Il Pd: stop al Galsi. "Il metanodotto non si farà più"

Il Pd in un'interrogazione alla Camera denuncia il rischio che il gasdotto dall’Algeria venga stoppato. Edison, socia di Galsi, risponde. Paolo Fadda attacca: "Non smentiscono nulla"

    di Alfredo Franchini CAGLIARI. Il gasdotto Algeria-Sardegna potrebbe subire un clamoroso stop. Lo sostengono in un'interrogazione alla Camera ventidue deputati del Pd che chiedono chiarimenti al governo.

    È questo del metanodotto una sorta di poema omerico, senza fine, (le autorizzazioni del governo tardano ad arrivare), e soprattutto senza inizio, come denunciano i deputati nell'interrogazione rivolta al ministro dello sviluppo economico, primo firmatario Paolo Fadda. Come in un giallo iniziamo dal delitto: le dichiarazioni fatte da Umberto Quadrino, amministratore delegato di Edison (azionista del Galsi), nell'audizione della decima commissione Camera-Senato.

    «Il rappresentante della Edison ha consegnato un documento», si legge nell'interrogazione di Paolo Fadda, Calvisi, Marroccu, Melis, Parisi e altri deputati, «nel quale viene evidenziato che le attese di una situazione di prezzo, critica per i contratti di lungo termine e combinate con differenziali strutturali di prezzo rispetto ai mercati europei potrebbero mettere in discussione la realizzazione di nuove infrastrutture di approvvigionamento che contribuiscono alla sicurezza del sistema e alla diversificazione delle fonti sia per l'Italia che per l'Europa».

    Per i sardi è importante avere un chiarimento dal governo e l'interrogazione pone due domande al ministro: 1) se è reale il rischio di sospendere l'iter per la realizzazione del gasdotto con l'Algeria; 2) se il governo intenda prendere altre iniziative per scongiurare questa ipotesi che vanificherebbe «non solo le grandi battaglie di tutto il popolo sardo per l'approvazione della legge sull'approvvigionamento dell'energia elettrica (si tratta della legge Alcoa), ma che penalizzerebbe famiglie e imprese dell'isola condannate a pagare prezzi superiori a quelli delle altre regioni.

    La notizia è rimbalzata ieri in Consiglio regionale dove il gruppo del Pd ha predisposto un'altra interrogazione. In serata l'ufficio stampa di Edison ha emesso un comunicato per ricordare che «nell'audizione in Commissione, Edison ha messo in evidenza le attuali incertezze sulla domanda di energia e i potenziali riflessi sulle infrastrutture energetiche in progetto nel nostro Paese». Infine Edison conferma «l'immutata importanza strategica del gasdotto Galsi per la siurezza degli approvvigionamenti di gas italiani ed europei».


    «Una smentita che non smentisce nulla», afferma Paolo Fadda, «c'era bisogno di un comunicato per ribadire che il Galsi è strategico? La verità è che delle dichiarazioni non ce ne facciamo nulla, dovrebbero invece avviare i lavori». Su questo, ora, dovrebbe essere il ministro per lo Sviluppo economico a fornire tutti i chiarimenti.

    Il metanodotto è di grande importanza per lo sviluppo dell'isola, una fonte in grado di garantire la sopravvivenza dell'impresa. Sinora sono stati tanti i passaggi importanti, dal decreto con cui si definisce la rete nazionale dei gasdotti, alle deliberazioni della Regione. La società Galsi, (partecipata dalla Sfirs con l'11,6 per cento delle quote), è stata costituita nel 2003 e ha definito nei dettagli il progetto tecnico. Per questo nella sede di Milano nessuno vuol credere che possa arrivare lo stop: «Noi aspettiamo solo le ultime autorizzazioni dal ministero», dicono.
    24 giugno 2010

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