«Batterò Berlusconi come ha fatto Prodi»
Soru rilancia dall’isola la sfida al Cavaliere
di Giampiero Cocco
Renato Soru
TEMPIO. Non pronuncia mai il nome del premier ma ne cita le gesta,
dalle pacche sulle spalle alle ragazze che lo circondano nell’u
liveto della Certosa. «Mi candido per vincere la presidenza, e lo
farò per governare i prossimi cinque anni. Vincerò contro chi viene
dal mare con le promesse, e non certo per risolvere i problemi
della nostra isola». Renato Soru sventola il vessillo dei 4 mori
nella battaglia contro Silvio Berlusconi.
Nel parlare alla gente che affollava all’inverosimile l’ufficio
turistico dell’ExMe di Tempio Renato Soru, che ieri ha aperto la
sua campagna elettorale in Gallura, ha ricordato più volte il
governo di Romano Prodi «con il quale c’era un’intesa perfetta, e
con il quale la vertenza fiscale stava ottenendo i suoi
frutti».
Un Prodi che ha battuto per due volte Silvio Berlusconi, ricorda
Renato Soru in un’intervista all’Espresso, i cui temi ha ripreso
con forza a Tempio: «Dimostreremo nell’isola che non è invincibile,
che si può battere parlando con il linguaggio della sinistra, delle
democrazia, della politica etica e per la gente. Non con l’o
ttimismo delle pacche sulle spalle o dell’invito al consumo, quando
le famiglie sono, come in questo momento in gravi difficoltà
economiche».
Un’intervista che ha fatto rumore a livello nazionale. Tanto che
Arturo Parisi ha ovviamente sposato in chiave anti-veltroniana il
richiamo a Prodi e all’Ulivo. Nessuna aspirazione alla politica
nazionale, precisa invece Soru «perché nell’isola mi trovo a mio
agio, e mi basta».
Il suo tour elettorale nel nord della Sardegna era cominciato in
mattinata a Bortigiadas, un paesino di 750 anime gran parte delle
quali over 60. «Sono i veri paesi nascosti della Sardegna, quelli
che non volevamo far vedere, vergognandocene, quando cominciò il
turismo, preferendo far costruire città che non rispecchiavano la
nostra Sardegna sulla costa.
E’ in paesi come Bortigiadas, ricchi di storia, cultura, dov’è
ancora vivo il rito dell’ospitalità, un paese come tantissimi altri
dell’isola, che abbiamo investito, in questi anni, per ridare
spazio alla sanità, all’ambiente, alla pubblica amministrazione,
alla ricerca, pensando al futuro dei nostri giovani. Per conservare
una Sardegna migliore di come l’abbiamo trrovata».
Soru parla a braccio elencando puntigliosamente il programma
sviluppato nella passata legislatura e annuncia ulteriori
interventi sul territorio «pensando, ad esempio, a collegare Olbia
con Sassari, mettendo in sicurezza una strada che falciava vittime
a ogni chilometro, ma non dimenticando di collegare, anziché con
quattro corsie ma in tutta sicurezza, anche Olbia con Arzachena,
Palau e Santa Teresa di Gallura, progettando e investendo 160
milioni anche sulla Olbia Tempio».
Parla di sanità, e ricorda il nuovo ospedale di Olbia «al quale,
ben presto, si aggiungerà una struttura privata, il San Raffaele,
che sarà una risorsa dell’intero territorio, con laboratori di
ricerca nei quali lavoreranno i sardi. Abbiamo investito nell’a
mbiente, per preservare una costa dall’assalto delle seconde case,
privilegiando, al contrario, la costruzione delle prime case per le
tante famiglie che ne hanno bisogno. Non è questo - ha detto Soru -
il momento delle divisioni, delle discussioni: la politica è un
percorso che si fa tutti assieme. Le discussioni sono un segnale di
democrazia, di confronto. Non siamo una coalizione dove ci si
riunisce sollevando il telefono, a casa di qualcuno (il riferimento
è alla Certosa, ndr), per ascoltare pochi e decidere da solo. C’è
unità: ci stiamo presentando uniti, senza compromessi e non per
fare bottino e vincere, ma per riflettere sull’impegno che ognuno
di noi ha preso, in politica, che è senso di donazione. La politica
ha bisogno di rinnovamento, di giovani, della riscoperta di una
idea di Sardegna da riproporre ai sardi, come abbiamo fatto negli
ultimi cinque anni».
Parla di risultati, Renato Soru, e ricorda l’importante successo
per l’isola ottenuto con la vertenza sulle entrate, «un diritto che
era importante poter esercitare: il bilancio della Regione è
aumentato del 50% con soldi propri, dei sardi, e nel 2010 crescerà
ulteriormente di 1,7 miliardi. L’equivalente dei fondi Fas, i
finanziamento triennali da parte dell’Europa. Abbiamo ridotto le
servitù militari. Pezzi di territorio, come l’isola della
Maddalena, sottratti allo sviluppo. Abbiamo chiesto e chiederemo la
chiusura dei poligoni militari, dove si sparano il 70% delle bombe
dell’intero arsenale militare italiano. Abbiamo investito e
investiremo ancora sulle scuole, sull’istruzione per debellare la
povertà, per il nostro presente e per prepararci al futuro, senza
delegare questo ad altri».
La platea lo incalza con domande dirette, lo stuzzica contro l’a
vversario di sempre: Berlusconi. «Quando - ricorda - dopo tante
insistenze sono stato da lui per richiedere le nostre quote di
finanze, mi parlava dei suoi giardini alla Certosa. Non lasciamogli
coltivare l’intera isola». Oggi la campagna elettorale di Soru
continua con i sindaci dell’alta Gallura, domani con una iniziativa
alla Maddalena.
(09 gennaio 2009)