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mercoledì 10.02.2010 ore 00.24
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Centrodestra, i primi candidati sono i sindaci

Il centrosinistra costruisce l’alleanza: Soru incontra l’Idv e Passoni i socialisti
SASSARI. Mentre il centrosinistra cerca faticosamente di ritrovare la propria unità intorno alla candidatura di Renato Soru, soprattutto per quel che riguarda i difficili rapporti interni al Pd, il centrodestra comincia a lanciare i propri candidati. I primi, dopo la scelta del candidato governatore Ugo Cappellacci fatta personalmente da Silvio Berlusconi, sono i sindaci, costretti dalla legge a dimettersi per poter partecipare alla competizione elettorale.

Come i sindaci di Alghero e di Tempio Marco Tedde e Antonello Pintus. Ma anche come Franco Cuccureddu, che può restare alla guida del Comune di Castelsardo fino al voto perché la città ha meno di 15mila abitanti.

Tedde aveva lasciato le sue dimissioni già firmate dentro una busta che, prima di partire per la consueta vacanza natalizia a Pukhet nel caldo della Thailandia, aveva consegnato al vicesindaco Mario Conoci. Ed è stato proprio Conoci, la mattina di San Silvestro, a presentarsi negli uffici del Comune per farle protocollare. Tedde è forte del plebiscito, quasi il 70 per cento dei voti, con il quale è stato confermato poco più di un anno fa. Ma oggi ha il problema del difficile momento che l’amministrazione sta attraversando per il mancato versamento, da parte della società di riscossione, dei tributi versati dai cittadini per quasi 5 milioni di euro.

Le dimissioni di Marco Tedde non sarebbero state prese bene nel centrodestra, che non vuole correre il rischio di perdere un Comune importante come Alghero andando a nuove elezioni senza un candidato forte. È quindi possibile che rientrino entro la naturale scadenza dei venti giorni, magari con la promessa di un incarico di prestigio alla fine del suo secondo mandato.

Non sembra invece ci siano rischi di ripensamento per Antonello Pintus, che è stato convinto a candidarsi alla Regione dal proconsole sardo di Berlusconi Romano Comincioli. «Una scelta qualificante per il territorio, un serio professionista che in questi anni ha dato molto, politicamente parlando, non soltanto alla sua città, Tempio, ma all’intera Gallura», ha detto il coordinatore provinciale di Forza Italia Fedele Sanciu. «Ho quindici giorni di tempo per confermare la mia scelta - ha detto Pintus - ma sono convinto che il programma politico che sarà presentato agli elettori dal popolo delle libertà possa essere il cavallo vincente contro lo spettro della recessione che incombe non soltanto sulla Gallura, ma sull’intera isola».


Non dovrà invece dimettersi il sindaco di Castesardo Franco Cuccureddu, un altro che aveva fatto man bassa di voti alle elezioni per guidare il suo paese al secondo mandato. Franco Cuccureddu sarà il capolista dell’Mpa, il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo di cui è segretario regionale, ma soltanto in caso di elezione sarà costretto ad abbandonare lo scranno di sindaco per incompatibilità.

Nel centrosinistra intanto Renato Soru prosegue gli incontri con i suoi alleati. Stamane alle 11 vedrà una delegazione dell’Italia dei valori: insieme a Ignazio Messina, responsabile enti locali per il Sud, ci saranno il coordinatore regionale Federico Palomba e i due consiglieri regionali Adriano Salis e Giommaria Uggias. Non dovrebbero esserci sorprese, dal momento che Antonio Di Pietro ha già comunicato l’unanime orientamento del coordinamento regionale a far parte della coalizione di centrosinistra «per non consegnare il governo della regione al centrodestra che ha già dato pessima prova di sé nella precedente legislatura e la sta dando ancor più col governo centrale», si legge in una nota del movimento.

Sempre oggi i socialisti incontreranno invece il commissario del Pd Achille Passoni per una «verifica - ha detto il segretario del Ps Peppino Balia dopo la direzione di martedì - delle condizioni di una partecipazione condivisa e basata su intese programmatiche». Ma il compito più difficile per Passoni sarà la lunga opera di ricucitura della spaccatura interna al partito democratico. Un lavoro che si misura con il nodo più difficile da sciogliere: la composizione delle liste.
(02 gennaio 2009)
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