EQUIPOLYMERS
Ottana, rinascita con l’Asia
Siglato Patto con la Regione
Indorama pronta a comprare Equipolymers: firmato con la Regione il Patto per il territorio. Giovedì 18 marzo il colosso thailandese e Clivati dovrebbero chiudere l’acquisto. Ultimo nodo: il sì dell’Eni
di Giovanni Bua
CAGLIARI. Una tappa decisiva. In una lunga
maratona. Iniziata nel gennaio del 2009, quando Dow-Pic annunciò
che voleva dismettere il suo stabilimento a Ottana. E che potrebbe
concludersi domani a Roma. Con il definitivo passaggio di
Equipolymers nelle mani della joint venture formata dai thailandesi
di Indorama e da Ottana Energia di Paolo Clivati. Rimane da
superare l’ultimo scoglio: il via libera della Polimeri Europa
(controllata Eni) a raddoppiare le materie prime sfornate dal suo
stabilimento di Sarroch. Ma tutti sono fiduciosi. A iniziare da
Clivati e da Aloke Lohia, il patron di Indorama. Che ieri a
Cagliari hanno firmato con sindacati, Regione, Confindustria ed
enti locali il «Patto per il territorio».
Patto con il quale la Regione si impegna a rimuovere tutti gli
ostacoli «storici» che da sempre azzoppano l’industria della
Sardegna centrale: energia, servizi e trasporti. Impegno che
Indorama aveva posto come condizione imprescindibile per chiudere
la trattativa. Energia. Ottana Energia va avanti con la costruzione
dell’impianto solare termodinamico da 20 Mw, di uno fotovoltaico da
10 Mw. E con il completamento e il revamping dell’attuale centrale
e la realizzazione di una centrale ex-novo da 400 Mw. La Regione si
impegna a fornire tutte le autorizzazioni (eventualmente
modificando anche le zone Sic e Zps) e ad assicurare gli
investimenti e le opere accessorie. Tra cui il collegamento al
gasdotto e alla rete elettrica, che verranno inclusi all’interno
del piano energetico regionale.
Trasporti. Verranno stanziati 3 milioni per realizzare un tronco
ferroviario che permetterà di avere anche su Porto Torres la
banchina abilitata all’imbarco e sbarco dei treni con direzione
Savona. Equipolymers fornirà i dati per definire la proposta di
costruzione del treno-blocco, composto da vagoni o da Teu da
caricare su nave per poi ricaricarli su treno. I treni godranno del
«ferro-bonus», misura varata dal governo per spostare le merci da
gommato a ferroviario, cui parteciperà anche la Regione. Si stanno
facendo inoltre verifiche sull’eventuale ampiezza della piastra
logistica di Borore, che dev’essere dimensionata in rapporto alla
quantità di merci. La Regione si fa inoltre promotore della
vertenza con Trenitalia per il ripristino del traghetto Golfo
Aranci-Civitavecchia. Servizi. La Regione si impegna a ridurre i
costi dei servizi nel biennio 2010-2011 del 50%, finanziando un
programma di diminuzione progressiva dell’organico mediante l’i
ncentivazione all’esodo (volontario) del personale.
Domani a Roma. Rimane solo l’ultimo ostacolo: la fornitura di
materie prime da Polimeri Europa. I thailandesi sono stati chiari:
l’impianto (che produce pet, la plastica per bottiglie) è
redditizio solo se marcia al 100%. Serve dunque il doppio delle
materie prime. L’Eni ha fatto (e fa) resistenze per raddoppiare la
produzione di paraxilene di Sarroch. Ma domani sarà a Roma al
vertice ministeriale. E, di fronte al braccio destro di Scajola
Giampietro Castano, dovrà dire inevitabilmente l’ agognato sì. Se
tutto andrà bene la compravendita si farà in giornata. Al massimo
venerdì.
Un territorio unito. Alla firma dell’accordo di ieri, intanto,
insieme alla Regione e a Lohia-Clivati, erano schierati molti dei
rappresentanti del territorio che questa maratona hanno corso dall’i
nizio: Ignazio Ganga (Cisl), Gianfranco Mussoni (Cgil), Felicina
Corda (Uil), Luca Usai (Ugl). E poi Salvatore Nieddu e Roberto
Bornioli (Confindustria). Tutti (assenti compresi, tra cui i
pluriringraziati Paolo Maninchedda e Bruno Murgia) hanno incassato
il plauso di Cappellacci. «Per una vertenza che è stata portata
avanti - ha detto il governatore - per la prima volta in maniera
davvero unitaria». Effettivamente il territorio nuorese ha dato una
inconsueta, e per molti versi entusiasmante, prova di forza e
unità.
«Era da sette anni che non entravamo alla Regione - ha scherzato
Ganga - eravamo abituati a fare riunioni di fronte ai cancelli
delle fabbriche». Questa volta però, oltre che in Regione,
sindacati, Confindustria, Provincia, Comuni, consiglieri regionali
e parlamentari hanno bussato a tutte le porte possibili e fatto
tutte le possibili pressioni. Con in testa solo un risultato:
salvare Equipolymers, e con lei salvare Ottana.
(17 marzo 2010)