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lunedì 06.09.2010 ore 10.37
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Equipolymers ai thailandesi, è fatta

Indorama ottiene da Eni le garanzie sulle materie prime e chiude l’accordo con Dow
di Giovanni Bua
UNA STRETTA di mano nello studio milanese dell’avvocato Ubaldo Livolsi. Tra l’amministratore delegato di Equipolymers Italia, Roberto Lombardi, il patron di Indorama, Aloke Lohia, e il suo compagno di cordata, l’imprenditore milanese Paolo Clivati.

Così si è concluso (manca la firma, ma è una formalità) il passaggio di mano dello stabilimento che produce Pet nella piana di Ottana.

Ieri mattina a Roma l’ultima puntata. Con l’ad di Polimeri Europa (Eni) Alberto Maria Alberti che, di fronte al braccio destro di Scajola Giampietro Castano e al vice presidente di Confindustria Roberto Bornioli, ha dato l’ok a Clivati e Lohia per la fornitura della materia prima dallo stabilimento di Sarroch. «Polimeri Europa dà la disponibilità - si legge nel verbale - a proseguire il confronto su fornitura, stoccaggio e trasporto di paraxilene nella prospettiva di utilizzo a piena capacità degli impianti di Ottana». Un documento in realtà abbastanza sibillino (Indorama-Ottana Energia si impegnano a comprare da Sarroch anche il poco utile metaxilene, e Polimeri Europa non garantisce che le produzioni verranno fatte nell’isola) ma abbastanza chiaro da vincere le ultime resistenze del colosso thailandese. Con Lohia e Clivati che, appena usciti da ministero, sono saliti sul jet privato di Indorama e hanno raggiunto Milano, per la «storica» stretta di mano.

Ottana è salva dunque. E tutti gioiscono. A iniziare da Cappellacci: «Un passo decisivo compiuto dopo il decisivo accordo firmato a Cagliari per lo sviluppo della Sardegna centrale». Per continuare con Alberti: «Sono state poste le basi di una fruttifera collaborazione». E finire con Scajola: «Un’intesa che garantirà la necessaria prosecuzione e sviluppo del sito industriale sardo». Ma, trattativa a parte, c’è da sottolineare il risultato più prezioso che la Sardegna centrale incassa da questa infinita vertenza: la conferma che «uniti si può vincere». La battaglia sui costi di energia, servizi e trasporti infatti parte da lontano. E la compravendita di Equipolymers è stata solo il cavallo di Troia dentro cui Provincia, Confindustria, sindaci e sindacati hanno «nascosto» le loro storiche rivendicazioni. Basti per tutti la parte energetica dell’a ccordo siglato in Regione martedì. Che ricalca fedelmente il documento firmato in Provincia a giugno del 2009 (dopo oltre un anno di trattative) tra Paolo Clivati,
Roberto Deriu, sindaci, sindacati e Confindustria. Intorno a quell’< > accordo, e alla successiva proposta di Clivati di acquistare Equipolymers, si è lentamente stretta la «falange» nuorese. Che in un anno ha ottenuto più di quanto negli ultimi decenni il territorio avesse mai osato pensare. Questo grazie a un lavoro di squadra in cui tutti hanno giocato fuori dai loro tradizionali ruoli, concentrati unicamente sull’obiettivo finale.

A iniziare dalla Provincia appunto, che ha il merito di aver da subito «scommesso» su Clivati. Per proseguire con i sindacati, con il trio Mussoni-Ganga-Pittalis (a cui poi è subentrata la Corda) e in seconda battuta con l’Ugl di Luca Usai. Che da una parte hanno tenuto «calde» le piazze. E dall’altra hanno messo in campo rapporti molto personali (ottimo quello di Ganga con l’amico scout Mastrobuono ad esempio) con i vertici del ministero. E poi Confindustria, che dopo una partenza lenta (a lungo ha tentato di convincere la Dow a restare) ha ingranato la quarta, diventando tra i critici più severi della multinazionale americo-kuwaitiana, e tra i più «presenti» in ogni fase della trattativa. E infine i politici del territorio. In particolare Paolo Maninchedda e Bruno Murgia. Che hanno fatto da collegamento con Regione e Parlamento. E, spesso a fari spenti, hanno seguito passo passo tutte le partite fondamentali. Il fuoriclasse è però uno: Paolo Clivati. Tanto garbato quanto risoluto ha iniziato la battaglia per non perdere il suo «cliente» (Equipolymers compra quasi tutta la produzione di Ottana Energia) e ha alzato l’a sticella a ogni passaggio. Ottenendo tutto l’ottenibile. E, se l’i mpressione che l’altrettanto garbato e risoluto Aloke Lohia ha dato in questi tre giorni sarà confermata, la bella favola di Ottana potrebbe essere solo all’inizio.
(19 marzo 2010)
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