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giovedì 29.07.2010 ore 20.27
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EQUIPOLYMERS
Ottana, rinascita con l’Asia
Siglato Patto con la Regione

Indorama pronta a comprare Equipolymers: firmato con la Regione il Patto per il territorio. Giovedì 18 marzo il colosso thailandese e Clivati dovrebbero chiudere l’acquisto. Ultimo nodo: il sì dell’Eni
di Giovanni Bua
CAGLIARI. Una tappa decisiva. In una lunga maratona. Iniziata nel gennaio del 2009, quando Dow-Pic annunciò che voleva dismettere il suo stabilimento a Ottana. E che potrebbe concludersi domani a Roma. Con il definitivo passaggio di Equipolymers nelle mani della joint venture formata dai thailandesi di Indorama e da Ottana Energia di Paolo Clivati. Rimane da superare l’ultimo scoglio: il via libera della Polimeri Europa (controllata Eni) a raddoppiare le materie prime sfornate dal suo stabilimento di Sarroch. Ma tutti sono fiduciosi. A iniziare da Clivati e da Aloke Lohia, il patron di Indorama. Che ieri a Cagliari hanno firmato con sindacati, Regione, Confindustria ed enti locali il «Patto per il territorio».

Patto con il quale la Regione si impegna a rimuovere tutti gli ostacoli «storici» che da sempre azzoppano l’industria della Sardegna centrale: energia, servizi e trasporti. Impegno che Indorama aveva posto come condizione imprescindibile per chiudere la trattativa. Energia. Ottana Energia va avanti con la costruzione dell’impianto solare termodinamico da 20 Mw, di uno fotovoltaico da 10 Mw. E con il completamento e il revamping dell’attuale centrale e la realizzazione di una centrale ex-novo da 400 Mw. La Regione si impegna a fornire tutte le autorizzazioni (eventualmente modificando anche le zone Sic e Zps) e ad assicurare gli investimenti e le opere accessorie. Tra cui il collegamento al gasdotto e alla rete elettrica, che verranno inclusi all’interno del piano energetico regionale.

Trasporti. Verranno stanziati 3 milioni per realizzare un tronco ferroviario che permetterà di avere anche su Porto Torres la banchina abilitata all’imbarco e sbarco dei treni con direzione Savona. Equipolymers fornirà i dati per definire la proposta di costruzione del treno-blocco, composto da vagoni o da Teu da caricare su nave per poi ricaricarli su treno. I treni godranno del «ferro-bonus», misura varata dal governo per spostare le merci da gommato a ferroviario, cui parteciperà anche la Regione. Si stanno facendo inoltre verifiche sull’eventuale ampiezza della piastra logistica di Borore, che dev’essere dimensionata in rapporto alla quantità di merci. La Regione si fa inoltre promotore della vertenza con Trenitalia per il ripristino del traghetto Golfo Aranci-Civitavecchia. Servizi. La Regione si impegna a ridurre i costi dei servizi nel biennio 2010-2011 del 50%, finanziando un programma di diminuzione progressiva dell’organico mediante l’i ncentivazione all’esodo (volontario) del personale.


Domani a Roma. Rimane solo l’ultimo ostacolo: la fornitura di materie prime da Polimeri Europa. I thailandesi sono stati chiari: l’impianto (che produce pet, la plastica per bottiglie) è redditizio solo se marcia al 100%. Serve dunque il doppio delle materie prime. L’Eni ha fatto (e fa) resistenze per raddoppiare la produzione di paraxilene di Sarroch. Ma domani sarà a Roma al vertice ministeriale. E, di fronte al braccio destro di Scajola Giampietro Castano, dovrà dire inevitabilmente l’ agognato sì. Se tutto andrà bene la compravendita si farà in giornata. Al massimo venerdì.

Un territorio unito. Alla firma dell’accordo di ieri, intanto, insieme alla Regione e a Lohia-Clivati, erano schierati molti dei rappresentanti del territorio che questa maratona hanno corso dall’i nizio: Ignazio Ganga (Cisl), Gianfranco Mussoni (Cgil), Felicina Corda (Uil), Luca Usai (Ugl). E poi Salvatore Nieddu e Roberto Bornioli (Confindustria). Tutti (assenti compresi, tra cui i pluriringraziati Paolo Maninchedda e Bruno Murgia) hanno incassato il plauso di Cappellacci. «Per una vertenza che è stata portata avanti - ha detto il governatore - per la prima volta in maniera davvero unitaria». Effettivamente il territorio nuorese ha dato una inconsueta, e per molti versi entusiasmante, prova di forza e unità.

«Era da sette anni che non entravamo alla Regione - ha scherzato Ganga - eravamo abituati a fare riunioni di fronte ai cancelli delle fabbriche». Questa volta però, oltre che in Regione, sindacati, Confindustria, Provincia, Comuni, consiglieri regionali e parlamentari hanno bussato a tutte le porte possibili e fatto tutte le possibili pressioni. Con in testa solo un risultato: salvare Equipolymers, e con lei salvare Ottana.
(17 marzo 2010)
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