati stanno nascendo un po’ ovunque in tutta la Sardegna. «L’assemblea di venerdì a Olbia - ha spiegato il leader dell’Mps - intende far approvare anche dai pastori e allevatori del Nord Sardegna la piattaforma di richieste e proposte scaturite da decine di assemblee organizzate in tutta l’isola. Compreso l’appuntamento di settembre che prevede una grande manifestazione a Cagliari per denunciare all’opinione pubblica la gravissima situazione delle imprese agricole e pastorali e richiedere, ancora una volta, precisi impegni alla giunta e al consiglio regionale».
Anche a Olbia ci si aspetta una partecipazione da record che richiamerà una fetta vastissima di allevatori del Nord Sardegna, quelli che a causa dell’eccessiva distanza non erano presenti alle precedenti “manifestazioni” di Cagliari e Tramatza.
«Attorno alla campagna - spiega Felice Floris - si è sviluppata una burocrazia parassitaria che tutto consuma e niente produce, stanno divorando intere montagne di soldi pubblici. Tutto in nome di pastori e agricoltori che sono stati presentati sempre all’opinione pubblica come costosi assistiti, mentre sono le vere vittime di una politica ignava e cialtrona che tutto fa tranne che creare sviluppo. E non riesce neanche a difendere quello esistente».
E così loro provano ad alzare la voce, a organizzare eventi eclatanti che portino l’emergenza fino ai piani alti dei palazzi istituzionali. L’unico modo per far conoscere le ragioni di una protesta che in molti, nel mondo della politica, negli ultimi giorni hanno dimostrato di sostenere e condividere. Per i pastori, però, l’incontro con l’assessore Prato è solo un punto di partenza.
12 agosto 2010