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domenica 21.03.2010 ore 07.46
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"No al nucleare in Sardegna"

Cappellacci: "Non c'è nessuna ipotesi che ci riguardi, piani inesistenti". L'opposizione: "Per l’isola è un incubo e sarebbe la fine dello sviluppo"
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. Il Senato ha approvato la legge che reintroduce il nucleare nel Paese ma il sogno «dell’energia pulita» coltivato dal governo Berlusconi si scontra in Sardegna su un muro di No da parte del Centrosinistra, dei sindacati, degli ambientalisti. Il Centrodestra smentisce la possibilità che l’isola sia scelta come sede di una centrale ma i documenti fanno ritenere che l’ipotesi esista.

L’assemblea di Palazzo Madama ha dato il via libera al disegno di legge martedì notte e l’argomento sarà riproposto oggi stesso: Giampiero Scanu e Francesco Sanna hanno preparato un’interrogazione che sarà depositata stamani in Senato. L’interrogazione è rivolta al presidente del Consiglio per capire se la Sardegna sarà scelta come sede di una delle quattro centrali che il governo vorrebbe costruire. Anche perché nelle audizioni che si sono svolte in Commissione l’ipotesi Sardegna è stata avanzata più volte: l’ultima ai primi di marzo, quando Enzo Boschi, presidente dell’Istituto di geofisica, ha spiegato alla commissione Territorio del Senato che «la Sardegna è una zona con una storia geologica diversa dal resto d’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia».

Il governo ha sei mesi di tempo per decidere ma la scelta - secondo la mappa dell’Enea, pubblicata ieri dal quotidiano la Repubblica - non è vasta. Secondo la mappa dell’Enea, infatti, dopo aver esluso le zone a rischio sismico e quelle dissestate sul piano idrogeologico restano tre possibili siti in Sardegna (Santa Margherita, Capo Comino, Lanusei), uno in Puglia a Ostuni sulla costa salentina, e poi Vercelli e Mantova. In campagna elettorale, Cappellacci negò l’ipotesi: «Nessuna centrale verrà costruita, se vorranno farlo dovranno passare sul mio corpo».


Ieri il governatore ha fatto ricorso all’ironia: «Mi aspetto che adesso pubblichino un resoconto sull’imminente terza guerra mondiale e sicuramente ci chiederanno di fare una smentita. Io non so so davvero cosa smentire: il ministro Scajola mi ha ribadito che non esiste alcun piano e che si tratta di una mera speculazione. È un’ipotesi inesistente oggi e irrealizzabile domani». Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale, e vice coordinatrice regionale del Pdl non vuole sentir parlare di nucleare: «Nessuna centrale nucleare sorgerà in Sardegna», ha affermato, «basta con le strumentalizzazioni politiche». E il deputato Salvatore Cicu ha aggiunto: «Sono solo illazioni basate su cartine che risalgono al 1993, il governo nazionale, come preannunciato dal ministro Scajola nella sua visita in Sardegna, non ha nessuna intenzione di realizzare un impianto sul nostro territorio».

Un no secco è arrivato ieri dal Psd’Az: «Se la Regione non respingerà le proposte del Senato che indica tre siti ottimali per l’insediamento di centrali nucleari in Sardegna, usciremo dalla maggioranza», ha detto Giacomo Sanna dai microfoni del Consiglio regionale. «Il no al nucleare fa paret degli accordipresi a suo tempo con la maggioranza», ha specificato il capogruppo sardista. «Il regalo tanto atteso dal governo Berlusconi per i sardi pare stia per arrivare», ironizzano i deputati Paolo Fadda e Giulio Calvisi (Pd), «niente G8, niente soldi per l’Olbia-Sassari, niente soldi per le bonifiche del Sulcis, niente interventi per arginare la crisi industriale, ma una bella centrale nucleare, dalle parti di Pula o anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino. O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu». IL capogruppo del Pd in Consiglio, Mario Bruno, parla di incubo nucleare e ricorda la promessa di Cappellacci in campagna elettorale: «Nonostante i precedenti non depongano a suo favore, vogliamo credergli», dice, «ma le belle parole stavolta non basteranno perché è in gioco il futuro dei nostri figli».

Per il segretario della Cgil, Enzo Costa, siamo davanti a un disegno folle: «Ci opporremo con ogni mezzo», assicura. I sindacati chiederanno chiarimenti a Cappellacci domani nell’incontro che era stato fissato per discutere della crisi economica. Un’idea scellerata, l’ha definita Legambiente Sardegna. «Per la Sardegna», si legge in un documento dell’associazione ambientalista, «è una proposta ridicola dal momento che ipotizza la costruzione del nucleare in siti ad alto valore paesaggistico». La parola ai sardi e qualcuno ieri in Consiglio regionale ricordava la frase di Scajola in campagna elettorale: «Se i sardi volessero il nucleare, non ci opporremo»...
(14 maggio 2009)
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