Beppe Pisanu lancia il candidato Cappellacci
«Tocca a lui liberare l’isola dai vincoli in cui è stata imprigionata in questi anni»
dall'inviato Giampiero Cocco
CALANGIANUS. Ugo Cappellacci sceglie il
confronto a distanza, non cita mai il suo avversario e si emoziona
nell’affrontare «da vero sardo di Iglesias, da più generazioni», i
temi caldi della “bruciante” campagna elettorale. A presentare il
candidato governatore della casa delle libertà è stato Beppe Pisanu
nell’ex convento benedettino zeppo di candidati, imprenditori,
sindaci e cittadini.
«Ringrazio il sindaco di calangianus Antonio Scano per l’invito -
ha detto Cappellacci - e per avermi fatto toccare con mano la
gravità di una crisi economica che colpisce non soltanto i settori
vitali dell’economia locale, come quello del sughero, ma anche le
famiglie, con tante mamme che chiedono il ticket per poter dare un
pasto ai loro figli. Figli come i miei (ne ho tre), ai quali
dobbiamo assicurare un futuro, farli tornare a sorridere e
sperare».
Il sindaco Antonio Scano, che astutamente ha alternato l’italiano
al gallurese per spiegare a “Ugo” (come ha confidenzialmente
chiamato più volte il candidato governatore) le esigenze di credito
delle aziende del nord Sardegna e le invocazioni di aiuto che
arrivano dalle famiglie di operai senza più un posto di lavoro, ha
infine paragonato Cappellacci ad un “cuccarummeddu”, un fungo che
(nel campo della politica isolana) è nato nel corso di una sola
notte «e spiremmu chi sia di chissi boni bonu» (speriamo che sia di
quelli buoni), ha detto nell’augurare il successo al Popolo della
libertà e al suo candidato.
Un risultato positivo che - stando alle parole di Beppe Pisanu,
presidente della commissione parlamentare antimafia e autorevole
parlamentare sardo, il quale ha tenuto a battesimo la prima uscita
ufficiale dell’aspirante governatore - «non dovrebbe mancare, per
liberare l’isola dai legacci in cui è stata imprigionata in questi
ultimi cinque anni. Renato Soru, anni fa, parlando a Sorso, disse
di voler chiudere la petrolchimica di Porto Torres perchè
inquinava, di voler chiudere i cantieri edili perchè deturpavano l’a
mbiente, di voler chiudere gli ospedali perchè improduttivi.
Il sindaco di quel paese mi disse: ma questo è un lucchetto! Un
lucchetto che ci affretteremo a togliere. La realtà nella quale
siamo immersi è difficile da superare, la strada sarà lunga e
dolorosa. Rischiamo di entrare in una depressione senza fondo, ma
dobbiamo affrontarla con l’ottimismo della volontà, partendo dall’i
sola. Dobbiamo liberare le energie produttive della Sardegna,
rianimare i settori del sughero, del turismo, quello dell’edilizia,
realtà che tradizionalmente creavano economia, e invece sono state
sopraffatte da tasse e divieti».
«Sono qui - ha invece spiegato Ugo Cappellacci - per essere
presente sul territorio, per dare un senso compiuto al mio impegno.
Per ascoltare la gente, capire quali sono i loro problemi e
tentare, insieme, di risolverli. Nel nostro programma, che
presenteremo sabato a Cagliari, ci occuperemo dei settori
produttivi, l’orgoglio della nostra isola offuscato da cinque anni
di buio assoluto. Abbiamo 190mila disoccupati, sono diminuiti i
consumi, anche quelli alimentari, l’indebitamento delle famiglie è
alle stelle, ed è un quadro desolante, e non possimo più sorridere
davanti a tante miserie.
Nel nostro programma abbiamo due punti fissi: lotta all’emergenza,
alla povertà, aiuti alle imprese, e questo a breve termine. Al
secondo punto, in una azione a medio e lungo termine, ci occuperemo
di infrastrutture, di opere pubbliche, di interventi in grado di
rilanciare l’economia dell’isola. Sento il peso della
responsabilità che mi è stata assegnata, ma ho la capacità di
mettere insieme il gruppo di persone in grado di poter affrontare
queste sfide. Bisogna essere umili, capaci di saper ascoltare l’o
peraio, l’artigiano, ma anche le istituzioni, le richieste degli
enti locali, non affossarne le aspettative o le autonomie, com’è
accaduto in questi ultimi cinque anni».
La squadra a cui fa riferimento Ugo Capellacci è gia (quasi)
pronta. Per la Gallura l’unica novità è l’esclusione (quasi sicura)
del consigliere regionale di Arzachena Giovanni Pileri, che
lascerebbe il posto ad uno dei protagonisti del mondo
professionale.
Saranno in lizza, stando alle ultime indiscrezioni, Renato Lai, in
quota Fortza Paris, il chirurgo Giuseppe Mela, il consigliere
comunale del Pdl olbiese Giampiero Palitta, l’ex sindaco di Tempio
Antonello Pintus e il sindaco di Telti e consigliere regionale di
An uscente, Matteo Sanna. Tutti presenti, ieri pomeriggio a
Calangianus dove (ufficialmente) si doveva parlare di
riforestazione e della crisi che attanaglia il settore trainante
dell’economia dell’alta Gallura, quello del sughero. L’incontro si
è invece trasformato nella prima convention elettorale di Forza
Italia.
(07 gennaio 2009)