Sanremo 2010, Valerio Scanu: "Sono pronto alla sfida"

Parla il giovane cantante maddalenino in gara con "Per tutte le volte che"

    SASSARI. Una storia romantica raccontata dentro una ballata con i toni e gli accenti giusti per emozionare, con un gradevole incedere in progressione, cantata con trasporto ma senza urlare è la carta che Valerio Scanu, venti anni ad aprile, si giocherà a giorni sul palcoscenico dell’Ariston per conquistare la larga platea di spettatori della sessantesima edizione del festival della canzone italiana, al via dal prossimo martedì.

    Dalla Sardegna a Sanremo, dopo la seconda posizione conquistata all'ottava puntata di «Amici», un viaggio durato appena un anno, bruciando tutte le tappe come è successo, prima di lui, al cagliaritano Marco Carta vincitore della scorsa rassegna. E adesso il grande balzo verso l’Ariston.

    Giovanissimo tra i Big, eppure, almeno apparentemente, avvolto in una corazza di sicurezza disarmante. "Dico la verità. Sono assolutamente tranquillo e rilassato - dice Valerio, tra una prova e l’altra - Abbiamo lavorato moltissimo sul brano e mi sento pronto alla sfida. Ci siamo insomma. Sono salito poco fa su quel palco così ricco di storia per la canzone italiana e devo dire che mi sono trovato bene. Certo sono assai cosciente del significato che ha quel luogo, ma se non affronti con calma le emozioni, allora addio... Con la tensione rischi di fare cavolate".

    La partecipazione al Festival è fortemente connotata "Amici". Il brano, "Per tutte le volte che", testo e musica, è stato scritto da un concorrente dell’ultima edizione e ora l’annuncio del duetto con la vincitrice dello scorso anno, Alessandra Amoroso.
    "Mah.. in realtà, tutto è capitato per caso, sia per il brano di Carone che per il duetto con Amoroso. Non c'è stato niente di pianificato. Abbiamo provato assieme e visto che il tutto funzionava si è deciso di farlo. Per quanto riguarda la partecipazione della Amoroso è stata una mia scelta. Dopo «Amici» abbiamo spesso scherzato assieme. Alessandra mi diceva «se vai a Sanremo mi porterai con te?»..."

    Forse non sarà voluta a tavolino, ma in ogni caso in tanti vedono a Sanremo una gara tra i due programmi, "Amici" e "X Factor", da cui provengono sia il nuovo vincitore Marco Mengoni che Noemi.
    "Oddio.. da parte mia non percepisco i segni di una sfida con quelli di «X Factor». A Sanremo si va non come cantanti provenienti da «Amici» o «X Factor». Almeno si spera... In realtà c’è una competizione tra tutti quanti. D’altra parte il festival è una gara. Un trampolino di lancio verso il successo, una vetrina".

    "Per tutte le volte che": cosa racconta e come?
    "È una storia d’amore vissuta in prima e in terza persona. Si inizia confidenzialmente con strofe intime, quasi sussurrate. Poi, negli incisi, si racconta in terza persona. Come se si guardasse dall’alto. Con Peppe Vesicchio abbiamo supervisionato il pezzo, facendolo crescere e maturare. Poi l’abbiamo fatto ascoltare a Pierdavide con le modifiche apportate".

    Per il nuovo album, registrato a Londra, che avrà il titolo del brano sanremese si è mobilitato un parterre de roi. Autori e produttori. Da Saverio Grandi, autore di Vasco Rossi e Laura Pausini al grande Steve Lipson (da Eurhythmics a Paul Mc Cartney), da Kaballà a Luca Chiaravalli.
    "Tutte persone straordinare che mi hanno messo a loro agio. Non ti fanno certo pesare che hanno collaborato con i più grandi artisti. Come è il caso di Lispon. Hanno concorso al meglio, dandomi consigli. Con Grandi poi avevo già una conoscenza precedente, perchè avevo inciso un suo brano. È una persona molto cara con la quale è nato un buon rapporto".

    In futuro ci saranno delle canzoni firmate come autore da Scanu?
    "Si, certamente. Ma non per il momento. Non sono ancora pronto"

    Nel giro di un anno, da «Amici» a Sanremo, la vita è cambiata tantissimo.
    "Sicuramente in meglio. Ho un lavoro fisso che poi è la mia passione e mi sono tolto tante soddisfazioni..."

    E tantissimi fans.
    "Quelli in primis... sono i più importanti. Senza di loro tutto questo non ci sarebbe".

    Che poi, come i sardi, sono tra quelli che votano di più. Un appello?
    "Fare propaganda è sempre imbarazzante. Ma se c’è qualcuno a cui piace la mia musica, perchè non farlo?"
    11 febbraio 2010

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