Elezioni, scoppia la guerra dei sondaggi
«Sondaggi bugiardi: nettamente in testa noi»
Renato Soru risponde a Berlusconi e annuncia una querela contro il premier
di Piero Mannironi
SINISCOLA. Con l’«invadenza televisiva»,
le battute velenose su Soru e i proclami trionfanti sui sondaggi,
Berlusconi trascina la campagna elettorale su un terreno dove i
contenuti politici e i problemi reali impallidiscono. Fin quasi a
scomparire. Il Cavaliere, finora unico vero antagonista di Soru,
usa infatti con metodo il suo ruolo istituzionale per “trainare” il
candidato del centrodestra Ugo Cappellacci. Ed è un Soru furioso
che reagisce a quella che definisce, senza molti giri di parole,
come «una sistematica violazione di tutte le regole di
correttezza». E, a questo punto, non solo.
Sì, perché il passaggio fatto dal premier a Tempio sul “
caso Saatchi & Saatchi, secondo Soru potrebbe avere un rilievo
penale. Per questo, stamane si presenterà alla procura della
Repubblica di Cagliari per denunciare il presidente del Consiglio.
In serata, la notizia viene diffusa dall’ufficio stampa del
presidente uscente della Regione e chiude una giornata nella quale
si erano già viste le scintille tra i “duellanti” sulla guerra sui
sondaggi.
«Renato Soru - si legge nella nota -, preso atto delle infamanti
dichiarazioni riportate oggi dal quotidiano “La Nuova Sardegna”
come pronunciate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel
comizio elettorale di ieri a Tempio («Un appalto da 60 milioni di
euro per la pubblicità e lui, Soru, contestualmente, si è fatto
dare 30 milioni per la sua società), e ritenendo le stesse
intollerabilmente lesive della sua dignità personale in quanto del
tutto mendaci, qualora dovesse essere accertata l’effettiva
riconducibilità a Berlusconi di tale calunniosa affermazione,
depositerà personalmente nella giornata di domani, presso la
Procura della Repubblica di Cagliari, una querela contro il
Presidente del Consiglio».
Per dirla tutta, il nostro giornale aveva citato anche la
posizione sull’argomento del candidato del centrodestra Ugo
Cappellacci: «Per Soru sta arrivando un rinvio a giudizio». La “
bomba” deflagra alla fine di una giornata nella quale si erano già
avvertiti chiaramente i segnali di una tensione crescente. La
crudezza di alcune battute del Cavaliere e soprattutto i giudizi
feroci su Soru e la sua gestione politica della Regione, erano una
miccia che attendeva una scintilla per essere accesa. Per non
parlare, poi, dell’uso continuo dei sondaggi da parte del
presidente del Consiglio: sabato a Tempio aveva parlato di un
vantaggio di Cappellacci di tre punti e stamane, a Sassari, il
presunto vantaggio era già salito di un altro punto percentuale.
L’eco delle parole di Berlusconi arriva a Soru al termine dell’a
ppassionato intervento nell’affollatissimo cineteatro Andromeda di
Siniscola. «Come - dice Soru gelido -, il presidente del Consiglio
parla di quattro punti di vantaggio? Personalmente non trovo
corretto diffondere dati con tanta leggerezza in campagna
elettorale. Una campagna elettorale nella quale, lo voglio
ricordare, il programma di Cappellacci è ancora un mistero.
Comunque non dicono la verità, perché loro la verità la conoscono
molto bene. E cioé che noi siamo avanti di otto punti». Poi si
infila in auto e parte per Orune. E che il clima fosse radicalmente
cambiato lo si è capito benissimo fin dalle prima battute di Soru a
Siniscola. Non solo la presentazione del programma, ma anche e
soprattutto la dura risposta agli attacchi di Berlusconi. Usa
parole spesso taglienti, a volte beffarde, ma comunque mai fuori
misura.
«Strana campagna elettorale, questa - attacca - dove non ci si
confronta con il candidato del centrodestra, ma direttamente con il
presidente del Consiglio. Che ieri, a Tempio, ha infranto tutte le
regole di equilibrio e di correttezza: era infatti su tutte le reti
televisive italiane. E dietro di lui, silente, il candidato del
centrodestra. Un’immagine davvero imbarazzante per noi sardi». E
ancora: «Mentre io, come vedete, mi muovo da solo con la mia auto,
Berlusconi usa tutto l’apparato istituzionale per muoversi in
Sardegna. E non per parlare della chimica o delle recenti alluvioni
che hanno colpito l’isola. No, lui a Tempio parla per un ora di
barzellette e di Kakà. Non dice nulla di Sardegna. Poi, quando
finisce, qualcuno gli ricorda che forse è meglio che intervenga
anche Cappellacci. E lui, allora: “Vieni, Ugo, tocca a te, ma fai
in fretta che dobbiamo andare a pranzo”. Un signore che ci riempie
di bugie dice a chi dovrebbe rappresentare la Sardegna: “Vieni
avanti, Ugo!”. Non c’è rispetto per i sardi. E poi, voglio dire, il
nostro futuro non è una barzelletta, ma è fatto di speranze e di
desideri, di una ricerca di prospettive e di modernità».