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venerdì 19.03.2010 ore 09.46
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La Juve si è innamorata di Allegri

Se non arriva Benitez sarà lui il tecnico di un progetto vincente
di Roberto Muretto
Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri
MILANO. La Juventus ha deciso: se Benitez resta in Inghilterra, dal primo luglio il nuvo allenatore sarà Massimiliano Allegri. L’ostacolo è Massimo Cellino, solo lui può liberare il tecnico livornese, legato al Cagliari da un contratto che scade il 30 giugno del 2011.

Quella fatta dal club torinese è una scelta ragionata. Il fallimento di Ciro Ferrara non ha fatto cambiare idea alla dirigenza, sempre più convinta di dover puntare su un mister giovane. L’identikit di Allegri corrisponde perfettamente: in due anni di serie A ha dimostrato di avere le idee chiare, capacità, competenza, personalità. Gli apprezzamenti per il tipo di calcio espresso dal Cagliari, sono un’altro segnale inequivocabile della stima di cui gode. Ma c’è anche un altro particolare che ha giocato a favore di Allegri: il suo stile, non essere mai sopra le righe, l’ atteggiamento signorile in campo e fuori. Cose che piacciono moltissimo a John Elkan e a suo fratello Lapo, impegnati (anche se dietro le quinte) nella ricostruzione di una squadra che sta deludendo le aspettative.

Già la scorsa estate la Juventus aveva pensato a Marco Giampaolo (anche lui è stato alle dipendenze di Cellino), poi ha preferito affidarsi a Ferrara. Si dice su suggerimento di Marcello Lippi. Allegri è un allenatore che il ct nella nazionale stima e anche il vice direttore generale bianconero, Roberto Bettega, prima di assumere questo incarico, ha più volte elogiato il lavoro fatto dal tecnico del Cagliari. Gli indizi sono tanti e anche se ancora non c’ è una prova concreta, le possibilità che a giugno Allegri faccia le valigie e prenda un aereo con destinazione Torino, aumentano.

«Sento che a Cagliari c’è amore nei miei confronti e con la Juventus non c’è stato nessun contatto». Allegri lo ha detto ripetutamente nei giorni scorsi, quando si è parlato di lui come candidato principale per sostituire il traghettatore Alberto Zaccheroni. Probabilmente è vero che i dirigenti bianconeri non si sono fatti ancora avanti, ma anche se un approccio ci fosse stato, è evidente che il mister del Cagliari non lo avrebbe rivelato.


In attesa di saperne di più, oggi i rossoblù tornano al lavoro per preparare la sfida di domenica al Sant’Elia col Bari. La prima di due gare in casa consecutive, la seconda è il Parma. «Il primo obiettivo è la salvezza, poi mai dire mai...». Parole di Alessandro Matri, attaccante del Cagliari, a letto con l’influenza così come il suo allenatore. L’attaccante è tornato sull’episodio clou del match contro l’Inter quando Gervasoni non ha convalidato un suo gol sul 2-0. «L’arbitro dopo aver fischiato si è giustificato dicendo che aveva visto il tocco di un mio compagno e non quello di Santon, i giocatori dell’Inter gli hanno dato ragione, e quindi è andata come è andata». Dopo i 12 gol delle due precedenti stagioni, per Matri il bottino quest’anno è già arrivato a quota 10: «Rispetto all’anno scorso non è cambiato il modulo, ma il mio impiego in campo: giocando di più ho più possibilità di fare bene».

Capitolo futuro. «Sono contento di stare a Cagliari, è stata la prima società a credere in me. Milan? Chi rifiuterebbe un’offerta del genere. Ora il mio unico pensiero è fare il bene del Cagliari, anche in segno di gratitudine verso il presidente Cellino».
(09 febbraio 2010)
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