Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 22.11.2009 ore 03.25
PUBBLICITÀ

Referendum, quorum mancato
Fallita la spallata alla giunta Soru

L'appello di Silvio Berlusconi non è stato sufficiente. Il centrodestra sardo manca la spallata al governatore Renato Soru e alla sua giunta. Nell'isola vince l'astensione nella battaglia sull'abrogazione della legge salvacoste e di Abbanoa (le norme sulla gestione delle risorse idriche e sulla tariffa unica dell´acqua). I votanti sono stati trecentomila (20,4 per cento), ne occorrevano duecentomila in più. Il Pd afferma che questi risultati «premiano l'azione della giunta» L'Idv: «Sconfitto anche Berlusconi»
di Filippo Peretti
 CAGLIARI. Hanno votato poco più di trecentomila sardi, il 20,4 per cento dell'elettorato. I tre referendum sardi sono falliti, ha vinto di nuovo l'astensione, il Pdl di Mauro Pili, che aveva politicizzato l'appuntamento contro Renato Soru, non è riuscito a dare la spallata. Opposte, naturalmente, le valutazioni politiche. Qualche sorpresa nel voto: a Olbioa-Tempio, la provincia della Costa Smeralda, l'affluenza è stata di appena il 16,6 per cento (appena il 16,3 a Sassari).

 I dati ufficiali (quelli resi noti ieri dalla Regione si riferiscono a chi alle 22 aveva già votato e non comprendono chi era ancora nel seggio) saranno resi noti oggi assieme al numero di Sì e di No.

 I record di votanti sono stati registrati, nell'ordine, nelle province di Oristano, Medio Campidano e Ogliastra. Bassa la Gallura, mentre ad Arzachena c'è stata una punta elevata.

 Di «buco nell'acqua» e di sconfitta del «pifferaio» Berlusconi e dei suoi più vicini rappresentanti sardi ha subito parlato il Partito democratico con la segretaria Francesca Barracciu e con Chicco Porcu, entrambi vicinissimi a Renato Soru. Di diverso avviso, naturalmente, Mauro Pili, il principale protagonista della battaglia referendaria più caratterizzata politicamente, quella sulla legge salvacoste. Pili ha messo in evidenza che «forse ci aspettavamo di più» ma «si tratta di un risultato rilevantissimo» con «300 sardi» (alle ultime elezioni regionali il Centrodestra aveva avuto 378 mila mila voti) che hanno «lanciato un chiarissimo segnale di dissenso».

 La campagna referendaria ha visto Pili muoversi quasi in solitudine (almeno per quanto riguarda i big del partito) e ha fatto emergere un contrasto sulla scelta della consultazione elettorale: c'era chi temeva di non farcela e di regalare così una vittoria a Soru e c'era chi preferiva perdere per non dare a Pili un vantaggio nella corsa per la leadeship elettorale del 2009.


 Al di là delle valutazioni politiche, il primo dato di questi tre referendum sono che la legge su cui si fonda l'istituzione del sistema Abbanoa (gestore e tariffa unica dell'acqua) e la legge salvacoste non sono state abrogate.

 Che il quorum non sarebbe stato raggiunto lo si è capito non appena sono stati diffusi i dati dell'affluenza nei seggi a mezzogiorno: 4,4 per cento degli aventi diritto, cioé 64.878 elettori su un milione e 471 mila iscritti. Un anno fa, il 22 ottobre, quando alla consultazione popolare sulla legge statutaria a mezzogiorno aveva votato il 3,4 per cento, il dato finale dell'affluenza, alle 22, era stato del 15,05 per cento. Pertanto, l'aumento, alle 12, di appena un punto percentuale ha lasciato intendere che anche stavolta a vincere sarebbe stato, e di gran lunga, l'astensionismo.

 Il risultato, secondo la segretario del Pd, Francesca Barracciu, è stato esplicito. «Nonostante la massiccia campagna referendaria e le ingenti risorse investite, è un clamoroso buco nell'acqua per i promotori del referendum». Secondo la Barracciu «i sardi confermano, a dispetto del centrodestra, grande maturità politica e un'autonomia di pensiero impenetrabile dalle sirene di Arcore». Insomma «come previsto l'esito di questo referendum-truffa sancisce una sonora sconfitta politica per il centrodestra sardo e per il suo tutore Silvio Berlusconi. Per contro, rappresenta invece una conferma della politica riformatrice di Soru e del centrosinistra, una conferma di quanto il centrodestra non sia in grado di rappresentare i bisogni dei sardi e di come «il popolo sardo non dimentica l'esperienza disastrosa del centrodestra al governo della Regione». Mentre, secondo la Barracciu, questo appuntamento referendario ha dimostrato che i sardi «nutronofiducia nell'azione di governo di Soru». Per cui «ora dobbiamo andare a testa alta tra la gente a spiegare di più e meglio le politiche messe in campo in questi anni, perché la vittoria del centro sinistra nel 2009 e lì, a portata di mano, dipende solo da noi».

 Per il Pd il primo a pronunciarsi, poco dopo le 19, è stato uno dei soriani più convinti, Chicco Porcu, ex capogruppo di Progetto Sardegna. «Stavolta - ha commentato Porcu - il pifferaio magico Berlusconi non ha incantato gli elettori sardi. Nonostante gli appelli del Capo supremo e la propaganda mediatica del centro destra sardo, che non ha smesso di marciare sul filo degli sms neanche ad urne aperte, i sardi hanno riconosciuto l'inutilità e l'inganno contenuto dei quesiti proposti, lasciando soli i promotori del referendum. Il dato sull'affluenza è una sentenza senza appello».
Pagina 1 di 2
Link correlati
LA POLEMICA In campo anche Berlusconi
Ultim'ora
Roma, 23:57 MADRE UCCIDE A COLTELLATE FIGLIO 3 ANNI NEL PADOVANO New York, 23:24 AFGHANISTAN: NYT, USA AL FIANCO DELLE MILIZIE ANTI-TALEBANI Parigi, 23:08 FRANCIA: FIGLIO CAMUS CONTRO TUMULAZIONE PADRE AL PANTHEON Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Il primo volo dellA380 Il primo volo dell'A380
Testate locali
Annunci (Sassari e Sardegna)
Annunci di lavoro (Sassari e Sardegna)
Enti e tribunali (Sassari e Sardegna)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006