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mercoledì 17.03.2010 ore 05.42
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Patenti facili, giro di tangenti

Secondo la ricostruzione della polizia, i titolari delle autoscuole coinvolte nello scandalo, versavano mazzette a funzionari della Motorizzazione per assicurare la certezza del superamento dell’esame ai propri clienti. L’indagine coinvolge in tutto una quarantina di persone
SASSARI. Giro di tangenti per garantire patenti di guida facili e fare in modo che i clienti di alcune autoscuole potessero contare su un percorso «guidato». L’indagine avviata poco più di due anni fa dalla squadra mobile della questura coinvolge una quarantina di persone, tra cui cinque funzionari della Motorizzazione civile di Sassari e i titolari di un paio di autoscuole (sempre sassaresi). Nei guai anche i candidati che hanno pagato per ottenere i favori.

Diverse le ipotesi di reato: corruzione, truffa, falsificazione di atti e associazione per delinquere. L’informativa è stata depositata qualche mese fa dagli investigatori della squadra mobile alla procura della Repubblica e il caso è stato affidato al pubblico ministero Michele Incani che ha cominciato a muoversi in una vicenda che - nel prosieguo dell’inchiesta - potrebbe riservare clamorose sorprese con il coinvolgimento anche di alcuni nomi eccellenti.

Secondo la ricostruzione della polizia, i titolari delle due autoscuole coinvolte nello scandalo, versavano mazzette a funzionari della Motorizzazione (almeno cinque quelli finiti nel mirino degli investigatori) per assicurare la certezza del superamento dell’esame ai propri clienti. Sarebbe stato accertato che una parte degli aspiranti al conseguimento della patente di guida non frequentava neppure le lezioni. Bastava pagare tra i 1200 e i 1500 euro per portare a casa la promozione.

Non sono trapelati particolari dagli ambienti investigativi, se non la conferma di un lungo lavoro svolto e di una informativa depositata all’autorità giudiziaria.
Sembra certo, però, che l’indagine abbia preso il via da due episodi di aggressione e rapina ai danni del titolare di una autoscuola: Ennio Demontis era stato preso di mira da ignoti personaggi, picchiato (anche con una spranga) e minacciato, derubato davanti alla sua abitazione, nella zona di via Silki. I due fatti erano rimasti per un po’ avvolti nel mistero, fino a quando gli agenti della squadra mobile, grazie anche a una serie di attività tecniche, sono riusciti a imboccare una pista che avrebbe fatto emergere la presunta compravendita di patenti.


Proprio quelle aggressioni ai danni del titolare dell’autoscuola Demontis avevano successivamente fornito elementi interessanti per inquadrare un fenomeno ben più vasto di quello ipotizzato.
Le indagini erano andate avanti per lunghi mesi nel più assoluto riserbo, fino a quando non erano stati proprio alcuni esponenti delle autoscuole a fare girare la voce dei «controlli». In alcuni casi - ad attività ormai conclusa - erano state, infatti, scoperte alcune «cimici» utilizzate dalla polizia per registrare dialoghi che potrebbero risultare fondamentali per l’inchiesta. Il mercato delle patenti facili, sempre stando alle prime valutazioni degli investigatori, andava avanti da parecchi anni con la partecipazione diretta di alcuni funzionari della Motorizzazione (che quindi risulterebbe coinvolta solo in parte nello scandalo).

Ora c’è attesa per le decisioni dell’autorità giudiziaria: tra le ipotesi anche che, a un certo punto, il fenomeno avesse assunto una dimensione tale da non poter più essere gestito. Tanto che anche chi pagava, talvolta non superava ugualmente l’esame. Da qui i problemi. E non è neppure escluso che, in più occasioni, per «garantire i patti» siano stati penalizzati candidati «puliti»: bocciati per lasciare posto ai raccomandati. Anche i clienti che hanno «comprato» le patenti ora rischiano l’incriminazione.
(09 febbraio 2010)
 
 
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