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Bufera al Classico di Nuoro, su Facebook la lista dei liceali gay

Su una pagina nata sul social network per fare incontrare gli studenti

dell’Asproni sono state pubblicate pesanti insinuazioni sui comportamenti sessuali di numerosi liceali: in centinaia stamane hanno manifestato davanti all’istituto

NUORO. Il primo messaggio, con tanto di nomi, cognomi, gradi di parentela e ricco corredo di epiteti omofobi e frequentazioni intime, è comparso nella tarda serata di lunedì su “Spotted: Asproni Nuoro”, una pagina Facebook nata di recente per consentire agli studenti dello storico liceo classico Giorgio Asproni – la scuola che nei suoi banchi ha accolto anche Indro Montanelli – di scambiarsi notizie e pettegolezzi, di ampliare la possibilità di incontri e magari anche di far nascere qualche romantico amore. Si legge il nome e il cognome di uno studente dell’istituto, seguiti da un eloquente «Lo sappiamo che ti piace il c. di ...» e in aggiunta il nome del ragazzo.

Chi lo legge, storce un po’ il naso, butta giù frettolosamente qualche riga di sana indignazione, ma tutto sommato pensa che il brutto gesto sia finito lì. Che la linguaccia con istinti omofobi abbia deciso di ritirarsi in buon’ordine, con le orecchie basse e senza troppe storie. Ma di lì a poco, invece, scoppia l’inferno on line.

I messaggi con i nomi si moltiplicano, si aggiungono altri particolari, i riferimenti agli intrecci sessuali si fanno più espliciti e vengono tirati in ballo anche alcuni adulti. E poi arrivano le reazioni a caldo dei ragazzi chiamati in causa: tutti o quasi gay dichiarati. C’è chi risponde per le rime, ma con sottile intelligenza e chi invece, sfoderando grande autocontrollo miscelato a un po’ di sarcasmo, replica in modo deciso. C’è anche chi, più provato evidentemente degli altri, si sfoga con i compagni di classe via sms e chiede a suo modo un aiuto indiretto.

E la rabbia dilaga. In poche decine di minuti, il popolo degli studenti del liceo Asproni si muove sul web come una massa indignata, compatta e incandescente. Perché nessuno riesce a mandare giù che lo storico istituto, dove il libero pensiero e l’apertura mentale sono sempre stati compagni di viaggio del latino e del greco, abbia potuto ospitare tra le sue mura, cervelli così poco dotati e inclini a comprendere la bellezza della varietà umana. Ai giovani liceali proprio non va giù, vedere il loro “Asproni” sfornare, come nei tempi più bui della storia mondiale, una sorta di lista nera, dove le persone esposte al pubblico ludibrio avrebbero come una unica “colpa” quella di essere omosessuali.

Così, ieri mattina, dopo il tam tam di sms della notte precedente, all’apertura dei cancelli, l’indignazione arriva anche sui banchi del liceo. E in pochi istanti diventa il caso del giorno. C’è chi chiede agli insegnanti di intervenire, chi vorrebbe cacciare a pedate coloro che, on line, hanno permesso che un gruppetto di studenti finisse alla berlina con i propri amori e relazioni intime.

Il preside Antonio Fadda non perde tempo: convoca alcuni docenti e le due vicepresidi, fa girare una circolare tra le aule, sente i componenti di un comitato studentesco straordinario, incontra i rappresentanti dell’intero istituto e nell’arco di poche ore, prima che lezioni finiscano, accoglie e sottoscrive la richiesta sempre più pressante degli alunni: quella di organizzare una manifestazione per condannare il tourbillon di messaggi omofobi e soprattutto per solidarizzare con i giovani presi di mira.

L’iniziativa si terrà stamattina dopo le prime ore di lezione e si condenserà in un gesto più eloquente di mille parole. Gli studenti dell’Asproni, infatti, indosseranno tutti una maglietta bianca, si prenderanno per mano e comporranno una catena umana attorno alla sede del liceo, in via Dante, a pochi passi dal municipio.

Ma già da ieri pomeriggio, la protesta era diventata evidente anche sui loro profili Facebook: immagini di copertina sparite e sostituite da un semplice riquadro bianco.

«Di fronte a un episodio del genere non potevamo rimanere indifferenti – dice, a caldo, il preside Antonio Fadda – è stata una pubblica umiliazione e non potevamo lasciare soli coloro che hanno subito questi affronti. La scuola non farà mai finta di niente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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