Tortolì, sequestrata una discarica abusiva

Scoperto nella peschiera un vascone per l’allevamento dei gamberi ricolmo di rifiuti di ogni genere: oli, motori e sedili

Nella giornata di martedì, nel corso di un servizio mirato, gli operatori del commissariato di Ps di Tortolì, guidato dal dirigente Riccardo Signorelli, col supporto di personale del Nipaf (Nucleo investigativo polizia ambientale e forestale), hanno sottoposto a sequestro una superficie di circa 2mila metri quadrati. Per gli agenti, si tratterebbe di una sorta di discarica abusiva. Era situata all’interno dell’area della Peschiera di Tortolì e gestita dalla Cooperativa Pescatori di Tortolì (in riva di ponente ad Arbatax) nelle immediate vicinanze della struttura denominata “Ittiturismo”e a pochi metri dalla stagno. All’interno dell’area, un vecchio vascone destinato all’allevamento di gamberi, in cemento armato e chiuso da cancello in ferro con lucchetto, gli operatori hanno rinvenuto diverse tipologie di rifiuti. Come è stato precisato, l’intera area, per violazione della normativa in materia di tutela ambientale, è stata sottoposta a sequestro. Gli agenti del commissariato costiero e i loro colleghi del Nipaf hanno elencato i tipi di rifiuti che vi avrebbero trovato: «Barili contenenti oli esausti da frittura; diversi materiali ferrosi arrugginiti; cisterne in plastica dismesse, alcune contenenti anche olio esausto; numerose cataste di reti in plastica, munite di galleggianti, sostenute da pedane in legno, cosiddette “poches” per l’allevamento delle ostriche; cumuli di sedie in legno; un silo in metallo di colore verde; motori per autoclave; tubature in materiale plastico e gomma». E ancora, hanno parlato «di un cumulo di valve di ostriche, insieme ad altri rifiuti eterogenei e non differenziati; vari macchinari dismessi per la lavorazione dei mitili; cumuli di cassette in plastica di vari colori; una barca in legno; mobili in metallo; riproduzione di una fontana in stucco di colore grigio; diversi fusti in metallo arrugginiti, per lubrificanti; sedili per automobile in simil-pelle». Carmine Di Martino, da 15 mesi presidente della Cooperativa pescatori Tortolì, afferma: «In quel vascone, che avevamo ben chiuso e lucchettato, vi erano cose nostre. Ma il tutto era in attesa di essere portato via dalle imprese specializzate, come dei fusti di olio esausto, parti di motori, vecchi macchinari dismessi, tubature, e altro. Vi erano bottiglie di plastica e altri contenitori, 20mila “poches” sigillate. C’era anche la fontana in stucco realizzata da una scuola per “Monumenti aperti“, che non sapevano dove mettere e ci avena chiesto di custodirla». E rimarca: «Oltre a questo,

vi erano dei bustoni, relativi a quanto raccolto nelle pulizie che abbiamo fatto in pineta e in altre zone, anche se questo non ci compete, considerato che non abbiamo certe aree in gestione. E ora, ci ritroveremo con una denuncia sul groppone anche per avere ripulito proprio tali zone».

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