Giustizia, rischio paralisi in tribunale

Buco nell’organico dei giudici. Il presidente Amato: «Situazione grave, ma c’è il massimo impegno dei magistrati in servizio»

NUORO. Lettera aperta del presidente del tribunale Vincenzo Amato agli avvocati del Foro di Nuoro che oggi si incontrano in assemblea per discutere della grave situazione della giustizia nuorese. «Il rischio è quello di una paralisi totale: c’è un buco nell’organico dei giudici, carenze tra i pm. Tutto questo provoca gravi disagi nelle udienze, non più sopportabili», è l’allarme lanciato dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Roberto Corrias.

A preoccupare la classe forense è, in particolare, la decisione del presidente del tribunale di sopperire alla mancanza del giudice del lavoro affidando il relativo incarico a due magistrati onorari, vale a dire non di carriera. E questo fino a quando non arriverà un magistrato di professione. Probabilmente verso la fine dell’anno.

«È una decisione che come avvocati contestiamo con forza – ha protestato il presidente dell’Ordine forense – Non è possibile che un settore così delicato come quello del lavoro venga affidato a due giudici onorari, sacrificando così la tutela dei diritti dei cittadini».

Come spiega il presidente del tribunale Vincenzo Amato, «tra gennaio e febbraio, a seguito di un congedo per gravidanza e di un trasferimento a diversa sede, sono venuti meno entrambi i giudici che trattano le cause di lavoro e previdenza. In questa situazione di grave emergenza, che è stata subito segnalata agli organi competenti, proprio per evitare il totale blocco dell’attività giurisdizionale e nell’attesa della destinazione di altri magistrati si è chiesta e ottenuta da parte di un giudice togato e di due giudici onorari, la disponibilità a trattare anche cause di lavoro e previdenza, in particolare quelle più urgenti, in aggiunta al lavoro ordinariamente svolto».

Ma è proprio questo il punto contestato dagli avvocati. Mentre le cause già mature per la decisione sono state assegnate a un magistrato di professione, le altre – quelle appena iscritte o per le quali è in corso l’istruttoria – finiranno sui tavoli di due giudici onorari. «Abbiamo chiesto espressamente al presidente Amato che le cause di lavoro e previdenza non venissero assegnate ai giudici onorari – sottolinea Roberto Corrias – È un settore delicatissimo. Il momento dell’assunzione delle prove è uno snodo fondamentale del processo del lavoro. Prove che verrebbero raccolte da chi, come i giudici onorari, poi non potranno decidere, nel merito, la causa». Il presidente Amato è invece andato dritto nella sua strada. «Non c’era altra soluzione – precisa – Tutti i magistrati in servizio nel settore civile, oltre al presidente della sezione, sono stati inoltre chiamati ad assumere ulteriori carichi di lavoro per tentare, almeno in parte, di ridurre le ricadute negative dovute alla situazione venutasi a creare».

Per il presidente del tribunale nuorese «questo è stato ed è il senso dei provvedimenti organizzativi che sono stati assunti, ferma la disponibilità a darne di nuovi e di più efficaci, se concretamente individuabili, anche su eventuale indicazione delle rappresentanze e delle associazioni forensi». Il presidente Amato ricorda poi come il tribunale di Nuoro, con il lavoro e l’impegno quotidiano dei magistrati e di tutto il personale amministrativo, «spesso a prezzo di sacrifici che vanno oltre l’esigibile», abbia conseguito nel 2016, in tutti i settori, risultati «eccellenti nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’arretrato accumulatosi negli anni scorsi». Purtroppo, continua Amato «in seguito a concomitanti trasferimenti di magistrati e di assenze giustificate, le presenze effettive dei magistrati si sono improvvisamente ridotte, sin oltre il 40 per cento rispetto alla pianta organica». Il presidente del tribunale bacchetta infine gli avvocati per alcuni ingenerosi

giudizi espressi sulle capacità e sulla professionalità della magistratura onoraria in servizio al tribunale di Nuoro. «I magistrati onorari, non di rado avvocati, quotidianamente e con impegno concorrono, tra innumerevoli difficoltà, all’attività del tribunale che ho l’onore di dirigere».

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