Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 21.03.2010 ore 12.04
PUBBLICITÀ
condividi:

Pienone d’agosto: 100mila solo in Gallura

Sollievo dopo due mesi di crisi, ma svanisce il sogno della stagione lunga
di Luca Rojch
L’assalto dei 100mila è cominciato all’alba. Un unico monoblocco di lamiera, compatto e immobile. Manifesto dell’impotenza della tecnologia davanti alle leggi della fisica turistica. Diecimila auto in meno di tre ore sono finite in coda su due sottili corsie. Macchina dopo macchina l’esercito di invasione delle station wagon cariche di vacanzieri e ombrelloni ha preso corpo. Incubo a puntate.

L’ingorgo lungo oltre 5 chilometri dalla periferia della città è arrivato all’imbarco dei traghetti. Il delicato equilibrio tra arrivi e partenze è saltato. Il primo settimana da bollino rosso per il traffico si è trasformato in un assedio a una delle porte dell’isola. Il sistema è crollato. Troppe auto tutte insieme. Da una parte le sette navi che sbarcavano solo di mattina più di 6mila macchine e 15mila turisti, dall’altra 5mila auto in coda per l’i mbarco. Incroci pericolosi. Il serpentone si è attorcigliato. Un nodo morto che ha strangolato il traffico in un unico maxi ingorgo. Ad avere la peggio sono stati 300 passeggeri della Moby. Dovevano essere in banchina per le 7.30. Mentre le lancette correvano a velocità doppia, le 150 auto erano ancora intrappolate nelle sabbie immobili delle code tra le vie della città.

Dall’autorità portuale è stato concesso alla Moby di spostare un’o ra più avanti la partenza, ma alle 9 il traghetto ha dovuto chiudere il portellone e lasciare il molo a un’altra nave carica di turisti. La catena di montaggio che fabbrica vacanzieri a ripetizione non si può fermare. I forzati della coda sono arrivati troppo tardi e hanno salutato da dentro la loro auto il traghetto che prendeva il largo. In molti hanno visto il portellone chiudersi davanti a loro. Le scene di rabbia e di inutile rivolta non fanno quasi notizia. Un disagio lungo mezza giornata per 70, che sono ripartiti con la Fantasy della Moby a mezzogiorno, il resto è riuscito a imbarcarsi solo in serata. Una giornata di guerra in banchina. In cui conquistare un posto in traghetto è una vittoria. Complicatissima la vacanza anche per chi è arrivato nell’isola. Per uscire dal porto ha dovuto attendere un paio di ore. Tempo necessario per smontare l’infinita coda di auto. In questo fine settimana nei porti di Olbia e Golfo Aranci sono passati 100mila passeggeri e 40mila auto. Un record nella stagione della grande depressione, che a guardare i dati del porto non sembra poi così spompata. La gente arriva, questo è già un dato positivo. Dove vada a finire è la vera incognita. Il blocco totale ha paralizzato per tutta la mattina la zona del porto. Segnale di sconforto per il sistema viario, di tripudio per quello turistico. L’esercito degli ombrelloni, che con calma si incolonna all’uscita del traghetto, scalda le previsioni di una triste estate da grande freddo degli incassi. Ma c’è una novità, legata forse alla crisi economica che farà ribollire gli alambicchi dei teorici della vacanza, degli analisti del flusso migratorio del popolo in mutande e bikini. Il controesodo è già cominciato. Un primo grande blocco di turisti lascia la Sardegna in questo fine settimana. La vacanza spot prende piede. La settimana diventa cortissima, la vacanza può durare anche quattro giorni e poi via di nuovo a casa. In realtà le code sarebbero figlie di questo aspetto non calcolato dagli strateghi del traffico. Mai prima di quest’anno ad agosto c’era stato un ricambio così netto tra turisti in partenza e in arrivo. Mai la prima ondata di partenze era cominciata tanto presto, nel primo week-end di agosto. Sembra un paradosso, ma in tanti salutano la madre di tutti gli ingorghi come un fattore positivo. I turisti sono arrivati. Meno di una settimana fa a lanciare l’allarme era stata Federalberghi che aveva denunciato un calo delle presenze del 30 per cento negli hotel di tutta l’isola. Horror vacui. Per molti un segnale certo che anche la fabbrica delle vacanze, l’unica cresciuta in Sardegna in questi anni, avesse cominciato a spegnersi.
(03 agosto 2009)
 
5 COMMENTI RICEVUTI
 
Ultim'ora
Roma, 12:00 PDL: DONADI, SCONFIGGERE CANCRO? DA POLITICA A PSICHIATRIA Gaza, 11:35 M.O.: SOLDATO ISRAELE UCCIDE 2 PALESTINESI IN CISGIORDANIA Roma, 11:30 REGIONALI: DI PIETRO LANCIA CAMPAGNA 'VOTARE INFORMATI' Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - La Lega promuove il sapone antiimmigrati La Lega promuove il sapone antiimmigrati
Testate locali
Annunci (Sassari e Sardegna)
Annunci di lavoro (Sassari e Sardegna)
Enti e tribunali (Sassari e Sardegna)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006