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lunedì 22.03.2010 ore 07.40
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Alcoa, i sindacati invieranno una nutrita delegazione all’incontro col governo

A Venezia intanto gli operai di Fusina eseguono uno spogliarello in stile "Full Monty"
di Giuseppe Centore
PORTOVESME. Un «Full Monty» ha aperto sabato sera il carnevale di Venezia in piazza San Marco: tre operai dell’Alcoa di Fusina sul palco hanno eseguito uno spogliarello al travolgente ritmo di musica, per segnalare i problemi della loro fabbrica: 450 posti a rischio a Porto Marghera, 500 a Porto Vesme, altri 500 nell’ indotto.

Uno spogliarello, andato in scena nonostante una leggera pioggia e cinque gradi di temperatura, che ha aperto l’ennesima settimana decisiva per Alcoa. La prima notizia fa ben sperare: ieri è arrivata la nave dalla Spagna carica di allumina che andrà, circa 7mila tonnellate che dovrebbero assicurare autonomia per una dozzina di giorni. Sul fronte sindacale, intanto, da registrare la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Cub di inviare una nutrita delegazione a Roma, per l’incontro decisivo di giovedì prossimo. Non ci saranno solo i segretari territoriali, e quelli confederali, ma piazza Montecitorio sarà di nuovo occupata dai lavoratori sardi, a cui si affiancheranno quelli veneti.

Sul caso Alcoa ieri è intervenuto anche il ministro Brunetta, candidato a sindaco di Venezia: «Non permetteremo a nessuna multinazionale di prendere i soldi dallo stato e poi andarsene via».

L’incontro di giovedì sarà preceduto da un altro appuntamento, importante e delicato, il giorno prima a Bruxelles. Nella sede della Commissione europea, si svolgerà infatti una riunione tecnica tra i rappresentanti dell’esecutivo comunitario e gli esperti del governo italiano, sul decreto legge varato a fine mese. Secondo molti osservatori quel giorno potrebbe arrivare un giudizio di merito: se fosse positivo farebbe venir meno l’ultimo ostacolo alla permanenza di Alcoa nel nostro paese, se invece da Bruxelles arrivassero dubbi sull’efficacia del decreto, il governo si ritroverebbe con una arma spuntata e con l’impossibilità di garantire ad Alcoa le tre condizioni per proseguire la sua attività: contratto almeno triennale, a prezzo concordato e in linea con la media europea e senza il rischio di ulteriori procedimenti ispettivi da parte della Concorrenza.


Il governo tuttavia farebbe bene a non fidarsi solo dei pareri che eventualmente dovessero emergere dalla riunione con i tecnici dell’U e. Anche nel passato, proprio su questo provvedimento, la Commissione ha in parte smentito i suoi stessi uffici, assumendo una posizione più intransigente e rispettosa dei Trattati, e così giudicando inefficace un provvedimento, da lei caldeggiato, come il Vpp (cioè la creazione di un sistema di produttori virtuali che estendessero la platea dei venditori di energia in Sardegna). Il punto fermo della Commissione, da diversi anni a questa parte, è la scarsa concorrenza nel mercato elettrico sardo, a causa del duopolio storico Enel-E.On (prima Endesda). Anche l’Autorità per l’E nergia ha giudicato il mercato sardo governato da un duopolio, ma non è riuscita a scalfirlo. Contro questo duopolio, ritenuto responsabile (insieme all’uso di materie prime dai costi elevati) della differenza tra il prezzo medio nel resto del paese e quello sardo, la Commissione le ha tentate tutte, ma senza esiti. Ora il governo gioca la carta della sicurezza energetica. Convincerà Bruxelles?
(08 febbraio 2010)
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