Brindisi con Zapatero, e ora i russi
Ma la Sardegna viene tagliata fuori dal piano sulle autostrade del mare
di Guido Piga
LA MADDALENA. Berlusconi gli dà un buffetto sulle
guance. Cappellacci si inchina. Zapatero lo saluta. Sorride. Lo
ricevono alla grande. «Aggiustati la cravatta» gli consiglia
Berlusconi. Lo fa: la stringe. I fotografi immortalano la stretta
di mano. Poi comincia Italia-Spagna a porte chiuse, dentro l’ex
arsenale al debutto come sede di vertici internazionali. Il
prossimo a novembre: ospite la Russia. Poche ore di colloqui.
Intese politiche (linea comune sulla lotta all’emigrazione),
accordi economici. Perfetta parità, totale armonia. Ma la Sardegna
perde: niente autostrade del mare. L’inno spagnolo, poi quello
italiano, infine quello sardo. La Brigata Sassari gliele suona, a
Zapatero, premier di quello che fu un impero che dominò la
Sardegna. Alle 11 l’ex arsenale si apre al mondo, dopo gli anni di
chiusura militare. «Ringrazio l’Italia per aver scelto un posto
così gradevole» dirà Zapatero ai giornalisti.
Berlusconi è in forma. Ha la possibilità di mettere in campo il suo
pezzo forte: vendere. Davanti a un plastico dell’ex arsenale. Non
si frena. «Guarda che cosa abbiamo fatto in un anno. Questo è il
centro congressi, quello là è il polo per la nautica, quell’altro è
l’albergo». Zapatero sorride. Berlusconi parla in italiano, non c’è
traduttore, ma insomma, ci si capisce. Presenta Angelo Comiti a
Zapatero. «Questo è il sindaco della Maddalena. Sai, è un po’
arrabbiato con me perché ho spostato il G8. Ma, sindaco, ho
promesso otto vertici qui alla Maddalena, e questo è solo il
primo». Comiti ci crede: «Non ho motivo di dubitarne». «Me l’ha
detto davanti alla Marcegaglia» conferma Massimo Putzu, presidente
degli industriali sardi. E infatti, dietro le quinte, ecco la
notizia: a novembre ci sarà un vertice Italia-Russia. E un’i
ndiscrezione: potrebbe tenersi un incontro tra Italia, Spagna,
Francia, Grecia e cinque paesi africani.
Berlusconi e Zapatero parlano dentro il palazzo delle conferenze,
disegnato da Stefano Boeri. In un’altra stanza, i ministri (per l’I
talia, Maroni, La Russa, Frattini, Tremonti, Matteoli, Ronchi,
Scajola). In una sala dell’hotel, gli industriali italiani e
spagnoli. Emma Marcegaglia fa la padrona di casa: come presidente e
come numero 1 della società che gestisce tutta la struttura. La
sala da pranzo è pronta. Berlusconi ci porta Zapatero. «No,
signori: quel tavolo non va bene, ci sono troppi addobbi, rifatelo»
ordina. Quel tavolo è il suo. I camerieri fanno una prodezza,
presidente accontentato.
I ministri hanno già finito. La Russa scherza con la collega della
Difesa spagnola, la Chacon. «Chi vince tra Inter e Barcellona?».
Lei sorride. E lui, interista intraprendente, va all’attacco: «Ci
avete preso Ibra, ma noi siamo più forti...». Ok, d’accordo. Ma
Berlusconi? «Visto che mare? - fa la Russa -. Ha deciso di fare un
tuffo». Risate. Berlusconi arriva con Zapatero, tutti insieme
studiano le carte preparate da mesi. E le portano alla firma,
davanti ai giornalisti. Il ministro Matteoli e quello dei Lavori
pubblici spagnolo, Blanco Lopez, usano la penna per sottoscrivere l’
accordo sulle autostrade del mare (400mila Tir che non passeranno
più sulle strade nei prossimi due anni). La Sardegna è al centro
del Mediterraneo, ma non per Italia e Spagna: i porti dentro l’a
ffare sono quelli di Civitavecchia, Genova, Livorno, Salerno e
Carrara. Una beffa.
(11 settembre 2009)