Rottura Soru-Ps
Cappellacci tratta col Psd’Az
I socialisti decisi ad andare da soli, tra i sardisti cresce la protesta dei rossomori
di Filippo Peretti
CAGLIARI. Giornate febbrili per la
definizione delle liste e delle coalizioni e per la messa a punto
delle campagne elettorali: sabato il primo confronto a distanza tra
Soru e Berlusconi. Ieri si è aggravato lo scontro tra Soru e i
socialisti, che sono decisi ad andare da soli. Oggi il leader del
Centrodestra Ugo Cappellacci cercherà di chiudere l’alleanza col
Psd’Az: per i sardisti non potrà essere un accordo al ribasso anche
perché è esplosa la rivolta dei «rossomori» che si presenteranno
nel Centrosinistra.
Ancora incertezze sui due listini. In
vista delle elezioni regionali anticipate del 15 e 16 febbraio, le
alleanze non sono state ancora definite con precisione e sono
ancora in corso i lavori sui listini regionali che si aprono con i
nomi dei candidati alla presidenza. Renato Soru vuole ampia
autonomia nelle scelte (anche se chiede designazioni) e punta a
candidare non politici ma personalità rappresentative della società
civile cui garantire l’elezione, in caso di vittoria, senza la
ricerca dei voti di preferenza personale. Anche Ugo Cappellacci è
orientato a presentare dei tecnici, anche se alcuni alleati come
Udc e Uds chiedono, chi più chi meno, uno spazio per i leader
politici per caratterizzare la coalizione.
I socialisti con un loro candidato. Il dialogo tra
Ps e Centrosinistra sembra definitivamente chiuso. La mediazione
tentata dall’ex segretario socialista Emidio Casula, favorevole all’
intesa con Soru, non avrebbe portato frutti. «Dobbiamo cogliere -
ha detto Casula - l’apertura fatta martedì da Soru». Il segretario
regionale Peppino Balia non è d’accordo: «Le aperture non si fanno
con i comizi, ma convocando le riunioni che abbiamo chiesto sul
programma sia a Soru che al Pd. Non è avvenuto. E noi stiamo
pensando alle nostre liste e a farle più che competitive. Ci
presenteremo da soli». Balia, ha la maggioranza nel partito? «Io -
ha risposto - dico di sì. Comunque riunirò la direzione e su mia
richiesta ci sarà anche il segretario nazionale Nencini». Il
vertice nazionale del Ps si è occupato già ieri del caso sardo.
«Soru novello Veltroni - ha detto Bobo Craxi - ha scaricato i
socialisti in Sardegna: con mentalità da padroncino pretendeva
infatti di mettere mano alle liste e ai candidati. Con questo tipo
di atteggiamenti, dispotici e faziosi, tra un diktat e una
registrazione occulta, la sinistra attuale appare una brutta
riedizione della nomenklatura dei Paesi dell’est».
Nel Pd si tratta, forse domani la direzione. Il
commissario Achille Passoni dovrebbe convocare per domani la
direzione regionale (forse a Santa Cristina di Paulilatino). L’o
biettivo è quello di decidere sui criteri per la composizione delle
liste e in particolare sulla riduzione da tre a due del limite dei
mandati. Ieri Passoni ha avuto l’occasione per parlare con il
leader dei dissidenti di area ds, Antonello Cabras: sono stati
assieme nel Sulcis-Iglesiente per problemi locali. Non è escluso
che rispetto alle dodici esclusioni ipotizzate, si possa arrivare a
un accordo: i filo Soru punterebbero a «salvare» il capogruppo
Antonio Biancu e gli assessori Massimo Dadea e Gian Valerio Sanna,
mentre l’area Cabras ha a cuore soprattutto i casi di Giacomo
Spissu e Silvio Lai. Soru, invece, sembra contrario alle deroghe.
Alla trattativa non partecipa l’area ex Margherita di Paolo Fadda,
l’unico dei dissidenti ad aver disertato martedì la convention di
Soru. Interpellato, Fadda non ha voluto fare commenti.
La guerra tra le due aree sardiste. A tenere le
due coalizioni con il fiato sospeso è lo scontro nel Psd’Az. La cui
maggioranza di Efisio Trincas e Giacomo Sanna ha deciso di trattare
con il Centrodestra di Ugo Cappellacci. Le accuse di Soru («stanno
ripetendo l’alleanza fatta con Mussolini») hanno incoraggiato i
dissidenti sardisti che si candideranno con una propria lista
(«rossomori») nel Centrosinistra.
Il vertice di Trincas con il Pdl. L’offensiva di
Soru che ha accusato Berlusconi di comportarsi da «colonizzatore»
ha reso più complicato il confronto odierno tra Trincas e
Cappellacci per la verifica delle condizioni per un accordo. Il Psd’
Az ha posto dodici condizioni, alcune delle quali potrebbero
risultare non digeribili ad alcuni alleati di Cappellacci, come l’a
rea di An. La riunione di svolgerà questo pomeriggio nella sede di
Forza Italia. Il leader del Centrodestra - ieri a Roma - è apparso
fiducioso, ma i sardisti non potranno fare sconti per non correre
il rischio di essere sorpassati a sinistra dai rossomori.