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mercoledì 10.02.2010 ore 00.25
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Muore nell’autobotte precipitata in un dirupo

Un operaio dell’Ente foreste di Baunei è rimasto schiacciato sotto il pesante mezzo. L’autista è ricoverato a Lanusei con diverse fratture. Forse un guasto meccanico ai freni
Baunei. Ancora una morte bianca nell’isola. Giovanni Cabras, conosciuto in paese con il soprannome di paese «Cadinadda», operaio forestale di 40 anni di Baunei è morto schiacciato sotto il peso di un’autobotte dell’Ente Foreste uscita fuori strada lungo l’O rientale, la 125. Mezzo al cui volante era un altro operaio finito in ospedale con diverse fratture ma che non è in pericolo di vita. È giallo sulle cause dell’incidente. L’ipotesi più accreditata un guasto meccanico del mezzo o la rottura dei freni. Sulla dinamica è stata aperta un’indagine da parte delle Procura di Lanusei. Giovanni Cabras, che lascia la moglie e quattro figli, era l’a ddetto alle pompe del mezzo antincendio, un Iveco con una cisterna di quattrocento litri.

La guida dell’autobotte era affidata a Umberto Fenude anche lui di Baunei, autista di provata esperienza, ora ricoverato nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Lanusei per diverse fratture.

Il grave incidente è accaduto ieri mattina. I due operai dopo avere prelevato l’autobotte dal deposito nel centro di Baunei, stavano percorrendo la 125 nel tratto che collega Baunei con Santa Maria Navarrese. Un tratto di strada in forte pendenza e caratterizzata da curve in successione. I due si stavano dirigendo verso la postazione a loro assegnata, in prossimità del bivio per Triei. A circa tre chilometri e mezzo dal centro abitato improvvisamente l’autista ha perso il controllo del mezzo che ha preso sempre più velocità.

Quindi,in un dosso, il mezzo si rovesciato ed è andato a finire nella scarpata sottostante facendo un volo di 30 metri. È probabile che Giovanni Cabras abbia tentato di saltare dal mezzo che invece lo ha poi schiacciato. Una morte terribile che ha toccato profondamente l’intera popolazione. Giovanni Cabras dopo il lavoro all’Ente Foreste curava i terreni di proprietà della famiglia. Sul posto dell’incidente (la strada è rimasta chiusa per 2 ore) sono arrivati i vigili del fuoco di Tortolì e una medicalizzata del 118 i cui sanitari niente hanno potuto fare per salvare la vita a Giovanni Cabras. A rilevare l’incidente sono stati i carabinieri della locale stazione accorsi per primi sul posto.


«Siamo tutti in un momento di grande sconforto per quanto è successo al nostro Giovanni Cabras - ha detto il sindaco di Baunei Salvatore Lai -. Purtroppo, pur adottando tutte le misure possibili nei cantieri, da parte delle autorità competenti e dell’Ispettorato del Lavoro, l’incidente è sempre in agguato. Pare che il mezzo non abbia risposto dal punto di vista tecnico, nei freni. La notizia della morte di Cabras ha scosso tutti a Baunei. Giovanni era un operaio forestale modello ben voluto da tutti». Una morte annunciata secondo Salvatore Gallozza segretario provinciale della Snaf sindacato nazionale autonomo forestali. «Più volte abbiamo denunciato le pessime condizioni dei mezzi utilizzati dagli operai ma nessuno ci ha dato ascolto - dice -. Ho parlato con l’autista ricoverato nell’ospedale di Lanusei, che non si dà pace per la fine del compagno di lavoro».

Proprio Umberto Fenude avrebbe ricostruito l’accaduto: «Quando mi sono reso conto che i freni non c’erano più, eravamo in terza, ho scalato in seconda, il mezzo stava prendendo sempre più velocità, ho deciso di puntare su una stradina laterale che si trova dopo un dosso, purtroppo nel dosso abbiamo capotato».

Salvatore Gallozza prosegue: «Voglio fare una denuncia pubblica, spero che mi chiamino in tribunale. Anche da poco si sono verificati degli episodi incredibili riguardo alla sicurezza dei mezzi. Mezzi che vanno cambiati, Gianni è morto anche perché non c’è spazio nella cabina per l’operatore. Sono macchine che vanno ritirate dalle strada e cambiate. Umberto Fenude non si dà pace e piange convinto che la colpa sia sua, ma la colpa non è sua perché il mezzo non era efficiente e non ha frenato. Per l’inefficienza delle macchine, l’altro giorno siamo andati nel panico totale per un incendio».
(09 settembre 2008)
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