Gioca con una spilla e la «inala»
Il dramma sotto gli occhi del padre Ora la speranza è affidata a un moderno broncoscopio
di Pier Luigi Piredda
SASSARI. «Smettila di giocare con quell’affare
appuntito che ti fai male», gli ha detto il padre. Ma lui, un
ragazzino di 14 anni, ha continuato a giochicchiare con quel
segnalino colorato, solitamente utilizzato per sottolineare i punti
critici sulle cartine stradali. Scherzando e ridendo, il ragazzino
ha appoggiato il segnalino alla bocca e poi al naso. E all’i
mprovviso, l’ha inalato. Diventando paonazzo, ha accusato
immediatamente problemi respiratori.
Accompagnato al pronto soccorso pediatrico, il quattordicenne è
stato immediatamente trasferito in Clinica pneumologica dove gli
specialisti, coordinati dal direttore Pietro Pirina, gli hanno
prestato le prime cure e poi hanno cercato di estrargli quel
segnalino che era finito nei bronchi. Ma ogni tentativo è stato
inutile e allora, per evitare l’eventuale insorgenza di
complicazioni, è stato disposto il trasferimento nella Clinica
pneumologica dell’Ospedale Bosinco di Cagliari, che ha un
broncoscopio più sofisticato e con il quale oggi il caso dovrebbe
essere risolto dopo un grande spavento.
Vista la gravità della situazione a causa dell’insorgenza di
difficoltà respiratorie, per il trasferimento del quattordicenne a
Cagliari è stata allertata la Prefettura, che ha disposto l’i
ntervento dell’elicottero della Polizia, che è atterrato nell’e
libase all’interno dell’ex manicomio poco prima delle 11 ed è
arrivato a Cagliari dopo breve tempo. Un trasferimento che non è
stato possibile fare attraverso il solito canale dell’elisoccorso
dei vigili del fuoco con il 118, poichè nello stesso momento erano
in corso altre due urgenze che hanno addirittura impegnato entrambi
gli elicotteri a disposizione della centrale operativa del soccorso
di Sassari.
La brutta avventura del ragazzino è cominciata nel primo pomeriggio
di mercoledì. Il quattordicenne è alto e grosso e dimostra anche
più della sua età, ma si comporta ancora logicamente come un
ragazzino. Rientrato da scuola, stava chiacchierando con il padre e
aveva tra le mani uno dei segnalini utilizzati solitamente per
sottolineare i punti sulle cartine della Protezione civile, dei
carabinieri, della polizia. Uno spillo con una parte più grossa
colorata, ma ce ne sono anche di altro tipo con le bandierine.
Per essere più chiari: quei «segnalini» fatti diventare famosi
attraverso la televisione da Emilio Fede che, durante le elezioni,
contrassegnava con quelle spilline sulla cartina dell’Italia le
regioni che avevano votato per il centrodestra e quelle per il
centrosinistra. Il padre del quattordicenne ha sgridato il figlio e
anzi l’ha avvertito in maniera chiara di lasciare perdere il
segnalino perchè si sarebbe potuto far male.
Ma il ragazzo ha continuato a fare lo spiritoso, giocando con la
«spillina». Fino a quando, all’improvviso, è diventato paonazzo e,
guardando sbigottito il padre, ha cominciato a lamentarsi e poi a
urlare per il dolore. Il babbo ha capito quel che era accaduto, ha
calmato il ragazzo e poi cercato di estrargli il segnalino che però
si era ormai infilato nel naso in maniera da impedire qualsiasi
tentativo di estrazione e provocava difficoltà respiratori al
ragazzino. Che è stato accompagnato al pronto soccorso pediatrico e
poi trasferito in Clinica pneumologica. Dove gli specialisti hanno
cercato di estrargli il «segnalino» in broncoscopia. Inutilmente.
Infine, il trasferimento al Bosinco di Cagliari dove c’è un
broncoscopio più sofisticato.
(20 novembre 2009)