"No al nucleare in Sardegna"
Cappellacci: "Non c'è nessuna ipotesi che ci riguardi, piani inesistenti". L'opposizione: "Per l’isola è un incubo e sarebbe la fine dello sviluppo"
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. Il Senato ha approvato la legge che
reintroduce il nucleare nel Paese ma il sogno «dell’energia pulita»
coltivato dal governo Berlusconi si scontra in Sardegna su un muro
di No da parte del Centrosinistra, dei sindacati, degli
ambientalisti. Il Centrodestra smentisce la possibilità che l’isola
sia scelta come sede di una centrale ma i documenti fanno ritenere
che l’ipotesi esista.
L’assemblea di Palazzo Madama ha dato il via libera al disegno di
legge martedì notte e l’argomento sarà riproposto oggi stesso:
Giampiero Scanu e Francesco Sanna hanno preparato un’interrogazione
che sarà depositata stamani in Senato. L’interrogazione è rivolta
al presidente del Consiglio per capire se la Sardegna sarà scelta
come sede di una delle quattro centrali che il governo vorrebbe
costruire. Anche perché nelle audizioni che si sono svolte in
Commissione l’ipotesi Sardegna è stata avanzata più volte: l’ultima
ai primi di marzo, quando Enzo Boschi, presidente dell’Istituto di
geofisica, ha spiegato alla commissione Territorio del Senato che
«la Sardegna è una zona con una storia geologica diversa dal resto
d’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari
che il governo intende costruire anche se poi bisognerebbe
risolvere il problema del trasferimento dell’energia».
Il governo ha sei mesi di tempo per decidere ma la scelta - secondo
la mappa dell’Enea, pubblicata ieri dal quotidiano la Repubblica -
non è vasta. Secondo la mappa dell’Enea, infatti, dopo aver esluso
le zone a rischio sismico e quelle dissestate sul piano
idrogeologico restano tre possibili siti in Sardegna (Santa
Margherita, Capo Comino, Lanusei), uno in Puglia a Ostuni sulla
costa salentina, e poi Vercelli e Mantova. In campagna elettorale,
Cappellacci negò l’ipotesi: «Nessuna centrale verrà costruita, se
vorranno farlo dovranno passare sul mio corpo».
Ieri il governatore ha fatto ricorso all’ironia: «Mi aspetto che
adesso pubblichino un resoconto sull’imminente terza guerra
mondiale e sicuramente ci chiederanno di fare una smentita. Io non
so so davvero cosa smentire: il ministro Scajola mi ha ribadito che
non esiste alcun piano e che si tratta di una mera speculazione. È
un’ipotesi inesistente oggi e irrealizzabile domani». Claudia
Lombardo, presidente del Consiglio regionale, e vice coordinatrice
regionale del Pdl non vuole sentir parlare di nucleare: «Nessuna
centrale nucleare sorgerà in Sardegna», ha affermato, «basta con le
strumentalizzazioni politiche». E il deputato Salvatore Cicu ha
aggiunto: «Sono solo illazioni basate su cartine che risalgono al
1993, il governo nazionale, come preannunciato dal ministro Scajola
nella sua visita in Sardegna, non ha nessuna intenzione di
realizzare un impianto sul nostro territorio».
Un no secco è arrivato ieri dal Psd’Az: «Se la Regione non
respingerà le proposte del Senato che indica tre siti ottimali per
l’insediamento di centrali nucleari in Sardegna, usciremo dalla
maggioranza», ha detto Giacomo Sanna dai microfoni del Consiglio
regionale. «Il no al nucleare fa paret degli accordipresi a suo
tempo con la maggioranza», ha specificato il capogruppo sardista.
«Il regalo tanto atteso dal governo Berlusconi per i sardi pare
stia per arrivare», ironizzano i deputati Paolo Fadda e Giulio
Calvisi (Pd), «niente G8, niente soldi per l’Olbia-Sassari, niente
soldi per le bonifiche del Sulcis, niente interventi per arginare
la crisi industriale, ma una bella centrale nucleare, dalle parti
di Pula o anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino.
O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu». IL
capogruppo del Pd in Consiglio, Mario Bruno, parla di incubo
nucleare e ricorda la promessa di Cappellacci in campagna
elettorale: «Nonostante i precedenti non depongano a suo favore,
vogliamo credergli», dice, «ma le belle parole stavolta non
basteranno perché è in gioco il futuro dei nostri figli».
Per il segretario della Cgil, Enzo Costa, siamo davanti a un
disegno folle: «Ci opporremo con ogni mezzo», assicura. I sindacati
chiederanno chiarimenti a Cappellacci domani nell’incontro che era
stato fissato per discutere della crisi economica. Un’idea
scellerata, l’ha definita Legambiente Sardegna. «Per la Sardegna»,
si legge in un documento dell’associazione ambientalista, «è una
proposta ridicola dal momento che ipotizza la costruzione del
nucleare in siti ad alto valore paesaggistico». La parola ai sardi
e qualcuno ieri in Consiglio regionale ricordava la frase di
Scajola in campagna elettorale: «Se i sardi volessero il nucleare,
non ci opporremo»...
(14 maggio 2009)