L'ISOLA DEI CASSINTEGRATI
Operai Vinyls all'Asinara, ecco il diario Giovedì l'arrivo dei colleghi Alcoa
I lavoratori dell’Alcoa di Portovesme hanno accolto l’invito: giovedì mattina una delegazione formata da circa 40 operai sarà sull’ ex isola-carcere occupata dai colleghi della Vinyls di Porto Torres da ormai cinque giorni. Ecco la seconda puntata del loro diario
ASINARA. I lavoratori dell’Alcoa di Portovesme
hanno accolto l’invito: giovedì mattina una delegazione formata da
circa 40 operai sbarcherà all’Asinara, sull’«isola dei
cassintegrati» occupata dai colleghi della Vinyls di Porto Torres.
I dettagli della trasferta sono ancora da mettere a punto, ma l’a
ssemblea generale svoltasi ieri nella fabbrica del Sulcis ha
risposto positivamente all’appello lanciato dall’Asinara: «Unitevi
a noi». Intanto i lavorarori Vinyls continuano da cinque giorni il
pacifico presidio nell'ex-isola carcere. Ecco, raccontato da loro
stessi, come hanno trascorso il primo marzo, ora per ora.
1 marzo 2010
Ore 04.17: Il silenzio della notte è
interrotto da un tonfo fragoroso. Sarà un sabotaggio? No, è
Gianmario che cercando sua moglie Mariella e non trovandola, è
caduto dal letto. Ci riaddormentiamo.
AUDIO "Qui
finché il governo non ci aiuta"
Ore 6: I ragazzi della cooperativa, purtroppo
abituati a svegliarsi all’ora delle galline, ci buttano giù dai
letti, portandoci un caffè, a dir la verità una lontana parvenza di
questo. Il gusto era di acqua torbida, ma ci ha svegliati
ugualmente.
Ore 6.30: La nostra guida, il caprone Andria, ci porta
verso una spiaggia da lui solo conosciuta: è il ritrovo di tutte le
capre, noi pensiamo siano le sue fidanzatine.
Ore 7.30: Un gruppo si avventura verso Cala Sabina.
Qualcuno crede di essere Indiana Jones all’Asinara e si avventura
in scarpe da tennis leggere. Un novello Toro Seduto, Pietro
Marongiu, che Michele Cossu ci dice capo della tribù Hunkpapa,
inneggia un rito propiziatorio per la risoluzione della nostra
vertenza. Manitou, siamo sicuri, prenderà atto delle sue
richieste.
Ore 9: Cara zia Pietrina Fancellu in Desole... non si
preoccupi, Pietro e Quirico dal giorno dell’equivoco, vanno d’amore
e d’accordo.
Ore 10: Nuovi arrivi a Cala Reale. Gianni Nieddu, novello
caronte, va a prendere i nuovi dannati e li porta in carcere. Sono
5.
Ore 11: Viene a visitarci Giuseppe Grieco, prosindaco in
pectore dell’Asinara, cioè uomo tutto fare dell’Ente parco. Si
informa se c’è qualcosa di cui abbiamo bisogno. Questo avviene
tutte le mattine. È in collegamento diretto con la sede
amministrativa del parco e con la sede operativa dell’Ente guidata
in maniera magistrale dall’ingegner Pier Paolo Congiatu.
Ringraziamo tutto lo staff dell’Ente parco.
Ore 12.30: Discussione con l’Ente foreste sulla nostra
vertenza. Sono tutti barbaricini. Apprezziamo la loro saggezza e
determinazione espressa in poche, semplici parole, che rimangono
scolpite nelle nostre menti, come un’opera di Enrico Mereu, lo
scultore dell’isola.
Ore 13.30: Pranzo. In chiusura ringraziamo quella santa,
perché lo sopporta, moglie di Pietro Marongiu, che ci ha mandato
una torta di mele. Grazie a Margherita per aver fatto passare
qualche minuto d’estasi alle nostre papille gustative.
Ore 14.30: Finalmente! Una grandiosa notizia: gli operai
dell’Alcoa si stanno organizzando per venirci a trovare. Pensiamo
che sia giunta l’ora dell’unione delle lotte operaie di tutta la
Sardegna. Visto che ci sono i pastori e altri lavoratori dell’i
sola, pensiamo sia arrivata la riscossa dell’intera classe
lavoratrice. Forse è un illusione o un sogno, ma i sogni aiutano a
vivere meglio e a volte si avverano, e non è una frase di
Marzullo.
Ore 14.45: Andrea Spanu, il nostro eroe di internet, che
ci permette di comunicare col mondo esterno, ci fa vedere le
meraviglie che ha immortalato stamattina. È anche, e soprattutto,
un grande fotografo. Riesce con le sue istantanee a descrivere i
nostri stati d’animo di fronte a queste bellezze della
natura.
Ore 16: Escursione pomeridiana nell’isola. Conosciuto il
falco pellegrino ribattezzato da noi “Lama”, famosissimo
sindacalista degli anni ’70 e ’80, non perchè fosse un vero falco,
ma perchè come questo volatile difendeva gli operai come la madre
difende i suoi falchetti.
Ore 18.30: Chiacchierata con l’amico Arturo, caposquadra
dell’Ente foreste e capo spirituale di 15 lavoratori barbaricini
che stanno facendo un servizio prezioso sull’isola. Parlando con
loro sentiamo l’unione fra il mondo operaio industriale e quello
delle campagne.
Ore 19: È ormai buio. Riflettiamo su quanto arriva dal
mondo esterno. Qualcuno, una minoranza insignificante, pensa che
noi siamo in villeggiatura. Sappiano che il fatto che le nostre
pene siano appena alleviate dalla bellezza della natura che ci
circonda, non ci fa dimenticare la situazione in cui siamo.
Salutiamo anche loro.
DIARIO 28
febbraio
(02 marzo 2010)