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La più grande Città del vento di tutta Europa

di Pier Giorgio Pinna
BUDDUSÒ. Ecco la città del vento. Ma niente bufere. Le polemiche, se ci sono, restano sotto traccia. Comunque non navigano sulle acque, come nel caso delle megapiattaforme off-shore di Is Arenas. «Qui solo energia pulita», assicura il gruppo Falck Renewables. Che per l’investimento da capogiro nell’i sola punta a quotarsi in Borsa. Secondo qualche ambientalista, le megatorri suscitano interrogativi. Ma ad Alà dei Sardi e a Buddusò nessuno nutre dubbi o perplessità.

A un quarto di secolo dall’avvio nella Nurra della prima e della più grande centrale eolica d’Europa collegata direttamente alla rete, è adesso la provincia Olbia-Tempio a tentare il record. Sì, perché in quest’area battuta dal maestrale non mancheranno primati tecnologici da guinness.

Avveniristico il parco promosso venticinque anni fa a Fiume Santo da Enel ed Enea, più all’avanguardia la fattoria del vento di Sa Conchedda, la maggiore on-shore nel Vecchio continente. La posa delle prime tredici basi di cemento per le torri («Tutte nel territorio di Buddusò per ora», come precisa il sindaco Giovanni Satta, tornato in carica a ogni effetto dopo una inchiesta giudiziaria) arriva in un momento particolare. Al di là del gigantesco progetto bocciato da tutti nel mare di Is Arenas, è la Ue a sollecitare il ricorso a energie rinnovabili, da moltiplicare entro il 2020. Nel frattempo in Sardegna proseguono però le iniziative per sfruttare combustibili più inquinanti, come il carbone. I produttori del solare preparano parecchi progetti. E su Sa Conchedda non sono del tutto cessate le tempeste, nate quando la Giunta Soru per salvaguardare il paesaggio aveva dato uno stop al progetto per la wind farm. Ma gli amministratori locali l’hanno sempre pensata in modo diverso. E non si sono mai persi d’animo. Così alla fine hanno vinto e ora pensano agli aerogeneratori capaci di permettere risparmi a migliaia di persone.


«Non vanno trascurati i posti di lavoro che, tra comparto diretto e indotto, deriveranno dalla costruzione», sottolinea il sindaco di Alà, Francesco Pitzalis, alla guida di una lista civica. «Oltre che - aggiunge - le ricadute economiche costanti che i nostri paesi avranno in futuro». E il primo cittadino di Buddusò Giovanni Satta sottolinea ancora: «Ho sempre pensato che le tutele per l’ambiente ci fossero tutte: e se si pensa alla vastissima area nella quale gli impianti diventeranno operativi resto oggi della medesima opinione».

La Falck Renewables potrebbe avviarsi alla quotazione in Borsa per la metà del 2010. A Milano i suoi dirigenti considerano il settore sempre più strategico. Perché, ricordano, «nel 2008 ha fatto produrre 40 milioni di ricavi, quest’anno dovrebbe chiudere a quota 100 e nel 2012 è previsto un fatturato di 250». Il gruppo ipotizza poi di gestire al meglio flussi di produzione da fonti rinnovabili programmabili e non programmabili. L’obiettivo? Riuscire a introdurre energia da combustibili ambientali quando la rete nazionale non può ricevere l’eolica.
(02 ottobre 2009)
 
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