Piano casa, guerra dei ricorsi
la battaglia del centro-sinistra
L'opposizione si prepara alla battaglia dei ricorsi contro la legge sull’edilizia approvata dal consiglio regionale, accusata di dare il via libera al cemento. Gian Valerio Sanna annuncia anche un intervento sull’Ue che ha da poco sanzionato la Spagna per una legge analoga. Critico anche Tore Cherchi, presidente dell’Anci, mentre il sindaco di Alghero Tedde difende la legge
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. «Abbiamo rivelato il lato oscuro del
Piano casa, Attila al confronto con questa Giunta era un
ambientalista». Il centrosinistra sardo non vuole arrendersi e si
prepara ad una battaglia che passa per la strada dei ricorsi. Non
esistendo in Italia a nessun livello la «class action», (l’ultima
versione del ministro Brunetta non prevede la possibilità per il
cittadino di essere risarcito), che cosa accadrà? L’ex assessore
all’Urbanistica nella Giunta Soru, Gian Valerio Sanna, spiega quale
sarà l’iter: «Il ricorso partirà con il primo caso di un utente che
si rivolgerà al proprio Comune per ottenere l’autorizzazione.
Partendo da quel fatto specifico potrà ricorrere chi ha l’interesse
diretto ma anche le associazioni di cittadini».
Sarà dunque il Tar a occuparsi della vicenda e, se i giudici
contabili dovessero ritenerlo opportuno, potrebbero chiedere un
parere alla Corte costituzionale. Ma c’è di più. Gian Valerio Sanna
sta predisponendo un documento da portare in Europa: «Nel
Parlamento europeo», spiega Sanna, «esiste la Commissione petizioni
che proprio qualche settimana fa ha censurato la Spagna per una
legge molto simile a quella approvata in Sardegna. In quel caso, la
commisisone ha invitato la Spagna a rimuovere le norme in questione
pena la perdita di parte dei Fondi strutturali».
Sanna anticipa la linea portante che sarà alla base del documento
da inviare a Bruxelles: «Dimostreremo come viola la normativa
statale da cui discende, cioè il Codice Urbani». Uno dei punti più
contestati è quello che prevede la possibilità di un ampliamento
fino al dieci per cento delle case nella fascia dei 300 metri dal
mare, giustificato dall’assessore Asunis con l’intento di
migliorare la qualità architettonica e applicare le norme sul
risparmio energetico. Per il presidente nazionale dei Verdi, Angelo
Bonelli, «le norme approvate dalla Regione sono un attacco senza
precedenti al patrimonio ambientale di una regione le cui
meraviglie sono conosciute in tutto il mondo».
E a giudizio dei Verdi «sono norme incostituzionali perchè violano
il codice del paesaggio e le direttive della Ue. Denunceremo all’Ue
la legge della Regione», ha concluso Bonelli, «che trasformerà le
coste in una colata di cemento». Le assicurazioni di Cappellacci e
Asunis «che non sarà uno tsunami» non convincono Chicco Porcu: «È
inconcepibile che non rispondano alle domande che ho fatto loro in
aula. Avevano promesso di non mettere mano alle coste, allora
chiariscano».
Da qui scaturiscono le cinque domande al presidente della Regione,
Cappellacci:
1) Quanti sono gli interventi in termini volumetrici sulla prima
casa che si prevede di realizzare nei prossimi trenta mesi di
quelli a cui ha dato il via libera la legge?
2) Quanti sono i milioni di metri cubi di incrementi volumetrici
che non riguardano la prima casa e che toccheranno le seconde case
o altri immobili?
3) Quanti sono i milioni di metri cubi di nuove lottizzazioni che
si riverseranno sulle coste per effetto delle vecchie convenzioni
che riprendono vita grazie alle modifiche del Ppr? 4) Quanti sono i
milioni di metri cubi legati agli incrementi volumetrici previsti
per gli alberghi e dagli strumenti dei comuni dotati di Puc?
5) È realistico pensare che gli interventi sulle seconde case e per
le nuove lottizzazioni possano ammontare a 20 milioni di metri cubi
cioè oltre il 50% di quanto già edificato sulle coste?
Il Centrodestra non entra nel dettaglio ma respinge tutte le
accuse: «Non c’è il sacco delle coste», spiega il vicecapogruppo
del Pdl Pietro Pittalis, «è una legge che viene incontro al
cittadino». E non è un piano casa, come ha chiarito in aula l’a
ssessore Asunis, «perché si tratta di una legge di rilancio dell’e
dilizia». Silvestro Ladu (Pdl), in passato assessore ai Lavori
pubblici e ora presidente della commissione Politiche comunitarie,
afferma: «L’iniziativa legislativa ha una triplice valenza;
rilancia il settore edilizio e contribuisce in modo determinante
alla soluzione del problema abitativo, dà una boccata d’ossigeno
all’economia e all’occupazione ed è immediatamente operativa, cosa
molto rara in questi tempi»
(21 marzo 2010)