Lotta alla povertà con l’agricoltura sociale

Tempio, il progetto approvato in giunta. L’assessore Amic: un aiuto per le famiglie in difficoltà

TEMPIO. Uno dei punto di forza nella lotta alla povertà e al disagio sociale potrebbe diventare l’adozione della così detta Agricoltura sociale, già in essere in molti comuni italiani, ben vista e caldeggiata anche dalla Caritas e da altre associazioni no profit. Uno stadio più elevato dal punto di vista organizzativo e più proficuo di quelli che una volta erano gli orti sociali urbani che almeno per quanto riguarda l’esperienza in città, o sono miseramente falliti, o si sono limitati ad essere nella migliore delle ipotesi, piccole feste degli alberi. L’idea di sperimentare a Tempio l’introduzione dell’agricoltura sociale come strumento per creare lavoro ed inclusione è di Alessandra Amic, assessore ai servizi sociali che, dopo averla illustrata ai colleghi di giunta, si è buttata anima e corpo nell’iniziativa e nella ricerca di fondi europei e regionali per la sua attuazione.

«La città – spiega l’assessore Amic –, sta vivendo una nuova povertà, ancora più grave che in passato. Come assessorato a contatto con la Caritas ed altre associazioni, ci stiamo rendendo conto che ci sono tante famiglie in difficoltà che non riescono a fronteggiare anche la quotidiana necessità di nutrirsi. I servizi sociali – confessa l’assessore –, non sono più in grado di fare fronte alle continue emergenze, anche per i ritardi nell’accreditamento dei finanziamenti da parte della Regione. Occorre quindi guardare altrove e ricercare soluzioni innovative, anche esterne al sistema, che possano in qualche modo fare fronte a tutto ciò. Quello che in passato ha generato ricchezza e lavoro, come il turismo, l’incontro ludico o culurale in città, ora, non riesce più ad assicurare un livello accettabile di vita. Una, fra le tante soluzioni innovative – prosegue Alessandra Amic –, potrebbe essere quella dell’agricoltura sociale da praticare, con opportune regole. Così come già succede da tempo in altri città anche piccole come la nostra. Il Comune, infatti, è proprietario di diverse aree verdi anche all’interno del centro abitato di Tempio, ad esempio l’Oltu di li frati e la Culva di l’asinu che, attualmente, non solo sono improduttivi ma anche degradati, così come molte altre aree verdi ugualmente abbandonate ma idonee, se curate, per la realizzazione di un’agricoltura sociale, eco–sostenibile e ad impatto ambientale zero».

La pratica, dell’agricoltura, rivisitata sotto l’aspetto sociale, secondo Amic, non costituirebbe aggravi di spesa ma sarebbe in grado di produrre, nel tempo, benefici, da reimpiegare sempre per scopi sociali.

La sfida è stata lanciata. Per capire se funziona ora occorre agire.

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