Acqua, tariffe aumentate del 6%
I sindaci contro la privatizzazione. Cherchi: la Regione deve intervenire
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. Anche in Sardegna l’acqua sarà
privatizzata e i sindaci non solo sono preoccupati ma sono decisi a
dare battaglia. I primi cittadini ne hanno parlato nei lavori dell’u
ltima seduta del Consiglio regionale dell’Anci e hanno deciso di
convocarsi per giovedì 25 marzo in assemblea generale.
«L’acqua è un bene di tutti e non deve essere gestita come una
merce qualsiasi», è stata la tesi sostenuta dal sindaco di Suelli,
Roberto Aru, che ha svolto all’Anci una relazione sullo «stato» del
settore idrico. Una situazione che, come tutti gli utenti di
Abbanoa sanno, è delicata per una serie di fattori e naturalmente
per il rincaro delle tariffe che il commissario dell’Autorità d’a
mbito ha aumentato del sei per cento, come ha denunciato il
presidente dell’Anci, Tore Cherchi.
Il no alla privatizzazione dell’acqua, da parte dei sindaci, è
netto. E la data che dovrebbe segnare la svolta è già scritta: il
31 dicembre di quest’anno, giorno in cui, secondo un decreto del
governo, cesserà l’affidamento in house del servizio idrico a
favore di una gestione totalmente privatizzata o affidata a una
società mista pubblico-privata con il socio partecipante almeno al
quaranta per cento.
«Tutto questo avviene mentre in Francia stanno tornando indietro
dalla privatizzazione», afferma Tore Cherchi, «su un bene primario
non devono essere fatti profitti e la privatizzazione all’esterno
ha dimostrato di non creare efficienza ma solo maggiori costi per i
cittadini». L’Anci si rivolge alla Regione: «Deve rompere il
silenzio e battersi per ottenere la deroga prevista dalla legge. La
gestione deve restare pubblica». Ma non è tutto. L’associazione dei
Comuni è indignata per «il persistere del commissariamento dell’A
to, il Consorzio obbligatorio dei comuni per il servizio idrico
integrato. «Il commissario», ricorda Cherchi, «deve limitarsi all’o
rdinaria amministrazione e indire le elezioni degli organi del
consorzio. Invece fa l’esatto contrario: ha aumentato le tariffe e
prepara il nuovo Piano d’ambito».
Giovedì 25 i sindaci daranno l’ultimatum alla Regione. Se la Giunta
Cappellacci non dovesse intervenire potrebbero essere avviata un’a
zione legale. Infine il ruolo di Abbanoa contro cui i cittadini
sono sempre più inferociti: «A ragione», sostiene l’Anci in un
documento, «perché la carte dei servizi è spesso disattesa». Una
gestione che risente della situazione finanziaria sull’orlo del
baratro per la sottocapitalizzazione e per le difficoltà nella
riscossione delle bollette. E che porta a gravi disfunzioni come
risulta, ad esempio, dagli impianti di depurazione: circa la metà
ha problemi strutturali e gestionali. In alcune aree a forte
vocazione turistica, dove d’estate la popolazione è moltiplicata,
gli impianti non reggono. «Servono azioni urgenti per rendere
efficiente il servizio integrato». E servono investimenti.
(17 marzo 2010)