Oristano, Equitalia pignora l'auto della mamma di una ragazza disabile. La protesta: «Per noi è indispensabile»

Dopo il pignoramento di una vettura indispensabile per la figlia disabile, la donna ha deciso di rivolgersi a un legale

ORISTANO. «Equitalia deve restituirmi l’auto che mi ha pignorato. Sapevano perfettamente che serve a mia figlia, gravemente disabile». Non è rimasta a guardare, ma si è rivolta ad un avvocato la madre che qualche giorno fa si era vista ritirare il foglio di via dell’utilitaria, l’unica auto di sua proprietà, da un funzionario delle riscossioni che si era presentato a casa sua chiedendo il pagamento di circa 10mila euro per dei contributi Inps ancora da versare. Contributi che la signora, ex commerciante, non aveva potuto pagare per intero a suo tempo, quando appunto, la crisi e il crollo dei consumi, l’aveva costretta a chiudere il negozio che gestiva da anni. «Però stava saldando, attraverso un piano di rateizzazione concordato e a nulla le è servito esibire al funzionario di Equitalia i cedolini di pagamento».

Per lei parla l’avvocato Riccardo Crovi, legale incaricato di seguire questa delicata vicenda resa ancor più complicata dal fatto che, come spiega l’avvocato «l’auto in uso ad un disabile non si può pignorare». Invece è successo ed ora, la mamma della ragazzina che, da quando è stato firmato il verbale di pignoramento, vive praticamente prigioniera in casa. Una situazione difficile che ha travolto la routine familiare, come spiega il legale «Da allora la mia assistita vive con la preoccupazione costante di un’urgenza, con la paura che sua figlia si possa sentir male e di dover aspettare l’arrivo di un’autoambulanza per portarla in ospedale. Una situazione che vi assicuro – sottolinea – è veramente difficile».

Sul fronte legale, intanto, è stata presentata anche una richiesta di accesso agli atti «che ci serve per capire – dice Crovi – se il funzionario di Equitalia abbia operato in maniera corretta e se abbia agito per delega». L’avvocato aggiunge un particolare non trascurabile «La direzione di Equitalia, subito dopo che la vicenda era finita sui giornali, ha convocato la mia assistita. Ovviamente, a quell’incontro, la signora non è andata». C’è di più. Nel frattempo lo sportello anti-usura dell’Associazione piccoli proprietari casa, sta sottoponendo il presunto debito con l’agenzia delle entrate ad una verifica.

«Una perizia, per la precisione – spiegano dall’Appc – per stabilire se e a quanto realmente ammonti il debito, e per verificare la correttezza delle

procedure, anche per escludere che non sia stato praticato anatocismo da parte dell’agenzia di riscossioni». La vicenda rischia un risvolto politico, con l’interessamento, dichiarato attraverso i social del deputato 5 Stelle Carlo Sibilia, che ha annunciato un proprio intervento sul caso.

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