Orosei, schiacciato tra le lastre d’acciaio
Grave il figlio del titolare di un’azienda di carpenteria industriale E’ stato il padre per primo a tentare di soccorrerlo
OROSEI. Lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione
dell’ospedale San Francesco di Nuoro, Marco Sini, nato Loculi 28
anni fa, vittima ieri mattina verso le 12.30 di un drammatico
incidente sul lavoro nel capannone dell’impresa della famiglia, la
Pro.Co.Me. L’azienda produce profilati in ferro e carpenteria
industriale a Gargannari vicino al comparto lapideo di Orosei. Per
cause ancora da accertare il giovane, figlio del titolare dell’a
zienda Antonio, è rimasto stritolato tra due fasci di pesantissime
lastre di acciaio impilate nel reparto di stoccaggio del
capannone.
Al momento dell’incidente il giovane stava lavorando da
solo, intento a spostare una delle lastre di metallo quando all’i
mprovviso i suoi colleghi impegnati in un’altra ala del capannone
hanno udito uno straziante grido di dolore. E’ stato proprio il
padre ad accorrere per primo e trovarsi davanti agli occhi una
scena agghiacciante: Marco era schiacciato in posizione eretta tra
due lastre di acciaio pesanti quintali, privo di conoscenza, un
rivolo di sangue che li colava dalla bocca.
Immediatamente tutti i suoi compagni si sono precipitati sul luogo
della disgrazia e con l’ausilio del carro ponte utilizzato per la
movimentazione delle lastre lo hanno liberato dalla stretta
mortale. Nel mentre sul posto sono arrivati i soccorritori del 118
di Orosei che una volta adagiato Marco Sini per terra su di una
barella hanno incominciato le operazioni di soccorso. E’ stato
proprio in quel momento però che il cuore di Marco non ha retto al
trauma è per un attimo si è arrestato. Sono stati concitati minuti
di disperazione con gli operatori del 118 che disperatamente
cercavano di rianimare il giovane mentre i suoi colleghi e i
familiari assistevano sotto choc, impotenti, disperati e in lacrime
a poca distanza. Dopo circa dieci munti di massaggio cardiaco il
cuore di Marco ha ripreso a battere e la speranza ha ricominciato a
scorrere nelle vene di tutti. Subito dopo il ragazzo è stato preso
in consegna dai medici dell’autoambulanza medicalizzata del 118
arrivata da Nuoro insieme anche ai vigili dei fuoco di Siniscola.
Ma ormai quel che c’era fare sul posto era stato fatto: occorreva
trasportare d’urgenza il giovane all’ ospedale più vicino. Per
questo è stata chiamata l’eliambulanza dei vigili del fuoco che
verso le 13 è arrivata da Abbasanta atterrando in un vicino
oliveto. Ancora qualche decina di minuti per stabilizzare le
condizioni del ferito e quindi verso le 13.30 Marco Sini è stato
trasferito dall’autoambulanza sull’elicottero che ha fatto
immediatamente rotta verso Nuoro. Il giovane, che dopo essersi
ripreso dall’arresto cardiaco è rimasto sempre privo di conoscenza
pur respirando autonomamente, è stato immediatamente ricoverato in
rianimazione e sottoposto all’esame della Tac.
Le sue condizioni a tarda sera erano ancora gravissime: coma e
gravi traumi da schiacciamento diffusi. Questo il primo bollettino
dei sanitari nuoresi che si riservano la prognosi. A Nuoro anche
tutti i parenti e tantissimi amici e colleghi del ragazzo in
trepidante attesa di notizie confortanti che in ogni caso non
potranno arrivare prima di questa mattina. Il capannone dove è
avvenuta la disgrazia è stato messo sotto sequestro cautelativo dai
carabinieri di Orosei che hanno raccolto le testimonianze mentre
arrivavano i responsabili dell’ufficio del lavoro di Nuoro che
hanno aperto un’inchiesta.
(12 novembre 2009)