La Juve si è innamorata di Allegri
Se non arriva Benitez sarà lui il tecnico di un progetto vincente
di Roberto Muretto
Massimiliano Allegri
MILANO. La Juventus ha deciso: se Benitez resta in
Inghilterra, dal primo luglio il nuvo allenatore sarà Massimiliano
Allegri. L’ostacolo è Massimo Cellino, solo lui può liberare il
tecnico livornese, legato al Cagliari da un contratto che scade il
30 giugno del 2011.
Quella fatta dal club torinese è una scelta ragionata. Il
fallimento di Ciro Ferrara non ha fatto cambiare idea alla
dirigenza, sempre più convinta di dover puntare su un mister
giovane. L’identikit di Allegri corrisponde perfettamente: in due
anni di serie A ha dimostrato di avere le idee chiare, capacità,
competenza, personalità. Gli apprezzamenti per il tipo di calcio
espresso dal Cagliari, sono un’altro segnale inequivocabile della
stima di cui gode. Ma c’è anche un altro particolare che ha giocato
a favore di Allegri: il suo stile, non essere mai sopra le righe, l’
atteggiamento signorile in campo e fuori. Cose che piacciono
moltissimo a John Elkan e a suo fratello Lapo, impegnati (anche se
dietro le quinte) nella ricostruzione di una squadra che sta
deludendo le aspettative.
Già la scorsa estate la Juventus aveva pensato a Marco Giampaolo
(anche lui è stato alle dipendenze di Cellino), poi ha preferito
affidarsi a Ferrara. Si dice su suggerimento di Marcello Lippi.
Allegri è un allenatore che il ct nella nazionale stima e anche il
vice direttore generale bianconero, Roberto Bettega, prima di
assumere questo incarico, ha più volte elogiato il lavoro fatto dal
tecnico del Cagliari. Gli indizi sono tanti e anche se ancora non c’
è una prova concreta, le possibilità che a giugno Allegri faccia le
valigie e prenda un aereo con destinazione Torino, aumentano.
«Sento che a Cagliari c’è amore nei miei confronti e con la
Juventus non c’è stato nessun contatto». Allegri lo ha detto
ripetutamente nei giorni scorsi, quando si è parlato di lui come
candidato principale per sostituire il traghettatore Alberto
Zaccheroni. Probabilmente è vero che i dirigenti bianconeri non si
sono fatti ancora avanti, ma anche se un approccio ci fosse stato,
è evidente che il mister del Cagliari non lo avrebbe
rivelato.
In attesa di saperne di più, oggi i rossoblù tornano al lavoro per
preparare la sfida di domenica al Sant’Elia col Bari. La prima di
due gare in casa consecutive, la seconda è il Parma. «Il primo
obiettivo è la salvezza, poi mai dire mai...». Parole di Alessandro
Matri, attaccante del Cagliari, a letto con l’influenza così come
il suo allenatore. L’attaccante è tornato sull’episodio clou del
match contro l’Inter quando Gervasoni non ha convalidato un suo gol
sul 2-0. «L’arbitro dopo aver fischiato si è giustificato dicendo
che aveva visto il tocco di un mio compagno e non quello di Santon,
i giocatori dell’Inter gli hanno dato ragione, e quindi è andata
come è andata». Dopo i 12 gol delle due precedenti stagioni, per
Matri il bottino quest’anno è già arrivato a quota 10: «Rispetto
all’anno scorso non è cambiato il modulo, ma il mio impiego in
campo: giocando di più ho più possibilità di fare bene».
Capitolo futuro. «Sono contento di stare a Cagliari, è stata la
prima società a credere in me. Milan? Chi rifiuterebbe un’offerta
del genere. Ora il mio unico pensiero è fare il bene del Cagliari,
anche in segno di gratitudine verso il presidente Cellino».
(09 febbraio 2010)