La Provincia dice no ai diserbanti

Tortolì, delibera del Consiglio contro l’utilizzo ai bordi delle strade e lungo le ferrovie

Il consiglio provinciale, convocato dal presidente Bruno Chillotti (Pd), nell’ultima seduta ha deliberato contro l’uso di diserbante a base di glifosati lungo le strade ogliastrine e nella tratta ferroviaria del famoso trenino verde.

Sulla base di una documento che è stato stilato dalle commissioni provinciali alla Cultura, all’ambiente, alla sanità e all’agricoltura, è stato chiesto al presidente dello stesso ente intermedio, Bruno Pilia «di pubblicare un’ordinanza che vieti, nelle strade della provincia e nel tratto ferroviario del trenino verde, l’utilizzo di tali diserbanti». A Pilia è stato anche chiesto: «Si faccia portavoce, negli enti competenti (Arst, Anas), affinché si torni al tradizionale sfalcio dell’erba, sicuramente più ecologico e meno inquinante della pratiche in uso attualmente».

Le quattro commissioni provinciali, nel documento stilato e fatto proprio dal consiglio precisano: «Nonostante le numerose richieste giunte da comuni cittadini, amministratori di Comuni e di Province, e dallo stesso assessore regionale all’Ambiente, sembrerebbe che l’Arst e l’Anas continuino a usare, nelle strade dell’isola e lungo i tratti ferroviari, pericolosi diserbanti sistemici e di post-emergenze ad azione fogliare-erbicida a base di”glifosate”. Anche in Ogliastra sembrerebbe diventato comune l’uso di queste pericolose sostanze. Lungo la tratta del trenino verde, si possono notare, per chilometri, fasce di territorio adiacente la ferrovia totalmente ingiallite, in pieno contrasto con il resto della campagna, ancora totalmente verde. Stesso fenomeno si vede lungo le strade statali: giallo nelle vicinanze della carreggiata e verde a distanza di circa un metro».

Nel documento delle quattro commissioni, fatto proprio dal consiglio provinciale ogliastrino viene sottolineato un passaggio importante. «L’utilizzo di sostanze diserbanti – si legge – prevede specifiche modalità di esecuzione. E questo relativamente sia alla sicurezza dell’operatore che provvede alla distribuzione, sia all’area da sottoporre a trattamento. E questa andrebbe opportunamente delimitata, in modo da evitare qualunque contaminazione nei confronti di persone non adeguatamente protette o animali. E in caso di distribuzione in aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, quali corsi d’acqua o pozzi, dovrebbe essere predisposta e osservata un’opportuna fascia di rispetto». E ricordano che qualora l’intervento in oggetto ricada in una zona classificata Sic (Sito di interesse comunitario) o Zps (Zona di protezione speciale) «dovrà essere assoggettato alla procedura di valutazione di incidenza ambientale, con esiti di compatibilità ambientale». E fanno poi riferimento agli esperti Carlo Modenesi e Celestino Panizza, coordinatori del gruppo di lavoro sui pesticidi per l’Italia. «Le parole dei due ricercatori – rimarcano le quattro

commissioni nel documento fatto proprio dal consiglio provinciale – sono chiarissime. I diserbanti a base di glifosate possono diventare un problema non solo per l’uso fatto in agricoltura, ma anche per la crescente abitudine di impiegarli nello sfalcio delle strade e in altri contesti simili».

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