Scende in campo anche «il sardo» Berlusconi
«Invito i miei concittadini ad andare a votare, il Ppr ha bloccato lo sviluppo»
di Filippo Peretti
CAGLIARI. A quattro giorni dai referendum
regionali è sceso in campo il «cittadino sardo» Silvio Berlusconi.
Lo ha fatto ieri a Palazzo Chigi durante una conferenza stampa
sulla scuola. Il premier ha rivolto un appello agli elettori perché
domenica vadano a votare e si è apertamente schierato contro il
Piano paesaggistico. Un intervento che ha subito provocato nuove
polemiche.
L’appello è stato lanciato da Berlusconi nel rispondere a una
domanda rivoltagli da un giornalista sardo nella sala di Palazzo
Chigi riservata alle conferenze stampa. «Se potessi andare a votare
- ha affermato il premier riferendosi al referendum che propone di
abrogare la legge regionale cosiddetta “salvacoste” - andrei
sicuramente, perché ormai tutti hanno visto i risultati» della
normativa sarda votata all’inizio della legislatura, nel 2004, su
proposta della giunta di Renato Soru.
Una legge, ha detto ieri Berlusconi, che «col pretesto di salvare l’
ambiente ha condannato lo sviluppo economico». Mentre «io penso che
l’ambiente vada sicuramente rispettato ma penso che l’intervento
dell’uomo lo deve migliorare e non peggiorare, ma le regole non
devono limitare lo sviluppo, anzi lo devono incentivare».
Berlusconi ha suggerito anche la ricetta: «In Sardegna bisogna fare
ciò che non si è fatto sinora: creare infrastrutture che possano
consentire all’isola di attirare anche un turismo non legato ai
mesi estivi. Penso ai centri congressuali per un turismo culturale
e altre attività capaci di attirare turismo per tutto l’anno in
modo che l’occupazione alberghi non si fermi all’8 per cento ma
vada sopra il 50 per cento come ha da essere dove si punta sul
turismo».
Il leader del Centrodestra si è mostrato fiducioso: «Penso che i
cittadini sardi lo sappiano, il referendum darà buoni risultati. Io
dò un suggerimento calorissimo ai miei concittadini sardi di andare
a votare per cancellare una legge che ha dato risultati drammatici,
per dare alla Sardegna la possibilità di uno sviluppo
economico».
Berlusconi, a proposito della vocazione turistica dell’isola, si è
detto sicuro che la Sardegna possa puntare su questo settore: ha
criticato, però, un turismo che «affolla la Sardegna solo dal 15
luglio a fine agosto». Mentre le potenzialità, ha detto, sono
enormi, ad esempio puntando «sul verde» anche nei mesi
invernali.
E ha concluso: «Il turismo crea lavoro anche negli altri settori,
nell’agricoltura, nel commercio». Il presidente non si è invece
pronunciato sui risvolti politici dei referendum (oltre quello
sulla legge salvacoste, ci sono due quesiti contro Abbanoa e la
tariffa unica dell’acqua). Risvolti politici che guardano
soprattutto alle elezioni regionali del 2009: c’è chi pensa,
infatti, che questa tornata referendaria altro non sia che una
campagna elettorale anticipata dal Centrodestra.
Contro la presa di posizione di Berlusconi si è immediatamente
schierato il senatore Francesco Sanna (Partito democratico): «E’
una grave ingerenza politica e istituzionale», ha tuonato l’ex
consigliere regionale della Margherita. Sanna ha aggiunto: «Sarà
pure Berlusconi a decidere il candidato del Centrodestra alla
presidenza della Regione, ma il presidente del consiglio dei
ministri tenga il governo da una vicenda che non le compete sotto
alcun profilo».
Di paree diverso, ovviamente il deputato del Pdl Bruno Murgia, di
area An. «L’invito di Berlusconi a votare Sì contro la legge “
salvacoste” - ha detto Murgia - ci riempie di fiducia in vista del
voto di domenica. Il presidente del consiglio ha centrato il punto
fondamentale: dobbiamo trovare l’equilibrio tra sviluppo e
conservazione del’ambiente, restituendo ai Comuni la facoltà di
poter programmare il proprio futuro, rendendo la Sardegna un polo
di attrazione per un turismo lungo quattro stagioni, differenziato
e intelligente».
(03 ottobre 2008)