di Luca Rojch
OLBIA. Volati a testa in giù da nove metri, risucchiati dallo scheletro di un capannone in costruzione che di colpo ha ceduto. Mario Cuccu, 50 anni di Sassari, è morto dopo una inutile corsa in ospedale. La vita di Luigi Desortes, 48 anni anche lui di Sassari, è appesa a un filo sottile. Cuccu è l’ultimo morto di lavoro. Vittima di una ecatombe silenziosa. L’incidente è accaduto nella zona industriale. I due operai superspecializzati montavano un capannone prefabbricato.
Costruivano un panificio industriale. Lavoratori esperti, dipendenti della Coinsar, una delle società leader nell’isola. A nove metri di altezza assicuravano una trave di cemento armato, lunga 20, appena poggiata dalla gru sopra due plinti. Tutto in regola, casco, imbracatura. Norme di sicurezza rispettate. Ma all’improvviso due plinti hanno ceduto. Come un compasso che si apre, si sono accasciati in avanti. Un effetto domino ha fatto cadere di colpo tre travi. Su una lavoravano i due operai. Sono volati giù per nove metri. Per fortuna non sono stati centrati e schiacciati dalle travi di cemento armato che si sono abbattute sul piazzale di terra.
Subito sono arrivati i volontari del 118. Hanno trasportato i due operai al pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Cuccu è morto un’ora dopo il suo arrivo in ospedale. Il fisico non ha retto. Troppo gravi le lesioni interne riportate nella caduta. Il cuore dell’operaio ha smesso di battere al pronto soccorso. Desortes è stato operato. Le sue condizioni sono gravissime. È ricoverato nel reparto di rianimazione e lotta per rimanere in vita.
Immediati i controlli della polizia, guidata dal vicequestore Fernando Spinnici e degli ispettori dello Spresal dell’Asl, che verificano il rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri. Sul posto anche i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia locale. I primi rilievi di Miuccio Demontis e di Maria Rita Delogu, dello Spresal, hanno portato al sequestro del cantiere su ordine della Procura di Tempio che ha aperto un’inchiesta. Nella loro relazione gli ispettori dovranno verificare per quale motivo i plinti hanno ceduto e capire a fondo la dinamica dell’incidente. Oggi cominceranno gli interrogatori degli altri operai, erano 5 in tutto, e del responsabile del cantiere. Le norme di sicurezza all’interno del panificio industriale in costruzione erano state rispettate. Loro verificheranno la stabilità dell’edificio in costruzione da diverso tempo e stabiliranno le cause del cedimento. I due operai, Cuccu e Desortes, erano imbracati in modo corretto. Ma la struttura non doveva cedere. Su questo si concentreranno le indagini. Sotto sequestro anche una maxi gru che solleva le travi e le poggia sui plinti e un elevatore che serve per portare i lavoratori nella parte alta del capannone in costruzione.
Pochi minuti prima della tragedia un acquazzone tropicale si è abbattuto sulla città. Ma da giorni la Gallura è sotto il maltempo. Con piogge violentissime. Ieri pomeriggio poco prima del crollo un fiume d’acqua si è rovesciato sulla zona industriale e sul piazzale di terra su cui si costruiva l’edificio. La notizia della tragedia fa scattare la reazione immediata della Cgil. Lorenzo Manca, segretario della Fillea Cgil Gallura, settore edile, lancia l’allarme. «Un nuovo incidente sul lavoro che ci deve far riflettere - afferma Manca -. Non si può più accettare questa strage quotidiana. Gli incidenti sono sempre più frequenti. Mi chiedo perché si sia scelto di lavorare in una giornata come questa. Pioveva in modo torrenziale. Forse era il caso di fermarsi. Nell’ultimo incontro la direttrice provinciale del lavoro Anna Luisa Massidda ha sottolineato come spesso la sicurezza nei cantieri sia trascurata. Non so se in questo caso siano state rispettate le norme, ma non può diventare normale morire di lavoro».
24 settembre 2009