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Paura al centro Auchan: un gas ammorba l'aria. Soccorsi quindici clienti

Potrebbe trattarsi di uno spray urticante

OLBIA. Dalla borsa della spesa dell’Auchan a quella del ghiaccio al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II. Ieri pomeriggio per almeno un’ora i clienti del grande centro commerciale di Sa Marinedda hanno pensato al peggio: intossicazione da un misterioso gas diffuso dalle bocchette dell’area condizionata. Poi l’allarme è rientrato. Tutti a casa con un sospiro di sollievo.
L’allarme all’interno dell’Auchan è scattato poco prima delle 17: uno strano odore, urticante, diffuso nell’aria ha spaventato numerose persone che hanno frettolosamente abbandonato il centro commerciale. Nel giro di pochi minuti sono arrivati sul posto il personale del servizio d’emergenza 118 e i vigili del fuoco. Sono state soccorse alcune persone che lamentavano disturbi respiratori. Altre, invece, si sono recate direttamente al pronto soccorso dell’ospedale Giovani Paolo II.

Complessivamente sono una quindicina le persone che hanno fatto ricorso al soccorso medico.
Sull’episodio indagano i carabinieri, pure loro intervenuti all’Auchan dopo l’allarme. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, confermata anche dagli stessi carabinieri, sembrerebbe che siano state scaricate bombolette urticanti nel circuito dell’area condizionata. Niente attentato, dunque, piuttosto la stupida bravata di qualcuno che, se scoperto, rischia comunque di finire male le vacanze di Ferragosto. I carabinieri e i vigili del fuoco hanno anche confermato che, in ogni caso, pur svolgendo tutte le indagini del caso, la situazione è rimasta sempre sotto controllo. Il centro commerciale, infatti, è sempre rimasto aperto e dopo poco tempo, rientrato l’allarme, l’attività è tornata alla normalità.

L’Auchan di Sa Marinedda non è nuovo a situazioni d’allarme di questo tipo. Il 24 luglio 2004 all’interno del centro commerciale affollato di turisti era scattata l’emergenza: lacrimazione agli occhi, svenimenti e dolori all’addome a causa dei gas provenienti da barattoli di vernice sistemati nelle vicinanze dell’impianto di areazione. Anche in quel caso si erano registrati minuti di panico e il fuggi-fuggi generale verso l’esterno. Allora furono una ventina le persone costrette a far ricorso al trattamento sanitario in ospedale. Durante le indagini la procura della Repubblica di Tempio aveva anche disposto la chiusura del centro commerciale, anche per consentire la bonifica dell’area dai gas tossici emanati dalla vernice.
Cinque estati dopo la scena si ripete, identica: nel mirino ancora una volta le condotte dell’impianto di climatizzazione, forse un po’ troppo sensibile ed esposto a incidenti imprevedibili ma anche all’azione di malintenzionati senza scrupoli.

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