Gli Istentales incidono L’isola ribelle

la musica è del gruppo rock, le parole di Gigi Sanna e dei cassintegrati. "Facciamo con loro un inno alla voglia di vivere e di lavorare e dormiamo anche noi nelle celle", dicono

    di Silvia Sanna NUORO. Una chitarra, una batteria, un basso e una tastiera. Ma anche una decina di pecore da arrostire o da cucinare con patate e cipolle. Qualche microfono. Un mixer, poi. E soprattutto: uno studio-mobile di registrazione. Insomma: la carovana dei musicisti di Badde Manna è pronta allo sbarco. Stavolta, infatti, sono gli Istentales che approderanno nell’Asinara per dare voce (e musica) agli operai cassintegrati. «Canteremo per loro e con loro dormiremo in cella» racconta Gigi Sanna, pastore-menestrello leader del gruppo. «E soprattutto - annuncia - scriveremo una canzone con loro, un inno alla lotta, un inno alla voglia di vivere e di lavorare per mandare avanti le nostre famiglie, con la dignità a cui ogni uomo ha diritto».

    «L’isola ribelle»: questo il titolo del pezzo che Sanna & Company incideranno su cd, domani sera nell’isola famosa dei cassintegrati. Musica degli Istentales, testo di Gigi Sanna e degli operai Vinyls ed Eurocoop. Un singolo che sarà in vendita quanto prima e il cui ricavato andrà a finanziare le iniziative di questi lavoratori tanto disperati quanto coraggiosi, barricati come sono nel vecchio carcere di massima sicurezza. «È stato uno di loro a contattarci - spiega il cantante di Badde Manna -, uno di Siligo, uno dei ragazzi che stanno occupando l’isola. E noi non potevamo certo tirarci indietro». Anzi. Già solidali con i pastori dell’Abruzzo martoriato dal terremoto, gli Istentales hanno così rimesso in moto la macchina di «sa paradura», l’antica usanza degli allevatori barbaricini di correre in aiuto a chi aveva subito un furto di bestiame. Ogni pastore del circondario, allora, donava una pecora al malcapitato, così da permettergli di rifarsi subito un gregge. È questo che hanno fatto in Abruzzo. E questo faranno, simbolicamente, domani all’Asinara.

    È vero, infatti, che Gigi Sanna, Luca Floris, Sandro Canova Tattino, Daniele Barbato e Davide Guiso arriveranno con l’armamentario da musicisti, ma altrettanto vero è che si porteranno dietro dieci pecore offerte da Salvatore Guiso di Nuoro, da Giovanni e Cristoforo Coccollone di Fonni e da un gruppo di amici di Silanus e di Sedilo. Cristian Porcu, poi, mette a disposizione il suo service audio-luci. Tutto gratis et amore Dei, naturalmente. Con Paul Dessanti pronto ad accogliere la band agropastorale barbaricina e a presentarli al pubblico ristretto dei cassintegrati dell’isola, magari anche davanti alle telecamere di «Annozero», che proprio domani sera riprenderanno il reality più reale della televisione italiana.

    Niente palcoscenico, nessun riflettore sugli Istentales. «Il nostro sarà un concerto unplugged» sottolinea il pastore-cantante. «Un concerto per non far calare l’attenzione su quest’isola diventata simbolo della crisi, non solo dell’industria ma anche delle campagne di tutta la Sardegna. Perché dopo tante promesse ancora non si è visto niente di concreto, e se Cappellacci porterà buone notizie, saremo ben lieti di festeggiare assieme a questi operai disperati in attesa di risposte e di un futuro». Certo è che la canzone «L’isola ribelle» farà subito il giro delle piazze. Saranno gli stessi Istentales a portarla in tour, la prossima estate. Ma già a «Voci di Maggio», la kermesse che la band organizza a Nuoro da dieci anni a questa parte, risuonerà alto il canto libero dei cassintegrati.

    07 aprile 2010

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