Piano casa, cade il tabù dei 300 metri per gli alberghi sul mare
La Giunta: sono norme generali per rilanciare il settore edilizio
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. Il Piano casa verso l’approvazione,
(stamani dovrebbe esserci il voto finale), ma per l’opposizione
sono gli speculatori «ad aver fatto 13». È questo il numero dell’a
rticolo che ieri è stato cambiato con un maxiemendamento della
Giunta e che, a detta della minoranza, consentirà una calata di
cemento stimata in 15 milioni di metri cubi. Con il «nuovo»
articolo 13, infatti, si autorizzano aumenti di volumetrie sino al
25% dei volumi esistenti nelle strutture a finalità
turistico-ricettiva, anche se situate nei 300 metri dalla linea
della battigia.
Una giornata decisiva, quella di ieri, con due facce contrapposte:
la mattinata dominata dalle polemiche, la sera caratterizzata da
una brusca accelerata che ha portato all’approvazione anche del
quattordicesimo articolo che riguarda alcune modifiche alla
normativa regionale sui centri storici. Stamani potrebbe esserci il
via libero definitivo. Ieri la seduta si è infiammata in apertura.
Nell’elenco degli emendamenti agli emendamenti, annunciati da
Claudia Lombardo, figurava il 553 destinato a cambiare l’articolo
13 della legge così come l’aveva scritto la Commissione e, per il
Centrosinistra, a cambiare faccia al Ppr. L’opposizione avrebbe
voluto il voto segreto ma la richiesta, secondo la presidente dell’a
ssemblea, sarebbe arrivata dopo quella di Mario Diana che aveva
già chiesto il voto palese.
«È arrivato l’uovo e la sopresa», ha detto Gian Valerio Sanna il
quale ha ricordato che non si possono usare norme urbanistiche per
intervenire sulla tutela paesaggistica». L’assessore Gabriele
Asunis ha spiegato che si trattava di «un articolo che identifica
percorsi per agevolare, in termini temporali, il cantieramento
delle opere stesse. È una norma di carattere generale che serve al
recupero e alla riqualificazione del nostro sistema».
Dopo aver approvato l’aumento delle volumetrie nella linea della
battigia, l’assemblea ha accolto un emendamento orale del
capogruppo del Psd’Az, Giacomo Sanna, in cui si escludono aumenti
di cubature in quelle strutture che ne abbiano già usufruito. Nella
norma sono indicati come realizzabili interventi di manutenzione
ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico, di restauro e
di risanamento conservativo, oltre ad autorizzare volumi tecnici di
modesta entità, strettamente necessari e funzionali alla gestione
tecnico-operativa delle strutture esistenti, tali da non incidere
negativamente sullo stato dei luoghi e sulla qualità paesaggistica
del contesto. Sono ritenuti ammissibili, inoltre, sia interventi di
riqualificazione urbanistica, architettonico-edilizia e
paesaggistico-ambientale degli insediamenti esistenti, senza
aumento di volume, sia interventi pubblici o di interesse pubblico
finanziati dall’Ue, dallo Stato, dalla Regione, dalle Province e
dai Comuni.
«Nei 100 metri», dice Gianvalerio Sanna, «si potrà costruire a
condizione che venga data l’autorizzazione paesaggistica. Ma perché
si può avere l’autorizzazione dentro una zona a vincolo integrale»?
La risposta venuta dagli interventi del Centrosinistra è chiara: «A
voi non va bene la Corte costituzionale, non piacciono le regole e
quanto ha previsto lo Stato».
Chicco Porcu individua la strada: «Chiedere ai tribunali che venga
soppressa la legge». Pietro Pittalis, vicecapogruppo del Pdl,
respinge le accuse: «Non c’è alcun sacco edilizio. È una legge che
va incontro ai cittadini». Luciano Uras (capogruppo Sinistra)
confida nel ministro Fitto: «È stato attento a portare alla
Costituzionale la legge sul mandato dei sindaci nei piccoli Comuni,
speriamo faccia altrettanto per l’articolo 13 di questa legge».
Mario Bruno (Pd) ricorda che il Ppr, «da voi scardinato non era di
Soru ma discende dal Codice Urbani. Le nuove cubature? Sono
cambiali da onorare per la vostra campagna elettorale».
Matteo Sanna (Pdl) afferma: «È il primo tassello per rimettere in
moto l’edilizia; la legge fa giustizia rispetto alle vessazioni
della giunta Soru». Edoardo Tocco aggiunge: «Con i sottotetti si
può migliorare la fruibilità abitativa senza compromettere lo
stabile». Carlo Sechi (Sinistra) ha concluso: «Il popolo chiedeva
pane e cemento: per ora state date il cemento».
(16 ottobre 2009)