Santu Lussurgiu, maxi sequestro di marijuana: patteggia due anni e mezzo

A settembre il blitz dei carabinieri nel terreno di Gian Mario Campus Da quel primo sequestro è scaturita la seconda operazione da quasi due quintali effettuata a Sindia

SANTU LUSSURGIU. Una tessera dopo l'altra e il mosaico che inizialmente sembrava confuso, inizia a fornire indicazioni assai chiare. Il doppio mega sequestro di marijuana effettuato dai carabinieri della Compagnia di Ghilarza tra settembre e gennaio a Santu Lussurgiu e poi a Sindia ha un primo esito.

Di fronte al giudice per le indagini preliminari Annie Cecile Pinello, ha infatti patteggiato il giovane agricoltore lussurgese Gian Mario Campus (20 anni).

A settembre i militari avevano compiuto il blitz nelle campagne di famiglia e dentro un rispostiglio avevano trovato qualcosa di molto ingombrante.

Nascosti c'erano, assieme a una pistola, circa diciotto chili di marijuana già pronti per finire tra i banchi del sempre più ampio supermercato in cui si vende la droga made in Sardegna, quella coltivata direttamente nell'isola che non deve più guardare oltremare per avere i rifornimenti.

Il pubblico ministero Marco De Crescenzo e l'avvocato difensore Pier Luigi Meloni hanno trovato l'accordo sulla pena poi stabilita in due anni, sei mesi e tremila euro di multa. Dopo qualche mese di carcere e la successiva misura dell'obbligo di dimora, per Gian Mario Campus non ci sono ulteriori misure restrittive.


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