Abba non exit: il quorum resta lontano

Bassa l’affluenza alle urne: alla chiusura dei seggi ha votato il 33,02%. L’obiettivo era la gestione diretta del servizio idrico

ORISTANO. Il referendum sull’acqua cola a picco di fronte al quorum. A vincere è il partito dell’astensione, probabilmente sospinto anche da ciò che a tutti ormai appariva chiaro: l’addio ad Abbanoa anche in caso di successo della consultazione non sarebbe stata possibile perché la legge dice questo. Così, seppure in mezzo alle mille immancabili proteste nei confronti dell’ente, anche l’esercizio di democrazia è stato da molti ritenuto inutile.

Niente quorum. Chi aveva promosso il referendum – praticamente l’intera opposizione in consiglio comunale – sperava in un afflusso importante per lanciare un segnale di guerra a chi gestisce il servizio idrico, ma le truppe non si sono recate in massa verso le urne. Così alle 20 di ieri, la percentuale di votanti era del 33,02. Certamente bassa rispetto al 50% più uno degli elettori che avrebbe consentito il raggiungimento del quorum affinché il quesito del referendum consultivo venisse approvato. Così recitava la formula: «Volete voi che il Comune adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie affinché Oristano possa gestire direttamente il servizio idrico?».

I numeri della domenica. Già dalla domanda posta agli elettori si capiva che il voto non avrebbe determinato un’uscita da Abbanoa sin da oggi. E infatti col passare delle settimane anche il comitato promotore aveva virato su meno battaglieri proclami rispetto a quelli della prima ora. Si voleva insomma dare un segnale ad Abbanoa e magari guidare la rivolta dei Comuni che avrebbero voluto reimpossessarsi della gestione del servizio idrico che aveva cambiato “titolare” nel 2008. È successo però che molti di quegli elettori chiamati a raccolta si sono tenuti alla larga dai seggi. Gli aventi diritto erano 26mila 697. Il quorum sarebbe stato quindi raggiunto a quota 13mila 349. Ci si è fermati molto più in basso, con 8.815 persone che hanno espresso la loro preferenza.

Inutile la vittoria del «sì». Di fronte all’affluenza bassa, la vittoria del «sì», peraltro data per scontata, è stata inutile. Chi era favorevole al quesito proposto ha prevalso nettamente raggiungendo la percentuale del 99,18 (8.731 voti) contro lo 0,82 (72 voti) a cui si è fermato chi propendeva per bocciare la proposta referendaria e quindi era d’accordo affinché i rapporti tra Abbanoa e Comune restassero gli stessi di questi ultimi tempi.

I promotori esultano lo stesso. Il comitato promotore del referendum però traccia un bilancio tutt’altro che a tinte nere. La reazione è addirittura trionfalistica: «È stato un risultato straordinario: quasi 9.000 votanti nonostante il boicottaggio pianificato dal Partito Democratico e dal sindaco Guido Tendas. Ci faremo difensori dei cittadini che hanno creduto nel progetto. La battaglia è solo all’inizio. Oggi faremo un’analisi più compiuta del voto».

Il sindaco replica. Da Guido Tendas, sostenitore di una linea opposta e quindi nettamente contraria a quella dei promotori, arrivano invece considerazioni differenti e ben più estese: «Gli oristanesi hanno compreso l’inutilità della consultazione. Il comitato referendario ha voluto cimentarsi lungo un percorso avventuroso, esponendo l’ente a una spesa inutile e, nel caso si fosse raggiunto il quorum e avessero vinto i «sì», all’impossibilità di dare corso alla volontà dei cittadini. Ogni esercizio della democrazia è non solo bene accetto, ma addirittura auspicabile. Ma in questo caso era chiaro sin dal primo momento, in virtù anche degli autorevoli pareri espressi contro la legittimità di questa consultazione, che il referendum avrebbe portato la città su un binario morto. Oggi ci troviamo a prendere atto di un’iniziativa inutile, costata decine di migliaia di euro alla collettività

e che non lascia risultati apprezzabili. I cittadini spesso hanno manifestato malcontento per l’operato di Abbanoa e su questo occorre agire nei prossimi mesi. Lo stiamo facendo con risultati che si vedono e che nei prossimi mesi saranno ancora più evidenti».

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