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lunedì 22.03.2010 ore 08.40
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A scuola per sognare di fare l'astronauta

A organizzare il campus è stata SpaceLand: sono previste simulazioni di voli 'speciali' sulla Luna e su Marte
di Luisa Satta
OLBIA. Se avete sempre sognato di provare il brivido dell’assenza di gravità e di immaginarvi astronauti che atterrano sulla Luna e su Marte, vi si offre un’opportunità. Domani e venerdì, all’Hotel Melià e Geovillage di Olbia apre il primo campus pubblico aerospaziale per l’addestramento e voli in “gravità lunare”, “gravità marziana” ed in “assenza di peso”.

E’ un’iniziativa di SpaceLand, la società nata nel 2000 contemporanenamente alla candidatura di Carlo Viberti come cosmonauta-ingegnere di bordo per la missione scientifica Italia-Mir.

Le due giornate rappresentano per ora soprattutto un momento di informazione, in vista delle missioni che partiranno nei prossimi mesi da Cape Canaveral e che hanno avuto un precedente nel 2005 quando il primo Boeing che riproduceva le condizioni di assenza di gravità, grazie a forti accelerazioni, è decollato con a bordo un uomo di 86 anni e una donna disabile. Un «gioco» che però ci si deve poter permettere visto che vanno investiti dai 3500 ai settemila euro, ma per il quale bisogna «essere assolutamente preparati fisicamente e psicologicamente», spiega Giuseppe Tambè, responsabile marketing di SpaceLand che ha lanciato l’iniziativa.

«Rivolta - aggiunge Tambè - non solo al pubblico di curiosi che sicuramente non mancherà di approfittare dell’occasione, ma anche e soprattutto ad esperti e scienziati. E’ chiaro che per diventare astronauti servono i corsi delle agenzie spaziali. La nostra scuola vuole far sorgere interesse».

SpaceLand questa volta ha voluto scegliere la Sardegna per la sua dimostrazione. E non a caso. Visto che in una regione turistica anche la possibilità di allenarsi per viaggiare nello spazio può calamitare presenze. Ma dell’esperimento si vogliono anche dimostrare le potenzialità mediche e scientifiche: basti pensare alle applicazioni nei settori della robotica e della scienza dei materiali, nella neurofisiologia, in biomedicina e nella ricerca su osteoporosi e cellule staminali. A partire dalle 15 di giovedì e fino al pomeriggio di venerdì, quindi, via al luna park dello spazio con il pubblico che potrà diventare protagonista.


E’ previsto un addestramento subacqueo in piscina (basteranno bombole e boccaglio) e a terra. E inoltre la simulazione di missioni ai confini con la fantascienza, «in decollo» dal terminale Eccelsa di Olbia, incluse le prove di qualifica per le missioni a Cape Canaveral alle quale hanno aderito alcuni noti personaggi, il nome dei quali è per ora segreto come molte missioni nello spazio. Alcune delle attività saranno interattive per gli operatori turistici. E’ prevista anche la proiezione di filmati e documentari su «avventure» vissute in tempi recenti e lontani. Si sa, il fascino dei viaggi stellari non risparmia nessuno e si potranno rivivere i momenti dello sbarco dell’Apollo sulla Luna e fantasticare di poter in futuro passeggiare sul «pianeta rosso».

A SpaceLand dicono che tutto rientra nell’ambito del progetto che prevede la costruzione di un centro di eccellenza e la costituzione di un consorzio pubblico-privato con enti sardi e nazionali.
Lo scorso settembre a Chia Laguna Space Land aveva presentato a livello internazionale le opportunità proprie del settore aerospaziale nel settore della sperimentazione in microgravità. L’i sola era stata scelta per la possibilità, grazie alle molteplici sinergie interdisciplinari derivabili dalle missioni di volo cosiddetto “parabolico”, di preparare e realizzare campagne scientifiche e divulgativo-formative. L’intento è di coinvolgere in modo sistematico sia il mondo della ricerca medico-scientifica, dell’industria e dell’imprenditoria”hig tech”, sia le economie locali, incluse le piccole e medie imprese, e compresi gli studenti, le strutture culturali e turistiche.

SpaceLand è convinta che il turismo aerospaziale possa aprire opportunità di comunicazione, di formazione e di lavoro. Un settore innovativo che potrebbe dare impulso allo sviluppo economico locale, garantendo quella destagionalizzazione dell’attività turistico-culturale che è uno degli obiettivi mai centrati. Insomma, l’obiettivo è quello di far diventare la Sardegna «prima Isola dello Spazio», sfruttando la tecnologia, la cultura e l’economia locale per dodici mesi all’anno. Un sogno ambizioso, come quello di far l’astronauta.
(28 ottobre 2009)
 
 
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