A scuola per sognare di fare l'astronauta
A organizzare il campus è stata SpaceLand: sono previste simulazioni di voli 'speciali' sulla Luna e su Marte
di Luisa Satta
OLBIA. Se avete sempre sognato di provare il
brivido dell’assenza di gravità e di immaginarvi astronauti che
atterrano sulla Luna e su Marte, vi si offre un’opportunità. Domani
e venerdì, all’Hotel Melià e Geovillage di Olbia apre il primo
campus pubblico aerospaziale per l’addestramento e voli in “gravità
lunare”, “gravità marziana” ed in “assenza di peso”.
E’ un’iniziativa di SpaceLand, la società nata nel 2000
contemporanenamente alla candidatura di Carlo Viberti come
cosmonauta-ingegnere di bordo per la missione scientifica
Italia-Mir.
Le due giornate rappresentano per ora soprattutto un momento di
informazione, in vista delle missioni che partiranno nei prossimi
mesi da Cape Canaveral e che hanno avuto un precedente nel 2005
quando il primo Boeing che riproduceva le condizioni di assenza di
gravità, grazie a forti accelerazioni, è decollato con a bordo un
uomo di 86 anni e una donna disabile. Un «gioco» che però ci si
deve poter permettere visto che vanno investiti dai 3500 ai
settemila euro, ma per il quale bisogna «essere assolutamente
preparati fisicamente e psicologicamente», spiega Giuseppe Tambè,
responsabile marketing di SpaceLand che ha lanciato l’iniziativa.
«Rivolta - aggiunge Tambè - non solo al pubblico di curiosi che
sicuramente non mancherà di approfittare dell’occasione, ma anche e
soprattutto ad esperti e scienziati. E’ chiaro che per diventare
astronauti servono i corsi delle agenzie spaziali. La nostra scuola
vuole far sorgere interesse».
SpaceLand questa volta ha voluto scegliere la Sardegna per la sua
dimostrazione. E non a caso. Visto che in una regione turistica
anche la possibilità di allenarsi per viaggiare nello spazio può
calamitare presenze. Ma dell’esperimento si vogliono anche
dimostrare le potenzialità mediche e scientifiche: basti pensare
alle applicazioni nei settori della robotica e della scienza dei
materiali, nella neurofisiologia, in biomedicina e nella ricerca su
osteoporosi e cellule staminali. A partire dalle 15 di giovedì e
fino al pomeriggio di venerdì, quindi, via al luna park dello
spazio con il pubblico che potrà diventare protagonista.
E’ previsto un addestramento subacqueo in piscina (basteranno
bombole e boccaglio) e a terra. E inoltre la simulazione di
missioni ai confini con la fantascienza, «in decollo» dal terminale
Eccelsa di Olbia, incluse le prove di qualifica per le missioni a
Cape Canaveral alle quale hanno aderito alcuni noti personaggi, il
nome dei quali è per ora segreto come molte missioni nello spazio.
Alcune delle attività saranno interattive per gli operatori
turistici. E’ prevista anche la proiezione di filmati e documentari
su «avventure» vissute in tempi recenti e lontani. Si sa, il
fascino dei viaggi stellari non risparmia nessuno e si potranno
rivivere i momenti dello sbarco dell’Apollo sulla Luna e
fantasticare di poter in futuro passeggiare sul «pianeta
rosso».
A SpaceLand dicono che tutto rientra nell’ambito del progetto che
prevede la costruzione di un centro di eccellenza e la costituzione
di un consorzio pubblico-privato con enti sardi e nazionali.
Lo scorso settembre a Chia Laguna Space Land aveva presentato a
livello internazionale le opportunità proprie del settore
aerospaziale nel settore della sperimentazione in microgravità. L’i
sola era stata scelta per la possibilità, grazie alle molteplici
sinergie interdisciplinari derivabili dalle missioni di volo
cosiddetto “parabolico”, di preparare e realizzare campagne
scientifiche e divulgativo-formative. L’intento è di coinvolgere in
modo sistematico sia il mondo della ricerca medico-scientifica,
dell’industria e dell’imprenditoria”hig tech”, sia le economie
locali, incluse le piccole e medie imprese, e compresi gli
studenti, le strutture culturali e turistiche.
SpaceLand è convinta che il turismo aerospaziale possa aprire
opportunità di comunicazione, di formazione e di lavoro. Un settore
innovativo che potrebbe dare impulso allo sviluppo economico
locale, garantendo quella destagionalizzazione dell’attività
turistico-culturale che è uno degli obiettivi mai
centrati. Insomma, l’obiettivo è quello di far diventare la
Sardegna «prima Isola dello Spazio», sfruttando la tecnologia, la
cultura e l’economia locale per dodici mesi all’anno. Un sogno
ambizioso, come quello di far l’astronauta.
(28 ottobre 2009)