di Giampiero Cocco
Uno scorcio dell'isola di Spargi
LA MADDALENA. Il defunto "Conte Spargi", al secolo Giovannino Catuogno, ponzese trapiantato nell'isola tra le due guerre, tentò inutilmente di far causa di usucapione allo Stato. Viveva nell'isola omonima dal 1936, all'interno di un fortino militare che reclamava come suo e che ora è in vendita a prezzi da realizzo: 1,44 euro al metro quadro. Cifre che fanno roteare gli occhi agli speculatori edilizi. All'asta giudiziaria andranno, il prossimo ottobre, 176 mila metri quadri di quell'angolo di arcipelago, diciassette ettari coast to coast, da un punto all'altro dell'isola.
FOTO Le immagini del paradiso
Da Cala Bonifanzicca - una delle più belle dell'isola, caratterizzata dalle alte dune di sabbia bianchissima e da un mare cristallino e color smeraldo fino al suo interno, per raggiungere poi Punta Banditi, sul versante opposto, quello che guarda verso la Corsica.
La base d'asta è poco più di 254 mila euro, così come indica la perizia fatta eseguire dal giudice delegato. Le poche costruzioni esistenti sono in stato di abbandono: un vecchio fortino militare - quello occupato per oltre cinquant'anno dal mitico "Conte Spargi", un simpatico cialtrone che negli anni si era improvvisato allevatore, pescatore, ristoratore, guida turistica e, con l'arrivo della demenza senile, anche veggente -, le mura portanti in granito di un alloggiamento diroccato e quattro o cinque casematte disseminate tra le rocce e la brulla vegetazione dell'isola.
Un prezzo da vero affare, che, è bene precisarlo subito, nessuno potrà mai rilanciare per un semplicissimo motivo. L'isola, come tutto l'arcipelago, è soggetto a vincoli ambientali e paesaggistici e a tutele integrali che difficilmente, per alcuni secoli, cadranno. Poi c'è il diritto di prelazione, già ufficializzato, dell'Ente Parco e della Regione Sarda.
Se questo sbarramento di filo spinato non bastasse a scoraggiare i soliti noti, va aggiunta anche la prelazione del ministero dell'ambiente, quello dalla Difesa e infine la classificazione di quei diciassette ettari in mezzo al mare da parte del comune della Maddalena. Zona H, di tutela integrale. Praticamente un campo minato, per gli speculatori.
A chiederne la vendita è una finanziaria milanese, la "Società Gestione Crediti Spa", che vanta titoli sui proprietari di un mezzo di quel ben di Dio e che, nel 2006, ha fatto pignorare il tutto dai suoi legali. L'Ente Parco, nell'esercitare il suo diritto di prelazione, ha però messo una condizione: l'acquisto dell'intera proprietà. Una compravendita che, se portata avanti, farà perdere la testa ai notai anche perchè le quote di proprietà si sono diluite nel tempo, tra decessi e dichiarazioni di successione dei vari eredi.
Ma sognare si può, come disse uno dei partecipanti all'asta che, nel 1998, metteva in vendita una porzione dell'isola di Santa Maria, l'unica delle isole dell'arcipelago maddalenino abitata. In quell'occasione le offerte furono diverse, tutte ritirate al momento della trattativa pubblica in quanto il ministero dell'Ambiente chiese e ottenne dal tribunale di Tempio l'aggiudicazione dei venticinque ettari in vendita, confinanti con le proprietà di alcuni notabili locali e del diavoletto italiano, Roberto Benigni.
Nel caso dell' isola di Spargi le speranze di poter partecipare all'asta pubblica sono praticamente nulle. Intanto per i diversi paletti giuridici già posti in essere dagli Enti pubblici, e inoltre dal fatto che - pur nell'ipotesi di entrarne in possesso - il felicissimo proprietario non potrebbe piantarci neppure i paletti per una canadese. Gli unici autorizzati a sbarcare nell'isola sono infatti i turisti che arrivano a frotte a bordo dei barconi, ai quali è concesso calpestare l'arenile soltanto dall'alba al tramonto.
L'affare, per chi vuole realizzarlo, viene smorzato già dai periti del tribunale, che mettono in evidenza i vincoli e le tutele dell'arcipelago e danno, proprio per questo motivo, una valutazione da terreno agricolo a quell'angolo di paradiso. In molti, se si potesse costruire, sarebbero disposti a sborsare centinaia di milioni di euro pur di averlo. Con buona pace del "Conte Spargi", il quale ha vissuto, praticamente indisturbato per una vita su quello scoglio che in passato veniva utilizzato dai pastori galluresi come riserva di pascolo, trasferendo le bestie sull'isola con una tecnica nota sin dall'antichità. Con una lunga corda legavano gli animali per le corna e, in una giornata di bonaccia, li spingevano in acqua. Un barchino a remi, al quale era legato un capo della corda, puntava sull'isola, seguita da mucche e vitelli che nuotavano nel mare non ancora dei Vip.
06 luglio 2010