Pienone d’agosto: 100mila solo in Gallura
Sollievo dopo due mesi di crisi, ma svanisce il sogno della stagione lunga
di Luca Rojch
L’assalto dei 100mila è cominciato all’alba. Un unico monoblocco di
lamiera, compatto e immobile. Manifesto dell’impotenza della
tecnologia davanti alle leggi della fisica turistica. Diecimila
auto in meno di tre ore sono finite in coda su due sottili corsie.
Macchina dopo macchina l’esercito di invasione delle station wagon
cariche di vacanzieri e ombrelloni ha preso corpo. Incubo a
puntate.
L’ingorgo lungo oltre 5 chilometri dalla periferia della città è
arrivato all’imbarco dei traghetti. Il delicato equilibrio tra
arrivi e partenze è saltato. Il primo settimana da bollino rosso
per il traffico si è trasformato in un assedio a una delle porte
dell’isola. Il sistema è crollato. Troppe auto tutte insieme. Da
una parte le sette navi che sbarcavano solo di mattina più di 6mila
macchine e 15mila turisti, dall’altra 5mila auto in coda per l’i
mbarco. Incroci pericolosi. Il serpentone si è attorcigliato. Un
nodo morto che ha strangolato il traffico in un unico maxi ingorgo.
Ad avere la peggio sono stati 300 passeggeri della Moby. Dovevano
essere in banchina per le 7.30. Mentre le lancette correvano a
velocità doppia, le 150 auto erano ancora intrappolate nelle sabbie
immobili delle code tra le vie della città.
Dall’autorità portuale è stato concesso alla Moby di spostare un’o
ra più avanti la partenza, ma alle 9 il traghetto ha dovuto
chiudere il portellone e lasciare il molo a un’altra nave carica di
turisti. La catena di montaggio che fabbrica vacanzieri a
ripetizione non si può fermare. I forzati della coda sono arrivati
troppo tardi e hanno salutato da dentro la loro auto il traghetto
che prendeva il largo. In molti hanno visto il portellone chiudersi
davanti a loro. Le scene di rabbia e di inutile rivolta non fanno
quasi notizia. Un disagio lungo mezza giornata per 70, che sono
ripartiti con la Fantasy della Moby a mezzogiorno, il resto è
riuscito a imbarcarsi solo in serata. Una giornata di guerra in
banchina. In cui conquistare un posto in traghetto è una vittoria.
Complicatissima la vacanza anche per chi è arrivato nell’isola. Per
uscire dal porto ha dovuto attendere un paio di ore. Tempo
necessario per smontare l’infinita coda di auto. In questo fine
settimana nei porti di Olbia e Golfo Aranci sono passati 100mila
passeggeri e 40mila auto. Un record nella stagione della grande
depressione, che a guardare i dati del porto non sembra poi così
spompata. La gente arriva, questo è già un dato positivo. Dove vada
a finire è la vera incognita. Il blocco totale ha paralizzato per
tutta la mattina la zona del porto. Segnale di sconforto per il
sistema viario, di tripudio per quello turistico. L’esercito degli
ombrelloni, che con calma si incolonna all’uscita del traghetto,
scalda le previsioni di una triste estate da grande freddo degli
incassi. Ma c’è una novità, legata forse alla crisi economica che
farà ribollire gli alambicchi dei teorici della vacanza, degli
analisti del flusso migratorio del popolo in mutande e bikini. Il
controesodo è già cominciato. Un primo grande blocco di turisti
lascia la Sardegna in questo fine settimana. La vacanza spot prende
piede. La settimana diventa cortissima, la vacanza può durare anche
quattro giorni e poi via di nuovo a casa. In realtà le code
sarebbero figlie di questo aspetto non calcolato dagli strateghi
del traffico. Mai prima di quest’anno ad agosto c’era stato un
ricambio così netto tra turisti in partenza e in arrivo. Mai la
prima ondata di partenze era cominciata tanto presto, nel primo
week-end di agosto. Sembra un paradosso, ma in tanti salutano la
madre di tutti gli ingorghi come un fattore positivo. I turisti
sono arrivati. Meno di una settimana fa a lanciare l’allarme era
stata Federalberghi che aveva denunciato un calo delle presenze del
30 per cento negli hotel di tutta l’isola. Horror vacui. Per molti
un segnale certo che anche la fabbrica delle vacanze, l’unica
cresciuta in Sardegna in questi anni, avesse cominciato a
spegnersi.
(03 agosto 2009)