Alcoa, gli operai di Portovesme bloccano i treni dei pendolari nel cagliaritano

Protesta a Cagliari: binari occupati per tre ore. E domani tutti a Roma

    di Giuseppe Centore CAGLIARI. Hanno sfidato la pioggia e il freddo. Si sono svegliati alle 5 per partire poi verso il capoluogo dalla fabbrica, centro non solo simbolico delle loro iniziative. Gli operai di Alcoa le stanno provando davvero tutte per raddrizzare una vertenza che sembra ogni giorno avvitarsi su sé stessa. Ieri mattina nuova manifestazione di protesta, questa volta ad essere preso di mira è stato il sistema ferroviario del sud Sardegna con il blocco dei treni per tre ore.

    Alle 8 le macchine dei lavoratori, in tutto un centinaio con in testa i dirigenti sindacali dello stabilimento, erano già all’unico passaggio a livello della città, quello di via San Paolo, a soli ottocento metri dalla stazione di via Roma. Le auto sono state messe di traverso, e dopo il blocco delle poche vetture in procinto di attraversare i binari, i lavoratori, “armati” di striscione, bandiere e ombrelli, hanno occupato la linea ferroviaria. Le auto dei dipendenti regionali che stavano arrivando negli uffici vicini sono state bloccate: nessuna tensione con gli operai.

    «Da qui non ci muoviamo - ha detto Angelo Diciotti infaticabile segretario Cub - e ci dispiace se questa protesta provocherà disagio a lavoratori come noi, ma dovevamo uscire dalla fabbrica, far sentire la nostra disperazione». Arriva la Polizia, ma non si registreranno attimi di tensione. I poliziotti ormai conoscono di persona molti dei manifestanti. Eppure, con il sostegno dello immagini, non è escluso che nei prossimi giorni un rapporto sul blocco venga inviato alla magistratura, l’ipotesi che la protesta di ieri si possa configurare come interruzione di pubblico servizio non può essere scartata. La manifestazione di ieri ha radunato anche le telecamere delle Tv, ma ha scatenato la rabbia di Trenitalia, che in una nota ha elencato l’esito della protesta.

    «La circolazione - fa sapere la società di Ferrovie dello Stato - è rimasta interrotta per oltre due ore, dalle 8, con notevoli disagi per i viaggiatori di otto treni in entrata a Cagliari e due in uscita e ingenti danni per il gruppo Fs. I convogli, i cui passeggeri sono stati fatti scendere poco prima del passaggio a livello, comunque in città, provenivano da Iglesias, Carbonia, San Gavino e Oristano». In tutto circa mille i pendolari costretti a sobbarcarsi disagi e ritardi, che sono proseguiti sino al pomeriggio, quando il sistema regionale di trasporto su rotaia è potuto tornare alla normalità.

    «La vertenza Alcoa - hanno ripetuto i segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil - rischia di diventare una bomba ad orologeria. La multinazionale ha aperto unilateralmente l’iter della cassa integrazione: a rischio ci sono 2000 posti di lavoro, tra diretti e indotto, negli stabilimenti italiani di Portovesme e Fusina. Raccoglieremo le ultime forze per l’ultima simbolica “carica”, domani, prima all’ambasciata americana poi a Palazzo Chigi. Non può finire con la cig. Non finirà con la cig. Costi quel che costi terremo aperta la fabbrica».
    14 gennaio 2010

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