Uggias ce la fa:
«Di Pietro è stato di parola»
di Filippo Peretti
CAGLIARI. Giommaria Uggias ce l’ha fatta, la Sardegna ha di nuovo
un europarlamentare. Rispettando l’impegno assunto in campagna
elettorale, Antonio Di Pietro e il vertice nazionale dell’Idv hanno
fatto scattare rinunce e opzioni per cui l’ex sindaco di Olbia
risulta essere eletto. Ieri a Roma con Federico Palomba, Uggias non
si è scomposto più di tanto: «L’avevo detto, ero
fiducioso».
Erano esattamente vent’anni, dalle elezioni europee del
1989, che i sardi non eleggevano un loro rappresentante al
Parlamento di Strasburgo. Ci furono poi i casi di Mario Segni
(eletto però non in un’altra circoscrizione) e di Maddalena Calia
(che dopo una serie di dimissioni ha trascorso gli ultimi mesi
della passata legislatura continentale. Proprio la Calia ha
preannunciato ieri un ricorso elettorale: sostiene, infatti, che il
collegio delle isole ha diritto a otto e non a sei seggi e che i
due resti, attribuiti al Pdl del Nord Italia, spettano invece al
Pdl delle isole (e lei è la seconda dei non eletti).
Al momento non ce l’ha fatta la Calia (114 mila preferenze) ed è
rimasta fuori anche l’esponente del Pd sardo Francesca Barracciu
(116 mila) e per entrambe c’è però la soddisfazione di un successo
personale che le ha portate ad avere in Sardegna più voti di Silvio
Berlusconi.
E’ invece passato, con 17 mila preferenze, Giommaria Uggias, che
l'Idv sardo ha sempre presentato come il grande favorito. La
ragione l’aveva spiegata a Cagliari proprio Antonio Di Pietro, il
quale aveva detto in una conferenza stampa che all’unico candidato
sardo sarebbe bastato arrivare quinto: perché lo stesso Di Pietro e
Leoluca Orlando si sono candidati - come altri big - pur sapendo di
non accettare l’elezione e perché gli altri due candidati forti,
Luigi De Magistris e Sonia Alfano, avrebbero optato per l’elezione
in altri collegi. E così è stato. Grazie al suo bagaglio di
preferenze personali che lo aveva portato a essere il più votato
dell’Idv alle elezioni regionali (anche se non era riuscito a
spuntarla per via di uno strano meccanismo) e grazie all’ottimo
risultato del partito, l’unico ad essere cresciuto in voti
nonostante l’astensionismo record nell’isola, Uggias ha centrato l’o
biettivo del quinto posto.
«E’ stato Di Pietro a darmi da notizia prima che le agenzie la
diffondessero», ha detto Uggias. Il quale ha tenuto a precisare:
«Non ho avuto regali, la mia è un’elezione a tutti gli effetti, si
sapeva delle scelte del partito. Dovevo fare la mia parte e ho
avuto diecimila preferenze in più del primo dei non eletti, uno dei
candidati siciliani». L’ex sindaco di Olbia ha espresso «grande
soddisfazione». Per la Sardegna «è un evento storico».
Uggias ha detto di voler «ringraziare tutti i sardi che hanno
creduto nella possibilità di elezione e che non si sono fatti
incantare da chi predicava l’astensionismo». Il neo
europarlamentare ha quindi manifestato «grande apprezzamento» nei
confronti di Di Pietro che «ha mantenuto l’impegno assunto in
campagna elettorale, dimostrando di essere la persona che tutti
conoscono, uno che mantiene la parola data». Infine, Uggias ha
detto di averci «creduto fin dall’inizio», tanto che «assieme a
Federico Palomba e tutto il partito abbiamo fatto una grande
campagna elettorale nel territorio».
Dal canto suo, Federico Palomba ha espresso «soddisfazione per il
partito e per la Sardegna e gioia per Uggias» e ha affermato: «Di
Pietro ha confermato di essere un leader affidabile, è per questo
che gli italiani lo stanno premiando».
Intanto la candidata del Pdl Maddalena Calia ha annunciato che
impugnerà la proclamazione degli eletti nel collegio delle isole.
Secondo la parlamentare uscente ci sono infatti gli estremi per un
ricorso in quanto sarebbe stato violato il principio di
rappresentatività. In altri termini - hanno fatto sapere dall’u
fficio elettorale della Calia - il collegio Sardegna-Sicilia che
avrebbe dovuto eleggere otto rappresentanti è stato penalizzato con
il riconoscimento di soli sei eletti anzichè otto, a favore del
collegio del Nord-Ovest, dove i due resti spettanti alle isole sono
stati assegnati ai primi dei non eletti del Pdl. Questo è avvenuto,
secondo la Calia, per una errata applicazione del principio
proporzionale. Al collegio del Nord-Ovest sono stati infatti
attribuiti due seggi in più che però - sempre secondo il
ragionamento della Calia - spettavano a quello delle isole, solo
perché lì si è registrata una maggiore affluenza alle urne, anche
se le elette hanno ottenuto una 22 mila e l’altra 25 mila voti di
preferenza, a fronte degli oltre 114 mila ottenuti dalla candidata
sarda.
I collaboratori di Maddalena Calia, secondo quanto riferito dall’A
genzia Italia, parlano di «contrasto di norme» e precisano che non
è stato ancora deciso dove presentare il ricorso. Sottolineano però
che i due seggi che spettano al collegio delle isole andrebbero al
Pdl (uno al siciliano Michele Cimino, l’altro appunto alla Calia).
(10 giugno 2009)