Centrodestra, i primi candidati sono i sindaci
Il centrosinistra costruisce l’alleanza: Soru incontra l’Idv e Passoni i socialisti
SASSARI. Mentre il centrosinistra cerca faticosamente di ritrovare
la propria unità intorno alla candidatura di Renato Soru,
soprattutto per quel che riguarda i difficili rapporti interni al
Pd, il centrodestra comincia a lanciare i propri candidati. I
primi, dopo la scelta del candidato governatore Ugo Cappellacci
fatta personalmente da Silvio Berlusconi, sono i sindaci, costretti
dalla legge a dimettersi per poter partecipare alla competizione
elettorale.
Come i sindaci di Alghero e di Tempio Marco Tedde e Antonello
Pintus. Ma anche come Franco Cuccureddu, che può restare alla guida
del Comune di Castelsardo fino al voto perché la città ha meno di
15mila abitanti.
Tedde aveva lasciato le sue dimissioni già firmate dentro una busta
che, prima di partire per la consueta vacanza natalizia a Pukhet
nel caldo della Thailandia, aveva consegnato al vicesindaco Mario
Conoci. Ed è stato proprio Conoci, la mattina di San Silvestro, a
presentarsi negli uffici del Comune per farle protocollare. Tedde è
forte del plebiscito, quasi il 70 per cento dei voti, con il quale
è stato confermato poco più di un anno fa. Ma oggi ha il problema
del difficile momento che l’amministrazione sta attraversando per
il mancato versamento, da parte della società di riscossione, dei
tributi versati dai cittadini per quasi 5 milioni di euro.
Le dimissioni di Marco Tedde non sarebbero state prese bene nel
centrodestra, che non vuole correre il rischio di perdere un Comune
importante come Alghero andando a nuove elezioni senza un candidato
forte. È quindi possibile che rientrino entro la naturale scadenza
dei venti giorni, magari con la promessa di un incarico di
prestigio alla fine del suo secondo mandato.
Non sembra invece ci siano rischi di ripensamento per Antonello
Pintus, che è stato convinto a candidarsi alla Regione dal
proconsole sardo di Berlusconi Romano Comincioli. «Una scelta
qualificante per il territorio, un serio professionista che in
questi anni ha dato molto, politicamente parlando, non soltanto
alla sua città, Tempio, ma all’intera Gallura», ha detto il
coordinatore provinciale di Forza Italia Fedele Sanciu. «Ho
quindici giorni di tempo per confermare la mia scelta - ha detto
Pintus - ma sono convinto che il programma politico che sarà
presentato agli elettori dal popolo delle libertà possa essere il
cavallo vincente contro lo spettro della recessione che incombe non
soltanto sulla Gallura, ma sull’intera isola».
Non dovrà invece dimettersi il sindaco di Castesardo Franco
Cuccureddu, un altro che aveva fatto man bassa di voti alle
elezioni per guidare il suo paese al secondo mandato. Franco
Cuccureddu sarà il capolista dell’Mpa, il Movimento per l’autonomia
di Raffaele Lombardo di cui è segretario regionale, ma soltanto in
caso di elezione sarà costretto ad abbandonare lo scranno di
sindaco per incompatibilità.
Nel centrosinistra intanto Renato Soru prosegue gli incontri con i
suoi alleati. Stamane alle 11 vedrà una delegazione dell’Italia dei
valori: insieme a Ignazio Messina, responsabile enti locali per il
Sud, ci saranno il coordinatore regionale Federico Palomba e i due
consiglieri regionali Adriano Salis e Giommaria Uggias. Non
dovrebbero esserci sorprese, dal momento che Antonio Di Pietro ha
già comunicato l’unanime orientamento del coordinamento regionale a
far parte della coalizione di centrosinistra «per non consegnare il
governo della regione al centrodestra che ha già dato pessima prova
di sé nella precedente legislatura e la sta dando ancor più col
governo centrale», si legge in una nota del movimento.
Sempre oggi i socialisti incontreranno invece il commissario del Pd
Achille Passoni per una «verifica - ha detto il segretario del Ps
Peppino Balia dopo la direzione di martedì - delle condizioni di
una partecipazione condivisa e basata su intese programmatiche». Ma
il compito più difficile per Passoni sarà la lunga opera di
ricucitura della spaccatura interna al partito democratico. Un
lavoro che si misura con il nodo più difficile da sciogliere: la
composizione delle liste.
(02 gennaio 2009)