Alcoa, tavolo rinviato a lunedì
Governo: no a chiusura impianti
Garantito ad Alcoa l'impegno in sede Ue, ma la multinazionale americana chiede maggiori garanzie e maggiore rapidità per la conversione in legge del decreto di abbattimento dei costi energetici. L'incontro l'8 febbraio
Roma - Il governo ha garantito ad Alcoa l'impegno in sede Ue ma non
è bastato per superare le perplessità della multinazionale
americana dell'alluminio e l'incontro è stato riaggiornato all'8
febbraio, dopo una pausa di circa 4 ore chiesta dalla stessa
azienda. Un tempo che l'ad di Alcoa Italia, Giuseppe Toia, si era
preso per avviaree contatti con la casa madre Usa e che, se in un
primo momento aveva lasciato intravedere spiragli, ha portato poi
solo al rinvio del tavolo.
ALCOA A ROMA Cronaca
| Foto
| Video
L'azienda chiede infatti maggiori garanzie e maggiore rapidità
rispetto alla data del 22 marzo indicata dall'esecutivo, scadenza
per la conversione in legge del decreto di abbattimento dei costi
energetici. L'impegno di un'accelerazione dell'esame del dl a
Bruxelles è stato garantito nel corso di una telefonata tra il
premier, Silvio Berlusconi, e il presidente della Commissione
europea, Josè Manuel Barroso. Al termine del tavolo il governo ha
comunque chiarito che non tollererà una chiusura degli impianti
prima dell'8 febbraio e che se ciò dovesse accadere si attiverà di
conseguenza nei confronti della multinazionale.
Dal canto loro i sindacati, delusi dall'"inaffidabilità"
dell'azienda, hanno chiesto al governo di utilizzare tutti i mezzi
a tutela e salvaguardia degli addetti italiani del gruppo, a
partire dal sequestro attivo degli impianti. Allo stesso tempo le
organizzazioni del lavoro hanno invitato gli operai a presidiare
gli stabilimenti almeno fino a lunedì prossimo. La segretaria
confederale della Cgil, Susanna Camusso, ha fatto sapere che il
governo ha chiesto all'azienda di mantenere l'apertura, "fino al 22
marzo, ma anche fino al 28 febbraio, data indicata dalla stessa
Alcoa come termine per una risposta definitiva da parte della
Commissione europea" e ha poi chiesto all'ad di Alcoa Italia "di
andare in Usa per discutere direttamente con la direzione della
multinazionale americana".
Per il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini,"il gruppo
industriale degli Usa ha deciso nuovamente di rinviare ogni
decisione, per non assumersi la dovuta responsabilità verso i
lavoratori che meritano di conoscere quale sarà il loro futuro. Se
l'azienda prosegue con l'atteggiamento dimostrato anche nel corso
di questa sera usando azioni unilaterali - ha aggiunto - è bene che
conosca quale può essere la reazione dei lavoratori".
(03 febbraio 2010)